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Bergamo

"Premio della Bontà" per sette associazioni: c'è anche la Aisla della dottoressa Di Landro

Dalla Lilt (Lega Italiana per la lotta contro i tumori), ad Apri il cuore Onlus, dall'Associazione Italiana Donne Medico di Bergamo fino ad Airc, Insieme per Benedetta Onlus, l'Associazione Aiuto Autonomia e l'associazione bergamasca guidata dalla dottoressa brignanese-

"Premio della Bontà" per sette associazioni: c'è anche la Aisla della dottoressa Di Landro
Attualità Gera d'Adda, 07 Dicembre 2021 ore 09:26

Sette associazioni bergamasche in prima linea per la ricerca medica sono state premiate domenica a Bergamo, con il Premio della Bontà di Unci - Città di Bergamo. La 28esima edizione della cerimonia di consegna della benemerenza, dopo un anno di stop causa pandemia, si è tenuta all'hotel "San Marco".

Le associazioni premiate dai Cavalieri d'Italia

La manifestazione, organizzata da Unione Nazionale dei Cavalieri d'Italia,   è stata patrocinata da Comune di Bergamo, Provincia e Camera di Commercio e ha visto la presenza di autorità civili e politiche. Sette sono le associazioni che sono state premiate: Lilt (Lega Italiana per la lotta contro i tumori), Apri il cuore Onlus, Associazione Italiana Donne Medico di Bergamo, il Comitato regionale di Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Insieme per Benedetta Onlus, l'Associazione Aiuto Autonomia ODV e l'Aisla- Sezione di Bergamo, che ha sede a Brignano ed è da sempre rappresentata sul nostro territorio dalla dottoressa Anna Di Landro.  Dermatologa con studio in paese, da anni svolge la dottoressa la sua attività di  volontaria  in memoria della madre, morta appunto per Sclerosi laterale amiotrofico.

Il premio per Aisla

Nel filmato che è stato proiettato sull'attività dell'associazione  si sono visti i vari momenti dedicati negli anni sia alla raccolta fondi  per  sostenere la ricerca sulle  cause della malattia, ancora sconosciute,  far conoscere le problematiche legate alla cura dei malati,  per i quali  ancora  non esiste una terapia specifica ma anche  per sostenere  la famiglia,  coinvolta insieme a chi si ammala, con una grande sofferenza psicologica. "Ringraziando gli organizzatori, la dottoressa si è detta commossa ripensando a tutti gli ammalati che ha conosciuto in questi anni di volontariato, malati che sapevano di non  avere molte  speranze di sopravvivenza e che se ne sono andati in pochi anni dopo l'esordio. Ha ringraziato anche quanti negli anni hanno collaborato con la sezione, in particolare i suoi familiari e amici e il Gruppo Alpini di Treviglio, che ha spesso partecipato alle vendite benefiche organizzate dalla sezione" è il commento dell'associazione.