Ci sono donne capaci di lasciare un solco nella storia. Donne che hanno piantato semi perché l’Italia prosperasse nel rispetto di valori inviolabili. Donne il cui valore non deve solo essere riconosciuto, ma valorizzato e tramandato. Come è accaduto domenica a Verdello, in occasione della Festa della donna, quando l’Amministrazione comunale ha ufficializzato l’intitolazione del parco pubblico di via Manenti alle “Madri Costituenti”.
Il Cif in campo per onorare le donne
Un’occasione che ha unito memoria e riflessione nata dalla richiesta, presentata lo scorso ottobre dal Cif (Centro italiano femminile), per veder intitolata una strada o un luogo pubblico a figure femminili.
Complice la bella giornata, domenica in tanti si sono presentati all’appuntamento con la scopertura della targa.
“Grazie alle donne del Cif di Verdello per la proposta di dedicazione, agli Alpini, ai Bersaglieri, all’Avis, all’Aido e ai carabinieri in congedo per la partecipazione e un grazie speciale alle ragazze dell’istituto “Don Guanella” e a tutte le donne che hanno partecipato alle letture”, ha commentato l’Amministrazione presente con il sindaco Fabio Mossali, gli assessori Elio Zanotti, Livia Mossali e Marianna Limonta e consiglieri comunali.
“L’iniziativa è nata dal fatto che in paese da tempo si nota la mancanza di vie, luoghi pubblici o edifici intitolati alle donne – ha spiegato la presidente del Cif Gigliola Mossali – Con questa richiesta volevamo dare un segnale forte al paese. La nostra prima indicazione era proprio quella, che poi è stata scelta, di intitolare un luogo alle Madri costituenti perché ci piaceva l’idea che la prima intitolazione fosse dedicata a un gruppo trasversale, inclusivo dove tutti potessero riconoscersi”.
Il lascito delle “Madri Costituenti”

Il fatto stesso di averla ufficializzata l’8 marzo non è un caso. Quella di domenica è stata anche un’occasione di informazione per ricordare chi sono state queste donne provenienti da schieramenti politici diversi – nove erano democristiane, nove comuniste, due socialiste (PSIUP) e una dell’Uomo qualunque – che hanno lavorato insieme per superare le difficoltà e garantire pari opportunità. Cinque di loro (Maria Federici, Angela Gotelli, Angelina Merlin, Teresa Noce, Nilde Iotti, di cui sono state lette le biografie) parteciparono direttamente alla stesura del progetto di Costituzione come membri della “Commissione dei 75”. I loro nomi sono sinonimo di impegno politico e sociale: Nilde Iotti, fu la prima donna a ricoprire la carica di Presidente della Camera dei Deputati, mentre Lina Merlin divenne nota per la sua battaglia per l’abolizione delle case di tolleranza. E poi la sindacalista e partigiana, voce delle operaie Teresa Noce e ancora Teresa Mattei, la più giovane partigiana combattiva legata alla lotta per i diritti delle donne e dei bambini.
“Abbiamo condiviso anche l’invito a riflettere sull’attualità, sulla necessità di pensare quali sono i cardini della Costituzione, un invito a riflettere, a non abituarsi alla violenza e a non perdere il senso critico”, ha concluso la presidente.
Un’eredità importante che, Cif e Comune, hanno riconsegnato ai verdellesi in un luogo che ne custodirà la memoria.
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