L'iniziativa

Presentata la nuova edizione di Coltiviamo, il progetto che porta 30mila bambini a mettere le mani nella terra

Giunta alla sesta edizione, l'iniziativa di Netweek punta sull'educazione ambientale nelle scuole: dai semi in omaggio durante la pandemia a un programma televisivo, passando per 200 milioni di semi distribuiti

Presentata la nuova edizione di Coltiviamo, il progetto che porta 30mila bambini a mettere le mani nella terra

Una bustina di semi può sembrare un gesto semplice, quasi simbolico, ma quando finisce nelle mani di migliaia di bambini può trasformarsi in un piccolo seme di consapevolezza ambientale. Questo è lo spirito di Coltiviamo, il progetto di educazione alla sostenibilità promosso dal gruppo editoriale Netweek, giunto alla sua sesta edizione, presentata martedì 10 marzo 2026 al Palazzo della Regione Lombardia.

La presentazione in Regione Lombardia

Ad aprire l’incontro è stata Alice Gropelli, responsabile ufficio Comunicazione di Netweek, che ha ricordato il sostegno istituzionale al percorso: la Regione, ha sottolineato, «ha accompagnato l’iniziativa fin dalla sua nascita». Tra i primi interventi, quello dell’assessore regionale al Clima e Ambiente Giorgio Maione, che ha evidenziato il valore educativo dell’iniziativa. «Voglio ringraziare Netweek perché dalle cose più semplici possono nascere iniziative con un grande impatto. Dobbiamo trovare modi sempre diversi per affascinare i giovani: l’educazione ambientale non deve essere un momento noioso, ma un’occasione di attenzione e crescita lungo tutta la vita».

Mentre a sottolineare la dimensione del programma è stato Riccardo Galione, direttore commerciale di Netweek: «Ogni anno l’iniziativa si affina e cambia veste, ma resta forte il senso di ciò che vogliamo fare: insegnare ai giovani ad avere cura della natura. Oggi coinvolgiamo circa 30 mila bambini. È un numero importante: se anche solo uno di loro porterà questa esperienza nella vita quotidiana, avremo raggiunto il nostro scopo».

La nascita del progetto

Il progetto nasce durante la pandemia, come ha ricordato il suo ideatore, Daniele Vanoli, responsabile marketing di Netweek. «Coltiviamo è nato in un periodo molto difficile: volevamo portare un po’ di felicità nelle case. Abbiamo inserito nei settimanali una bustina di semi in omaggio e l’idea ha funzionato. L’anno dopo sono arrivate anche le spezie e poi abbiamo deciso di portare direttamente il percorso didattico nelle scuole».

Oggi l’iniziativa prevede giornate didattiche con animatori green e la consegna di green kit con tutto il necessario per far crescere una pianta. «In totale abbiamo distribuito quasi 10 milioni di bustine, che significano circa 200 milioni di semi. La nostra ambizione è contribuire a costruire un mondo più sostenibile».

Le partnership

E per rafforzare il messaggio, ci ha pensato Federico Del Prete di Legambiente Lombardia: «I semi non vanno solo piantati, ma anche condivisi. Le nuove generazioni sono spesso più avanti di noi: devono contagiarci e aiutarci a prenderci cura dell’ambiente».

Le aziende del territorio sostengono con convinzione il programma, e Paolo Cavallotti, comunicazione e marketing manager di Technoprobe, ne ha spiegato il motivo: «Per noi è un piacere far parte di questa iniziativa. Anche se lontana dal nostro lavoro quotidiano, è molto vicina ai nostri valori. La sostenibilità deve diventare un patrimonio delle persone».

Tra le novità dell’edizione 2026 c’è la collaborazione con il parco divertimenti Leolandia. «Il nostro parco ha un forte focus sul divertimento in famiglia senza dimenticare la parte educativa», ha spiegato Stefano Ghislotti, responsabile media del parco. «Abbiamo otto aree tematiche, la sezione Mini Italia con oltre mille piante e spazi dedicati agli animali. Inoltre molte attrazioni sono alimentate da pannelli fotovoltaici».

Un progetto che continua quindi a crescere, piantando — letteralmente — i semi della sostenibilità tra i più giovani.

Il programma televisivo con Simone Barbato

Accanto alle attività nelle scuole, il progetto Coltiviamo rafforza anche la sua presenza in televisione. A presentare la parte dedicata alla trasmissione è stata Silvia Valenti, che ha illustrato le novità della nuova edizione: dopo il debutto dello scorso anno, il programma raddoppia la durata arrivando a 24 minuti, con un secondo blocco dedicato a nutrizione, ristorazione e sostenibilità. «Abbiamo deciso di rendere il progetto anche un programma televisivo», ha spiegato Valenti. «La parte più importante sono i nostri esperti agronomi, che parlano di giardinaggio e coltivazione. In questo modo coinvolgiamo anche i ragazzi dell’Istituto agrario lombardo San Vincenzo, che hanno preso parte attiva al programma».

Proprio dall’istituto arriva il contributo del professor Stefano Boffi, agronomo dell’Istituto San Vincenzo di Erba, che ha raccontato il lavoro svolto durante le riprese delle 14 puntate: «Abbiamo coinvolto in prima linea i nostri studenti. Le puntate sono divise in due momenti: una prima parte dedicata alla creazione e gestione dell’orto domestico e una seconda focalizzata su una pianta o un ortaggio specifico. L’invito è semplice: mettere le mani nella terra».

Il valore educativo della collaborazione con le scuole è stato evidenziato anche da Filippo Frigerio, responsabile del settore giardinaggio del Consorzio agrario lombardo: «Per noi è molto importante entrare nelle scuole e contribuire a far crescere la passione per questo mondo». Tra le novità anche la presenza di Simone Barbato, che nella trasmissione interpreterà il folletto Naturello. «Sono cresciuto con la passione per la campagna», ha raccontato. «Attraverso le favole che racconterò voglio aiutare i bambini a imparare divertendosi».