Romano

"Trasparenze", le opere di Paolo Facchinetti in mostra nella basilica di San Defendente

L’esposizione “Trasparenze” rimarrà aperta al pubblico dal 28 ottobre al 26 novembre 2023

"Trasparenze", le opere di Paolo Facchinetti in mostra nella basilica di San Defendente
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Verrà inaugurata sabato, 28 ottobre 2023, la nuova mostra itinerante di Fondazione Creberg: "Trasparenze" sarà visitabile nella basilica di San Defendente a Romano di Lombardia. In mostra le opere di Paolo Facchinetti.

Esposizione di Paolo Facchinetti

L'esposizione, che presenterà al pubblico numerose opere realizzate nell'ultimo decennio dall’artista bergamasco contemporaneo, resterà aperta fino al 26 novembre 2023: le prime due sezioni (“Trasparenze 1. Lenzuoli” e “Trasparenze 2. Cieli”) saranno allocate nella Basilica di San Defendente, la terza (“Trasparenze 3. Polaroid”) nella sede del Museo d’Arte e Cultura Sacra. Durante l'inaugurazione il pubblico potrà godere anche del concerto, offerto da Fondazione Creberg, dell’Ensemble Locatelli dal titolo “BaroccOrobico – Suoni da Bergamo e Brescia nel XVII e XVIII secolo”. L’esposizione “Trasparenze”, curata da Angelo Piazzoli, Tarcisio Tironi e Paola Silvia Ubiali, poi completamente rimodulata, verrà trasferita a Bergamo, nel Palazzo Storico del Credito Bergamasco, con apertura al pubblico dal 17 febbraio al 17 marzo 2024.

"Trasparenze" in mostra a Romano

Il titolo "Trasparenze" è subito sembrato quello più adatto a racchiudere il senso di questa mostra: la “trasparenza” è infatti sia il filo conduttore che unisce perfettamente il mondo interiore dell’artista alle sue opere, sia le opere tra di loro. Per specifica scelta di ordine curatoriale, la mostra è stata suddivisa in due distinte sezioni: nella cinquecentesca Basilica di San Defendente saranno collocate le opere
di grandi dimensioni più legate agli aspetti della spiritualità, molto presente nel lavoro di Facchinetti, mentre presso la sede del MACS, in Sala Tadini, sarà esposta una selezione di lavori di carattere più intimista e quotidiano.

"L’intento di questa nuova esposizione – sottolinea Angelo Piazzoli, presidente di Fondazione Creberg – è di proseguire nel nostro progetto di valorizzazione dell’arte contemporanea, dando spazio e visibilità all’opera di artisti talentuosi del territorio, attraverso il nostro storico format che coniuga qualità artistica e promozione del pensiero. Da questi intendimenti, nascono esposizioni che rappresentano un atto di ribellione contro la banalità e la superficialità che ci circondano, consentendoci di approfondire temi fondamentali per l’uomo, quali il suo destino, la sua natura, la sua vocazione. Oltre un centinaio le tappe e gli eventi promossi e realizzati direttamente nell’ultimo decennio; una decina nel 2023, con le esposizioni dedicate a Ugo Riva, Piero Cattaneo, Cosetta Arzuffi, Emilio Belotti. Ora è il momento di Paolo
Facchinetti".

"Grazie alla costante lungimiranza della Fondazione Credito Bergamasco – ricorda monsignor Tarcisio Tironi, Direttore Museo d’Arte e Cultura Sacra di Romano di Lombardia – sarà in visione al M.A.C.S., in due sedi, la mostra “Trasparenze” nella serie dei Cieli, dei Lenzuoli e delle Polaroid dove ci interpellano opere create con la sapiente energia di Paolo Facchinetti abile a trasfigurare attraverso l’arte, con leggerezza il dolore e con levità la speranza, rimanendo legato alle realtà profonde dell’animo umano".

