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Stella al merito per il maestro del lavoro Lorenzo Prandini, dirigente alla “Italtrans”

L'ambito riconoscimento assegnato dal Presidente della Repubblica è stato consegnato il primo maggio a Milano a 21 bergamaschi

Stella al merito per il maestro del lavoro Lorenzo Prandini, dirigente alla “Italtrans”

Tra i 21 bergamaschi che venerdì primo maggio hanno ottenuto la Stella al merito di Maestro del lavoro c’è anche Lorenzo Prandini, originario di Palosco ma residente a Martinengo da otto anni. Un ragioniere che ha scalato posizioni alla “Italtrans SpA” fino a diventare un dirigente.

Una brillante carriera

Quando all’interno delle aziende si riconosce il merito e si consente ai dipendenti di crescere, i benefici li godono entrambe le parti. Lo sa bene la società di trasporti di Calcinate, che ha accolto Prandini nell’ormai lontano gennaio 1993 e quest’anno ha promosso la sua candidatura a Maestro del lavoro.

“I titolari Germano, Laura e Claudio Bertulessi avevano chiesto al loro commercialista di individuare un giovane ragioniere a cui far fare esperienza, per poi inserirlo in azienda – ha raccontato Prandini, classe 1971 – mi presentai e mi presero, era il 1989.  Un paio d’anni dopo cominciai come impiegato con l’allora contratto di formazione lavoro, ero alle prime armi e quindi sono partito dalle cose più semplici: andavo in Posta come fattorino, poi sono passato a fare le fatture e via via ho preso sempre più piede all’interno dell’area amministrativa, finché Laura si è resa conto che poteva contare su di me e mi ha affidato l’ambito bilancistico-fiscale, con sempre maggiori responsabilità e di pari passo ho avuto l’opportunità di crescere a livello professionale ed economico”.

Una carriera costruita dal basso, che in 33 anni di duro lavoro ha regalato a Prandini grandi soddisfazioni.

“Più passavano gli anni più credevo in quello che facevo e mi sono affezionato all’azienda, ormai è una parte di me – ha aggiunto – da impiegato sono diventato responsabile di primo livello, poi quadro e dirigente, con cariche di governance anche in altre società del gruppo. Oggi gestisco, in ambito amministrativo, una quarantina di aziende e con me ci sono una cinquantina di collaboratori. Ho conquistato tutto giorno per giorno, con grande impegno”.

Oggi il neomaestro del lavoro è un punto di riferimento per l’area amministrativa della società ed esprime la sua gratitudine ai titolari per la fiducia che hanno riposto in lui, consentendogli di fare il percorso che lo ha portato ad ottenere anche l’ambita Stella al merito.

“Con i miei titolari ho un ottimo rapporto, sono persone squisite prima di essere imprenditori – ha concluso – non è una cosa banale: ancora oggi vale la parola e prima dei numeri si mettono i dipendenti, anche se il giro d’affari è diventato milionario. Per loro provo immensa gratitudine perché mi hanno dato la possibilità di crescere e credere in me”.

“Il riconoscimento? Una sorpresa…”

L’azienda ha segnalato Prandini – che rispetta i requisiti a livello umano e professionale previsti – alla ministra del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Elvira Calderone, quindi la proposta a Sergio Mattarella, la nomina e l’assegnazione di fronte alle più alte cariche civili, militari e religiose a Milano.

“E’ stata una cosa del tutto inattesa – ha raccontato il dirigente ancora emozionato – a  gennaio sono stato chiamato dai carabinieri di Martinengo che mi hanno comunicato di aver ricevuto questo riconoscimento e che successivamente sarei stato contattato dagli organi preposti per partecipare alla cerimonia di consegna. Nemmeno l’azienda lo sapeva, infatti la titolare si è un po’ infastidita, voleva essere lei a dirmelo… In seguito dal Consolato di Bergamo è arrivata la convocazione a partecipare a una riunione il 20 aprile, in cui sono state date le indicazioni relative alla cerimonia del primo maggio”.

Quindi è arrivato il gran giorno, che il 55enne non potrà mai scordare.

“Un momento che ha regalato gioia a me e alla famiglia perché è chiaro che si tratta di un riconoscimento di grande valore, frutto di un percorso professionale che ho costruito nel tempo con costanza, competenza e integrità morale – ha affermato – non riguarda solo i risultati raggiunti ma la modalità con cui sono stati conseguiti: nel rispetto delle regole, con attenzione alla qualità e la capacità di condividere esperienze con i miei collaboratori. Senza di loro non avrei potuto ottenere nulla, la squadra è tutto. Per me è motivo di orgoglio ma anche di responsabilità verso i giovani.