Un libro per raccontare la storia della “Turta de Treì”. Il tipico dolce di Treviglio, nato 35 anni fa, è stato protagonista di un pomeriggio “amarcord” al “Caffè Milano” di piazza Manara.
La Turta de Treì
Il libricino sulla Turta de Treì, presentato nel corso dell’evento, non parla solo di una torta, ma di un periodo in cui la città seppe mettersi in gioco. Era il 1990 e l’obiettivo era ambizioso: creare un dolce identitario, capace di rappresentare Treviglio. Un’operazione tutt’altro che scontata, che coinvolse l’intera comunità. Il concorso promosso dalle “Botteghe del Centro” raccolse un’adesione sorprendente. Oltre cento ricette arrivarono sul tavolo della giuria. A imporsi fu quella di Lucia Ferri, una proposta domestica e genuina, premiata per la sua semplicità e per la capacità di conservarsi senza perdere qualità. Il nome fu una scelta popolare e non commerciale: “Turta de Treì”, dialetto puro, preferito a denominazioni più «moderne» ma meno radicate. Un dettaglio che spiega perché questo dolce sia diventato qualcosa di più di un prodotto.
La ricetta custodita dal Caffè Milano
Nel tempo, la ricetta è stata custodita e valorizzata dal Caffè Milano, che ne ha garantito continuità e standard elevati, trasformando un’idea nata in casa in una specialità riconosciuta anche fuori città. Durante la presentazione, Roberto Fabbrucci, autore del libro assieme a Rosanna Scardi, ha illustrato i contenuti del volume, soffermandosi sulle immagini d’epoca e sul valore sociale dell’iniziativa. Rodolfo Stefanoni ha rievocato con emozione i primi passi del progetto, ricordando come nulla fosse scontato allora. La conclusione, affidata a una degustazione collettiva, ha chiuso idealmente il cerchio: la Turta de Treì continua a essere ciò che è sempre stata. Un dolce che racconta Treviglio senza bisogno di parole.