La mostra

Le opere selezionate fanno parte di tre serie fondamentali per comprendere lo sviluppo della ricerca dell’artista: i Cieli, i Lenzuoli e le Polaroid. La navatella sul lato sinistro della chiesa di San Defendente ospiterà una serie di sei lenzuoli appesi nella parte alta dello spazio che richiamano sia il collegamento con gli stendardi usati nelle processioni che il legame con le sindoni. Sulle lesene che si affacciano sulla navata principale saranno fissate quattro grandi tele raffiguranti porzioni di cielo. È il luogo in cui tradizionalmente vengono appese le stazioni della
via Crucis e gli apparati effimeri allestiti per le varie festività e celebrazioni liturgiche. Altre opere della serie Cieli e Lenzuoli sono distribuite tra l’altare e la navatella.

"L’intervento all’interno della chiesa vuole essere il più possibile riguardoso nei confronti di un luogo già estremamente ricco di testimonianze del passato - spiega Paola Silvia Ubiali, storica dell’arte e curatrice della mostra - Si è pensato a un intervento minimalista e leggero, ma allo stesso tempo significativo, per non creare sovrapposizioni rispetto all’architettura, agli arredi liturgici e alle opere già presenti sugli altari".

La sala Tadini del Museo MACS raccoglie invece una selezione della serie delle Polaroid, due preziosi libri d’artista e il video inedito “Alcuni colori del cielo nella mia memoria” di Paolo Facchinetti, con musiche degli amici Adelio Leoni e Roger Rota.

Le opere

Cieli

I Cieli selezionati per quest’esposizione sono stati dipinti dal 2016 ad oggi. Nel gennaio 2023, quando l’artista ha conosciuto il titolo scelto per la mostra, ha deciso di aggiungere al titolo di ogni nuovo Cielo anche la parola Trasparenze, come a suggellare il profondo legame con questo evento.

"Dalla pittura alla scultura, dalla fotografia alla musica, dal cinema al teatro, uno straordinario numero di artisti, sia nel passato che nel presente, si è cimentato nell’esprimere e interpretare in svariati modi e con mezzi diversi il misterioso spazio siderale che percepiamo dal nostro piccolo pianeta - evidenzia Ubiali - È difficile resistere a questo fascino e anche i proverbi e i modi di dire sull’argomento sono infiniti. Di solito si dice “Non sta né in cielo né in terra” per indicare qualcosa che ha dell’incredibile. Ed è incredibile il metodo che Paolo Facchinetti ha sperimentato per realizzare i cieli che presentiamo in questa mostra. L’artista soffia. Soffia in una cannula come un maestro vetraio per dar forma a quella meravigliosa cupola di trasparenze colorate che da sempre ci sovrasta".

"Di Facchinetti mi colpiscono soprattutto i cieli, così trasparenti e intriganti, reali e insieme evocativi, semplici e nel contempo complessi, grazie alla creatività dell’artista e alla particolarità della sua tecnica, così rara e ricercata, della pittura a soffio, che nella rappresentazione del cielo determina effetti strabilianti - aggiunge Angelo Piazzoli - sottolineo la valenza ancestrale della tecnica risalente al Paleolitico (in Francia, vi sono esemplari iconici della pittura a spruzzo, tramite soffio, quali i cavalli a pois nella grotta di Pech-Merle o le mani in negativo nella grotta di Gargas)".

Lenzuoli

La serie dei Lenzuoli è stata realizzata da Paolo Facchinetti nel 2021, durante la pandemia.

"Le differenti varietà cromatiche delle lenzuola prima e dei cieli poi rimandano alla recente faticosa tappa del Covid riletta nel passato drammatico e sofferto e nell’apertura di un futuro più sereno - spiega monsignor Tironi - La lirica visionarietà che traspare nelle lenzuola e nei cieli rivela il pensiero dell’artista sull’anelito alla vita alla gioia, sul significato del dolore e delle prove, sul dilemma esistenziale tra bene e male, sul rapporto tra uomo e Dio".

"L’attuale realtà, così difficile e complessa, spesso angosciante o deprimente nelle sue declinazioni storiche (in mostra rappresentate dai Lenzuoli di epoca Covid), ci induce ad alzare lo sguardo, oltre le miserie del tempo - aggiunge Piazzoli - sarà infine perché, guardando le multiformi conformazioni del cielo e il suo orientarsi verso l’infinito, le situazioni contingenti si relativizzano inducendo, attraverso l’elaborazione razionale del pensiero, la consapevolezza che, per quanto possiamo sentirci grandi, rispetto all’infinità non siamo nulla; i nostri problemi non sono forse e non sembrano così insormontabili o soverchianti come sovente ci appaiono. E Paolo Facchinetti, con le sue opere, ci aiuta ancor più a capirlo".

