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Le Penne Nere della Bassa celebrano i 90 anni del Gruppo Alpini

Per l'occasione la città ha ospitato anche il 21esimo raduno delle zone 23 e 28 Bassa bergamasca, in un tripudio di labari, Tricolori e note della fanfara

Le Penne Nere della Bassa celebrano i 90 anni del Gruppo Alpini

Anche il meteo, incerto domenica 19 aprile, non ha voluto rovinare la festa del Gruppo Alpini di Caravaggio, la pioggia infatti ha smesso proprio al momento giusto, lasciando sfilare le Penne Nere sotto un sole primaverile che ha salutato la conclusione delle celebrazioni per i 90 anni dalla fondazione.

Alpini in festa per i 90 anni di storia

Una due giorni di sfilate al suono della Fanfara di Rogno e della banda cittadina, all’insegna del buon cibo e di una contagiosa allegria, con tanta voglia di continuare da protagonisti una storia lunga 90 anni. Sabato 18 e domenica 19 aprile le Penne Nere caravaggine hanno festeggiato in pompa magna l’importante traguardo raggiunto, ospitando anche il 21esimo raduno delle zone 23 e 28 Bassa bergamasca. I commilitoni si sono dati appuntamento sabato alle 16.30 per l’ammassamento alla chiesa di San Bernardino, l’alzabandiera e la prima sfilata in centro, seguita da concerti e rinfresco. Presenti il sindaco Claudio Bolandrini e l’Associazione Arma Aeronautica. Domenica mattina poi la festa è proseguita al centro sportivo, con un aperitivo di benvenuto e l’intervento delle autorità, che hanno sottolineato l’importanza dei valori incarnati dagli alpini e del loro impegno nella società civile, quindi la seconda sfilata con una splendida jeep militare storica a far bella mostra di sé. Presenti anche il presidente della “Bcc Caravaggio e Cremasco” Giorgio Merigo, i volontari dell’Associazione Nazionale Carabinieri e numerosi sindaci della Bassa.

Il capogruppo: “Siamo un trattore che tira, non un carro che si fa trascinare”

“Oggi ci troviamo a festeggiare il 21esimo raduno delle nostre Zone 23 e 28 ed a celebrare il 90esimo compleanno del nostro Gruppo – ha affermato il capogruppo Silvio Viola aprendo i discorsi ufficiali – Dopo varie ricerche abbiamo trovato sullo Scarpone Orobico notizie che certificano la nostra esistenza a partire dai primissimi mesi del 1936: da qui la volontà di celebrare adeguatamente questa ricorrenza. Poi si sono un po’ perse le tracce fin quando, nel 1978, Giancarlo Robecchi ed alcuni altri soci rifondarono il Gruppo che inizialmente poteva contare su 45 membri. Oggi siamo in 71 alpini, 16 amici e 54 soci aggregati. In questi anni abbiamo avuto otto Capigruppo”.

Viola non ha mancato di salutare quelli presenti e di menzionare quelli “andati avanti”.

“Tutti hanno contribuito a rendere il Gruppo quello che è adesso – ha evidenziato – Dobbiamo a loro il nostro monumento e la nostra sede. Io invece mi prendo il merito di aver ascoltato le richieste ed aver promosso la creazione del Nucleo di Protezione Civile insieme ai Gruppi di Misano e Treviglio. Il Nucleo sta andando bene, sta prendendo sempre più corpo, e il coordinatore Alessandro Arrigoni è contento. Non voglio però incensare il mio Gruppo perché siamo qui anche per festeggiare il raduno delle nostre Zone, fatte di 22 Gruppi che con cui abbiamo un rapporto molto bello e di grande stima e collaborazione. In particolare grazie ai due coordinatori Mauro Strada e Santo Aglioni per tutto quello che fanno per noi. In queste occasioni passano davanti agli occhi i tanti amici che ci hanno già lasciato, tante belle persone che purtroppo non sono più con noi”.

Poi una simpatica riflessione.

“Le nostre facce sono belle! – ha sorriso – Non siamo tutti così belli in realtà, ma la bellezza che c’è e che traspare è quella di chi dedica gran parte della propria vita e gran parte del proprio tempo alle attività del Gruppo, attività che si esprimono spesso in opere di  volontariato, di aiuto alla propria comunità, di servizio, di ricordo della nostra memoria! Quando operiamo in questi ambiti siamo una grande risorsa per le nostre comunità. Nessuno ci obbliga a stare qui, a stare nei nostri Gruppi, ma se vogliamo farlo sappiamo che possiamo essere una forza, un trattore che tira e non un carro che si fa trascinare. Certo noi abbiamo anche il nostro modo, bello, particolare, allegro, di stare insieme. Mai tristi, mai stracc. Magari non siamo i migliori ma, sicuramente, siamo diversi. A volte non tutto quello che facciamo è giusto e apprezzato, magari qualcuno ci critica per come siamo ma, riportando una citazione, ‘Vogliamo essere annoverati fra quelli che verranno discussi e giudicati perché faranno, non fra quelli che giudicheranno e discuteranno. Saremo con quelli che sbaglieranno, non con quelli che troveranno da ridire perché si è sbagliato’. Avanti così, per altri 90 anni, cercando di essere esempi positivi, come per i ragazzi dei nostri Campi Scuola, di essere traino per altri, ma soprattutto cercando di trovare sempre stupore per quello che facciamo e non pensare che sia sempre tutto così normale”.

