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Lavoravano “in nero” per poco più di un euro all’ora

Gli operai scoperti, 26 in tutto, non avevano contratti. Maxi multa da 84mila euro per l'azienda

Lavoravano “in nero” per poco più di un euro all’ora
Cronaca 03 Agosto 2017 ore 09:35

Lavoro “in nero”: la Guarda di Finanza scopre 26 lavoratori irregolari in un’azienda manifatturiera.

Blitz in un capannone di Adrara

I Finanzieri della Brigata di Sarnico, nel corso di interventi finalizzati al contrasto del lavoro “in nero” e irregolare, hanno eseguito un controllo all’interno di un capannone situato ad Adrara San Martino (BG), di un’azienda operante nel settore della lavorazione della gomma, con sede legale a Sirmione (BS). Al momento dell’accesso, le Fiamme Gialle hanno identificato i lavoratori presenti e hanno poi effettuato i riscontri documentali per accertare il rispetto degli obblighi fiscali e contributivi. Ben 8 dei 17 lavoratori presenti erano sprovvisti del contratto d’assunzione e della comunicazione preventiva agli Enti preposti d’instaurazione del rapporto di lavoro. Uno di essi era anche clandestino sul territorio nazionale; pertanto, dopo essere stato accompagnato in Questura per i previsti rilievi, è stato denunciato per il reato di clandestinità e nei suoi confronti è stata avviata la procedura per l’espulsione.  Il legale rappresentante dell’azienda – di Moniga del Garda (BS) – è stato segnalato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo per aver occupato un lavoratore straniero privo del permesso di soggiorno.

Pagati poco più di un euro all’ora

Grazie agli elementi raccolti nella fase preliminare dell’intervento ed all’analisi dei documenti rinvenuti nella sede dell’azienda, i Finanzieri hanno poi scoperto altre 18 persone che lavoravano, sempre per conto dell’azienda, totalmente “in nero” a domicilio, cioè presso le proprie abitazioni di Viadanica, Villongo, Adrara San Rocco (BG), Capriolo, Coccaglio, Rovato e Palazzolo sull’Oglio (BS). Dalle attività ispettive è emerso, anche che questi lavoratori venivano pagati in base al numero di pezzi lavorati ed erano impiegati fino a 10-12 ore al giorno, sette giorni su sette, per arrivare a guadagnare un massimo di 400 euro al mese (poco più di un euro l’ora…).

Multa da 84mila euro per l’azienda

Nei confronti dell’azienda sono state irrogate sanzioni per complessivi 84.100 euro, ed è stato disposto l’obbligo di regolarizzare i lavoratori per l’intero periodo di lavoro prestato “in nero”, con pagamento dei relativi contributi evasi. Per la situazione accertata nei locali aziendali, l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Bergamo ha immediatamente emesso un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale (che scatta quando l’impiego di personale “in nero” è superiore al 20% del totale dei lavoratori), che è stato successivamente revocato a seguito del pagamento delle sanzioni ed alla regolarizzazione dei lavoratori.

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