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Mister Cesare Prandelli ricorda Modanesi: "Ad avercene, di tecnici come lui..."

Secondo l'ex CT della Nazionale, il farese fu "uno dei migliori allenatori degli anni ‘90, un ricercatore"

Mister Cesare Prandelli ricorda Modanesi: "Ad avercene, di tecnici come lui..."
Attualità Gera d'Adda, 14 Dicembre 2021 ore 09:44

Mister Cesare Prandelli a Fara ricorda l'amico Ernesto Modanesi: "Un tecnico sottovalutato: ad avercene, come lui...".  Lunedì sera, l'ex campione e allenatore di serie A e ct della Nazionale di calcio è intervenuto alla presentazione ufficiale dell'associazione "Ernesto Modanesi - Il Mister". Questo, in nome di una lunga e profonda amicizia che li legava, dal settore giovanile atalantino in qualità di allenatori e poi, ancora insieme (ma questa volta in ruoli diversi: Ernesto faceva parte del team degli osservatori di mister Prandelli) al Lecce, al Verona, al Venezia.

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Il Modanesi "amico"

L'evento di lunedì è avvenuto in collaborazione con la parrocchia e con il patrocinio del Comune (presente in sala nella figura del sindaco Raffaele Assanelli, che ha ricordato Modanesi con affetto e stima, augurando tanta fortuna all’associazione). Il gruppo, presieduto da Maura Modanesi, la figlia, era nato ufficialmente il primo settembre scorso con lo scopo particolare di tenere viva e forte, operativa e concreta, la memoria e gli insegnamenti di un grande uomo di sport e di educazione a favore delle nuove generazioni.

"Uno dei migliori allenatori degli anni ‘90, un ricercatore"

Nel corso della serata, il giornalista e volto noto di radio e tv locali, Paolo Taddeo (che ha condotto l’evento) ha rivolto a Prandelli una serie di domande, dalla giovinezza, ai campionati con la maglia juventina, agli ultimi anni da giocatore e poi la carriera da allenatore, non tralasciando i chiaroscuri del mondo del calcio.
L’intervista a tutto campo, d’altronde, si intitolava "Cesare Prandelli: il calciatore, l’allenatore, l’uomo". Ironia, malinconia, confessione in pubblico, elogio di compagni di strada e giudizi a volte imprevedibili, questi i tanti volti di un confronto tra intervistatore e intervistato, di fronte a un pubblico attento e partecipe. Prandelli ha saputo, con l’eleganza e lo stile, la profondità e insieme la capacità di sdrammatizzare che lo contraddistinguono, offrire uno spaccato inedito dell’ambiente calcistico professionista. A cominciare dal ricordo di Ernesto Modanesi.

"Modanesi era uno dei migliori allenatori degli anni ‘90 - ha detto Prandelli - Era un ricercatore: aveva voglia di provare, di sperimentare. E’ stato molto sottovalutato come tecnico. Se devo pensare a un suo limite, caratteriale più che altro, questo era che non credeva fino in fondo in quello che proponeva. Probabilmente viveva con disagio il rapporto di concorrenza/collaborazione che c’è nei settori giovanili tra ex calciatori che iniziano ad allenare e chi invece, non venendo dal calcio professionistico, deve faticare molto di più. Ernesto era bravissimo e capace. Da lui ho appreso molto".

Prandelli ha invitato i genitori dei giovani sportivi, ricordando i momenti di tensione e di conflitto vissuti all’epoca delle giovanili atalantine, a seguire i figli ma a non imporsi, a non anticipare quello che sarà, a non sostituirsi a loro, lasciando che siano le naturali inclinazioni a guidarli verso il futuro. "Non ho mai distinto l’educazione personale dall’istruzione calcistica, come Ernesto d’altronde... - ha sostenuto Prandelli - Forse oggi ne servirebbero di più di allenatori così".

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