Cronaca

A che punto siamo con il nuovo Municipio di Vailate?

Il consigliere Antonio Benzoni, capogruppo di "Vailate per cambiare pagina", non le ha mandate a dire all’assessore ai Lavori pubblici Roberto Sessini.

A che punto siamo con il nuovo Municipio di Vailate?
Cronaca Cremasco, 24 Settembre 2022 ore 09:22

Non è ancora stata scritta la parola "Fine" alla polemica sulla nuova sede del Municipio di Vailate. Nel corso degli anni, da quando è stata approvata e appaltata l’opera di riqualificazione dell’ex asilo «Zambelli-Ferri» da destinare ai nuovi uffici dell’Amministrazione comunale, non sono mai mancate le critiche e i colpi di scena a proposito della gestione e della prosecuzione dei lavori da parte della maggioranza. E anche stavolta il consigliere Antonio Benzoni, capogruppo della minoranza «Vailate per cambiare pagina» da sempre attiva su questo fronte, non le ha mandate a dire all’assessore ai Lavori pubblici Roberto Sessini.

Nuovo Municipio di Vailate  nell'ex asilo: a che punto siamo?

Benzoni, in particolare, ha chiesto nei giorni scorsi aggiornamenti sullo stato di avanzamento del cantiere e sulla causa legale intentata ai danni del Comune dall’impresa "Edilgrande", a cui era stato affidato il primo lotto dei lavori.
"Rivolgiamo istanza al nostro assessore sulla situazione dell’apertura della nuova sede municipale - ha scritto Benzoni - dato che è da lungo tempo che l’immobile è abbandonato a se stesso in uno stato poco decoroso. Sarebbe interessante anche far conoscere alla cittadinanza vailatese un aggiornamento sull’evoluzione della causa per i lavori fuori contratto realizzati senza ordine del direttore lavori, del costo di oltre 50mila euro".

Sessini: Mancano solo alcuni collaudi"

Tirato in ballo, Sessini non ha tardato a rispondere. "Dal punto di vista strutturale le opere conservative sono terminate - ha fatto sapere - mancano solo alcuni collaudi. In questi giorni poi, l’Ufficio tecnico sta prendendo contatto con dei fornitori per verificare quale sia la migliore soluzione per l’arredamento". Chiara la replica anche sulla diatriba legale.
"La pratica è ormai in sede giudiziaria. Visto che si tratta proprio di una causa civile, mi sembra giusto non commentare. Dico solo che i lavori in più e in meno sono sempre stati autorizzati, certificati e controfirmati dal direttore lavori, anche perché chi conosce la materia degli appalti pubblici sa benissimo che non sarebbe possibile derogare da quanto stabilito dal contratto, se non attraverso specifiche autorizzazioni o modifiche autorizzate dal direttore. Assessori e sindaci in questo caso non c’entrano nulla, perché sui lavori c’è una normativa ben precisa. Esiste un appalto e si segue quello".

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