"Il lenzuolo che Facchinetti usa come medium pittorico racchiude contenuti simbolici molto forti – conclude Ubiali – Un lenzuolino ci ricopre al momento della nascita, dentro le lenzuola si dorme, si prega, si ama, ci si ammala e si soffre; a volte si guarisce. E, infine, in un corto lenzuolo veniamo avvolti quando lasciamo questo mondo. Il lenzuolo è un oggetto che ci accompagna per l’intera esistenza, quasi una metafora del ciclo della vita".

Polaroid

La maggior parte del lavoro di Paolo Facchinetti è riconducibile ad esperienze autobiografiche; rispetto alle opere già descritte la serie delle Polaroid trascina un vissuto ancor più personale.

"Per questa mostra abbiamo selezionato tre serie di Polaroid che costituiscono attimi di narrazioni, piccole e brevi storie che durano il tempo di un istante - spiega Ubiali - Sono immagini che si insinuano nel racconto della sua vita, del suo ambiente, del suo lavoro, dei suoi amici e familiari. Paolo Facchinetti sembra disporre di un telecomando con cui fare zapping avanti e indietro, una sorta di macchina del tempo che con entusiasmo lo porta a suo piacimento nel passato, nel presente e in un futuro ancora tutto da immaginare".

Chi è Paolo Facchinetti

Paolo Facchinetti nasce nel 1953 a Nembro, dove vive e lavora. Inizia la sua formazione artistica all’Accademia di Belle Arti Giacomo Carrara di Bergamo, in seguito frequenta il Gruppo Artistico Valbrembo 77 e lo studio dell’artista Cesare Benaglia. Fin dagli inizi la sua arte è caratterizzata da un forte dualismo. L’astrattismo e la ricerca cromatico-formale convivono con la ritrattistica e la capacità di cogliere l’essenza del soggetto. Il movimento fisico-gestuale dell’attimo in cui il colore si deposita sulla tela è sempre riconoscibile e spesso è parte fondamentale dell’opera. Nel corso della sua carriera ha esposto i suoi lavori in numerose mostre personali e collettive, a cui si affianca la partecipazione a rassegne d’Arte nazionali e internazionali.

"Quando Angelo Piazzoli, presidente di Fondazione Creberg, mi ha contattato - ha raccontato Facchinetti - dopo aver visitato la mostra “Collimazioni due” in Valmarina, per propormi questo importante progetto espositivo, per me è stata una sorpresa molto gradita e del tutto inaspettata. Poter esporre presso la chiesa di S. Defendente, il museo MACS a Romano di Lombardia e il Palazzo Storico del Credito Bergamasco con una mostra personale accompagnata da un’impeccabile organizzazione e un catalogo rappresenta per noi artisti, per me in particolare, una meta ambita, unica. Sono spazi importanti e preziosi. Lo ringrazio tanto per questa opportunità. Ringrazio Mons. Tarcisio Tironi per l’attenzione, sensibilità e i consigli dati quando, con Paola Silvia Ubiali, abbiamo effettuato il sopralluogo nella chiesa di S.Defendente e presso il museo".

"L’obiettivo comune – conclude Facchinetti – era quello di progettare la disposizione delle opere per valorizzarle al meglio all’interno di uno spazio sacro molto articolato. Un ringraziamento particolare quindi a Paola, le sono grato perché con pazienza, dedizione e professionalità mi ha seguito passo dopo passo. Più volte è salita nel mio studio a Nembro, abbiamo visionato – e visionato di nuovo – le opere per poi scegliere quelle che meglio mi rappresentano. I dubbi, le perplessità son sempre stati motivo di confronto, abbiamo più volte simulato l’installazione della mostra, provato e riprovato ad accostare opere diverse, la sua professionalità e competenza alla fine hanno prodotto progetti nei quali mi riconosco perfettamente".

L’esposizione “Trasparenze” rimarrà aperta al pubblico dal 28 ottobre al 26 novembre 2023, nei giorni di sabato e domenica, dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 18.30.

 

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