Una colata di cemento sulla strada “bianca”, Legambiente insorge

Gli ambientalisti hanno inviato un documento in Comune chiedendo la sistemazione del piccolo "ecomostro": "Sì al recupero delle strade di campagna, ma con rispetto per il paesaggio"

Una colata di cemento sulla strada “bianca”, Legambiente insorge
11 Settembre 2017 ore 11:04

Una colata di cemento armato sulla strada “bianca” che collega via Canonica a via Contessa Piazzoni, a Castel Cerreto. Legambiente critica la scelta dell’Amministrazione: “Sì al recupero delle strade di campagna, ma rispettando il paesaggio”.

Una scelta che non piace

Nei giorni scorsi sulla sede della strada “bianca” che collega via Canonica a via Contessa Piazzoni, passando per la Cascina Pelisa, è stata realizzata
una copertura in cemento armato per una larghezza di circa tre metri. “Siamo sempre stati fra i sostenitori del recupero delle strade di campagna
nell’ambito del PLIS della Gera d’Adda – ha fatto sapere Legambiente attraverso un comunicato – Un recupero però mirato a rendere fruibili tali strade in un contesto di rispetto del paesaggio e in un ottica di ripristino anche delle alberature presenti, molto spesso abbandonate o tagliate”.

Le perplessità degli ambientalisti

Le critiche al lavoro svolto dall’Amministrazione sono state elencate in un documento inviato nei giorni scorsi al sindaco Juri Imeri e condiviso anche dalle associazioni ARIBI Trei’nbici, Team GEROBIKE, Comitato di Quartiere Geromina e Comitato di Quartiere Castel Cerreto. “Il recupero di una storica strada di campagna (censita già nel Catasto Teresiano) e realizzato con del cemento, si scontra con il contesto paesaggistico della zona – hanno criticato – Era necessaria una gettata in cemento? La giustificazione che è stata presa dai progettisti (a quel che ci risulta ) è quella di un traffico veicolare agricolo pesante che avrebbe distrutto una strada realizzata con fondo in materiale naturale ( tipo ghiaietto o ”calcestre”, volendo utilizzare il termine tecnico più appropriato). Tuttavia le strade simili che portano dalla via Canonica all’area pic-nic del Bosco del Castagno, così come quella che dalla Frazione Castel Cerreto porta alla Grotta di Lourdes, sono state realizzate in calcestre da diversi anni e sono lì da vedere: entrambe utilizzate sia dal traffico veicolare
agricolo che come pista ciclopedonale, eppure il fondo ha tenuto bene”.

Un lavoro diverso dal progetto iniziale

“E’ stato eseguito un lavoro che si discosta completamente da quello che era il progetto iniziale – hanno proseguito – Regione Lombardia (11 gennaio 2017),
annunciava l’assegnazione di un finanziamento regionale al progetto trevigliese: si parlava di strade rurali in pietra di Zandobbio (detto anche calcestre).
Senza contare che nella progettazione è stato completamente dimenticato il ripopolamento arboreo dei bordi della vecchia strada”.

La colata di cemento sulla strada

Ecco come dovrebbe essere la strada secondo Legambiente

Unica soluzione possibile?

Per gli ambientalisti la risposta è “no”. “Se guardiamo la zona dei fontanili di Farinate, nel PLIS di Capralba, vediamo un recupero delle strade bianche rispetta le caratteristiche del territorio. La zona è prettamente agricola e il traffico veicolare agricolo pesante è decisamente superiore a quello del nostro territorio, eppure le strade vicinali che portano alle aziende agricole sono state recuperate in ghiaia e terra battuta – hanno concluso – Ci piacerebbe, a fronte di questo piccolo “ecomostro”, un intervento riparatore per ridare alla vecchia strada un suo aspetto in accordo col paesaggio circostante e finalmente realizzare, in armonia con il concetto di “bellezza”, il collegamento ciclo-pedonale dal centro di Treviglio al Bosco del Castagno”.

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