Il presidente della Bcc: “Siete la foresta del bene che cresce senza fare rumore”

A prendere la parola dopo Viola è stato Merigo.

“Confermiamo la nostra vicinanza a tutte le associazioni d’Arma, qui vedo il volto del volontariato – ha affermato – siete una colonna portante, la foresta del bene che cresce senza fare rumore come l’albero che cade, che sostiene il nostro Paese. Un esempio da tramandare, la speranza di vedere un futuro di solidarietà e di pace, un futuro da costruire insieme, anche la Bcc fa parte del mondo del volontariato e opera per il bene comune”.

Il vicesindaco: “Il Gruppo Alpini resta un faro di unità”

“Porto con orgoglio il saluto dell’Amministrazione comunale e di tutta la città di Caravaggio in questa giornata che non è solo una festa, ma un tributo a 90 anni di storia, di valori e di presenza instancabile sul nostro territorio – ha esordito il vicesindaco Ivan Legramandi – Oggi siamo qui non solo per onorare il passato ma per ringraziare per un presente straordinariamente vivo. Dico spesso che gli alpini sono la colonna portante della nostra comunità. In un’epoca di frammentazione, il Gruppo di Caravaggio resta un faro di unità”.

Poi si è rivolto direttamente alle Penne Nere.

“Siete un esempio di come il ‘fare’ conti più del ‘dire’ – ha continuato – Dove c’è bisogno, lì c’è un cappello alpino. La vostra operosità non si ferma alle celebrazioni. Vi vediamo in prima linea nelle emergenze, nella gestione del territorio e nel supporto costante alle realtà locali. Siete la sicurezza silenziosa su cui questa Amministrazione sa di poter sempre contare. Avete la preziosa capacità di tramandare le tradizioni alpine (fatte di solidarietà, sacrificio e amore per la patria) alle nuove generazioni, affinché quei valori non vadano perduti ma diventino radici per il futuro dei nostri giovani. Cari alpini, 90 anni sono un traguardo glorioso ma, guardando i vostri volti e la vostra energia, sappiamo che siete pronti per i prossimi 90. Grazie per quello che siete, grazie per quello che fate e per il senso di famiglia che donate alla nostra Caravaggio”.

Il presidente della sezione provinciale Sonzogni: “Auguri e un grazie eterno a chi ha costituito una famiglia alpina”

“La prima parola che ho per voi è auguri per questo importante compleanno – è intervenuto il presidente della sezione di Bergamo Giorgio Sonzogni – in queste occasioni, inevitabilmente, ognuno riavvolge il nastro della memoria cercando le esperienze vissute. Come non rivolgere poi un eterno grazie ai caravaggini che 90 anni fa hanno avuto la forza di costituire una ‘famiglia alpina’ e a chi ha continuato alimentando con l’impegno, le idee, l’amore la vita dell’Associazione Nazionale Alpini. Sono stati 90 anni spesi interpretando lo scopo per il quale è nata: non dimenticare chi si è sacrificato servendo la Patria. Ma anche secondo un’altra affermazione con cui si è alimentato questo concetto più di 50  anni: doveroso ricordare continuando a pregare secondo l’educazione trasmessa dalla millenaria civiltà cristiana in cui siamo cresciuti, erigere monumenti e fare memoria delle date storiche ma anche aiutare i vivi, il miglior modo di ricordare i Caduti”.

Un segno tangibile di questa filosofia del mutuo soccorso è stata la fondazione della “Casa Alpini” di Endine Gaiano.

“Gli alpini bergamaschi, compresi quelli caravaggini, mezzo secolo fa hanno realizzato autonomamente, sotto tutti i punti di vista, una struttura che ospita 15 persone con disabilità, assumendosi l’onere anche di garantire la manutenzione ordinaria e straordinaria. Tuttavia oggi mostra i segni del tempo e oggi c’è la necessità di essere ristrutturata. Abbiamo poi deciso di costruirne una nuova, a novembre cominceremo i lavori, costo quattro milioni di euro. Oggi festa ma domani riprenderemo fare gli alpini, a essere dei galantuomini, orgogliosi della nostra storia, della capacità di propositivi nelle nostre comunità e vivendo con semplicità, allegria e il nostro inimitabile stile “.

Uno scambio di doni e poi via alla sfilata guidata dalla fanfara, che ha colorato le vie cittadine.