cronaca

Dimissioni Sgroi, il Pd: “Una svolta tardiva”

A Rivolta d’Adda si apre la fase commissariale mentre partiti e gruppi consiliari guardano già alle prossime elezioni

Dimissioni Sgroi, il Pd: “Una svolta tardiva”

Dopo otto mesi arrivano le dimissioni del sindaco Giovanni Sgroi: Pd e minoranza parlano di svolta tardiva, mentre la vicesindaco rivendica il lavoro svolto e si apre la fase verso il voto.

Le reazioni di Pd e minoranza alle dimissioni

“Finalmente dopo otto mesi sono arrivate le dimissioni del sindaco Sgroi”: è così che il circolo rivoltano del Pd commenta le dimissioni del sindaco Giovanni Sgroi . Dimissioni che il circolo ha chiesto da tempo e che “pongono fine ad una brutta pagina per il paese ea una fase di grave difficoltà istituzionale e amministrativa per il comune” dichiara il segretario Dem locale Daniele Cantarini che aggiunge: “Il nostro circolo ha chiesto ripetutamente le dimissioni non solo del sindaco Sgroi nel corso di questi mesi ma anche di tutta l’Amministrazione. La prima richiesta formale risale al 28 maggio 2025”. Per il Partito Democratico locale, la svolta arriva dunque con forte ritardo, ma rappresenta comunque un passaggio necessario per scollegare la vicenda giudiziaria che vede Giovanni Sgroi accusato di violenza sessuale dalla vita amministrativa del comune di Rivolta d’Adda”. Una posizione condivisa anche dalla minoranza consiliare. La consigliera del gruppo “Rivoltiamo” Elisabetta Nava infatti non usa mezzi termini:

“Chiediamo da 8 mesi queste dimissioni, meglio tardi che mai. Sta alla cittadinanza fare le sue valutazioni sulla tempistica, sulle motivazioni e sull’iter che ha condotto Sgroi alla scelta delle dimissioni. Non possiamo condividere la rappresentazione di questi mesi come un percorso amministrativo “coerente e portato avanti con serenità”.La vicenda ha inevitabilmente inciso sull’immagine del Comune e sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Le dimissioni arrivano solo oggi, dopo mesi di una situazione ormai insostenibile. Il periodo di gestione commissariale dovrà essere affrontato con rispetto delle istituzioni e senza operazioni autocelebrative, lasciando ai cittadini il diritto e il dovere di esprimersi democraticamente sul futuro amministrativo del paese. Come minoranza consiliare abbiamo lavorato con serietà adempiendo al nostro dovere di minoranza consigliare da ottobre 2021 ad oggi vigilando su quanto questa amministrazione ha fatto, cercato di fare o non è riuscita a fare. Lo faremo fino all’ultimo giorno del nostro mandato”.

Alle critiche non è tardata ad arrivare la replica della vicesindaco Marianna Patrini, che difende l’operato dell’Amministrazione uscente. “Le dimissioni del sindaco sono un atto normato dalla legge e aprono un percorso chiaro, ordinato e trasparente – ha detto – Se qualcuno ritiene che in questo percorso vi sia stato qualcosa che “non ha funzionato”, lo dica con precisione. Lasciamo un Comune che ha visto concretizzare opere importanti e che ha portato a compimento, con puntualità e trasparenza, il programma amministrativo pianificato. Dopo “soli” 4 anni e 3 mesi di amministrazione abbiamo restituito a Rivolta d’Adda un Comune più forte, ordinato e capace di guardare avanti”. Ora lo scenario istituzionale appare definito.

La fase commissariale e il percorso verso le elezioni

A Rivolta d’Adda si attende la nomina del commissario prefettizio, che dovrà traghettare il Comune nei prossimi quattro mesi, accompagnando il contemporaneo scioglimento del Consiglio comunale. Il voto sarà quasi sicuramente tra maggio e giugno. Come precisato dalla stessa Patrini:

“Decorso il periodo tecnico di 20 giorni, previsto dalla legge – prosegue Patrini – il Consiglio decadrà come stabilito dall’ordinamento e verrà avviata la fase transitoria, gestita da un Commissario prefettizio, che amministrerà il nostro Comune, fino all’elezione di un nuovo sindaco”.

Ma lo sguardo del Pd è già rivolto alle prospettive future per Rivolta.

“Confidiamo che nei prossimi mesi possano essere celebrate nuove elezioni comunali e che si possa insediare una nuova amministrazione, capace di lasciarsi alle spalle questa terribile pagina e cinque anni di governo di cen trodestra che giudichiamo fallimentari – ha aggiunto Cantarini – Noi ci siamo e siamo pronti a fare la nostra parte”.

Prospettive politiche e attesa per le candidature

Più cautela, invece, sui nomi e sulle alleanze: “Nelle prossime settimane faremo sapere qualche aggiornamento a riguardo”. Dal fronte della minoranza, Elisabetta Nava e il suo gruppo guardano già alle urne: “Certamente l’area politica che rappresentiamo, avversaria alle destra di Rivolta Dinamica, si sta organizzando per far sì che il paese possa voltare pagina”. Intanto, tra le vie del paese, c’è anche chi spera in un possibile ritorno di Fabio Calvi (ex sindaco di Rivolta che ha concluso il suo mandato nel 2021) che per ora sceglie il silenzio e non rilascia alcuna dichiarazione. Insomma, dopo mesi di silenzi, scontri e attese, Rivolta d’Adda si prepara a voltare pagina: il conto alla rovescia verso le urne è iniziato, e il prossimo capitolo sarà scritto direttamente dai cittadini.