A Bergamo già 5 morti sul lavoro dall’inizio dell’anno

Gli infortuni mortali sono aumentati del 100% rispetto all'anno scorso.

A Bergamo già 5 morti sul lavoro dall’inizio dell’anno
Romanese, 03 Maggio 2019 ore 08:10

Riprende la tragica conta delle morti sul lavoro, con il decesso di un operaio edile di Torre Pallavicina che il Primo Maggio stava lavorando in un cantiere in provincia di Piacenza. Il lavoratore, 50 anni, era dipendente della Sapiens spa Agenzia Interinale, iscritta a Edilcassa artigiana di Bergamo.

Cinque bergamaschi morti sul lavoro quest’anno

“Anche nel giorno della Festa dei Lavoratori dobbiamo piangere la tragica scomparsa di un operaio che stava svolgendo il suo lavoro” hanno detto i rappresentanti di CGIL, CISL e UIL, e delle sigle delle categorie edile FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL di Bergamo. “È il quinto lavoratore a perdere la vita dall’inizio del 2019”. I sindacati tornano a puntare il dito contro le condizioni di lavoro in cantieri e stabilimenti, dove “la sicurezza non sempre è la priorità”

Sindacati: serve più sicurezza

” Per ogni commessa e in ogni appalto – sostengono i sindacati – le imprese devono garantire che le fasi lavorative vadano di pari passo con il rispetto scrupoloso delle norme di sicurezza previste dalla legge, che devono diventare elemento strutturale della competitività d’impresa. Vanno potenziati i controlli da parte degli organismi competenti, con l’utilizzo delle risorse economiche regionali derivanti dalle sanzioni applicate nel 2018, le quali non devono essere utilizzate per altre finalità. L’integrità fisica dei lavoratori deve essere parte integrante di tutta la filiera, dal committente al subappaltatore, fino alle agenzie interinali. Ciascun soggetto, poi, deve garantire la puntuale ed efficace formazione anche in merito alle interferenze lavorative tra diversi soggetti tipiche dei cantieri edili. Vengano perciò stanziate adeguate risorse aggiuntive per sostenere il sistema della prevenzione regionale” commentano per CGIL, CISL e UIL di Bergamo Angelo Chiari, Danilo Mazzola e Saverio Capuzziello. “E’ inaccettabile che oggi si conti il quinto morto sul lavoro da inizio anno. Nei soli primi tre mesi del 2019 i dati INAIL registrano un aumento del 100% degli infortuni mortali rispetto allo stesso periodo del 2018: da due a quattro decessi, a cui ora si aggiunge quello del Primo Maggio. Continuiamo a provare un fortissimo sgomento di fronte a questa tragica sequenza di incidenti”.

Sempre meno tutele per i lavoratori edili

“Siamo addolorati di dover registrare l’ennesima morte di un lavoratore edile, mentre il mondo intero festeggiava la Festa del Lavoro” aggiungono  Giuseppe Mancin per FENEAL-UIL, Simone Alloni di FILCA-CISL e Luciana Fratus della FILLEA-CGIL di Bergamo. “Non possiamo accettare che un settore, quello dell’edilizia, strategico per l’economia del paese salga alla ribalta delle cronache così spesso per tragici incidenti mortali, quando invece dovrebbero essere la qualità, l’innovazione e i nuovi investimenti a  venire discussi, pianificati e a veicolare la crescita del settore. Eppure quello che accade è proprio l’opposto: anche recentemente abbiamo denunciato, con lo sciopero dell’intero comparto delle costruzioni il 15 marzo, come il decreto ‘Sblocca-cantieri’, tanto atteso, nasconda in realtà il tentativo di deregolamentare il Codice degli Appalti con il ritorno alle gare al massimo ribasso e alla liberalizzazione del subappalto. Queste scelte verosimilmente si tramuteranno in meno tutele e minor sicurezza per i lavoratori.  È importante, invece, che si diffonda una cultura della prevenzione che tenga presente anche il rispetto dei tempi di recupero fisiologico di riposo. Se anche le giornate di festa diventano lavorative, avremo statisticamente sempre più probabilità di infortunio. Fermiamoci e riflettiamo se davvero questa è la strada che vogliamo percorrere”

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