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Laura Minini scelta come tedofora: “Ho realizzato il mio sogno olimpico”

La fisioterapista, ex ginnasta e tuffatrice, ha avuto l’onore di portare la fiaccola del Giochi di Milano-Cortina

Laura Minini scelta come tedofora: “Ho realizzato il mio sogno olimpico”

Un’intera vita da atleta racchiusa in un giorno da tedofora per le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. È quanto di speciale accaduto a Laura Minini, fisioterapista 35enne di Treviglio, ex ginnasta e oggi tuffatrice, che lo scorso 17 gennaio ha avuto l’onore di trasportare la fiamma olimpica durante la tappa di Sarnico.

“Da sempre le Olimpiadi sono state per me un grande sogno – ha raccontato Laura, insignita nel 2020 del ‘San Martino d’Oro’ – Purtroppo non sono riuscita a realizzarlo durante la mia carriera sportiva. Dai 6 ai 19 anni, ho praticato ginnastica artistica a livello agonistico per le società ‘Juventus Nova’ di Melzo, ‘Ginnastica Rivoltana’ di Rivolta e ‘Pro Patria Bustese’ di Busto Arsizio. Poi sono passata ai tuffi, che ho praticato sempre a livello agonistico, partecipando a campionati italiani e assoluti sia in gare individuali che nei tuffi sincronizzati, e che ancora oggi pratico nel settore master”.

La candidatura come tedofora

Nonostante i diversi podi e piazzamenti raggiunti però, Laura non era mai riuscita a respirare l’aria delle Olimpiadi. L’occasione le si è presentata solo la scorsa primavera, quando è venuta a conoscenza della possibilità di candidarsi come tedofora.

“Pur conoscendo le difficoltà di essere selezionata, ho deciso di provarci lo stesso – ha ricordato – Eppure, alla fine, il mio nome è comparso davvero tra i 10mila tedofori scelti. È stata un’enorme sorpresa per me, anche perché la fatidica chiamata è arrivata tardi visto che probabilmente ero nell’elenco delle riserve. Ad ogni modo, sono stata felicissima di essere stata selezionata in funzione della mia storia personale e dei valori olimpici espressi durante la mia candidatura”.

La tappa di Sarnico

Una volta inserita nell’elenco dei tedofori ufficiali della manifestazione, Laura è stata assegnata per territorialità alla tappa di Sarnico.

“La giornata del 17 gennaio è iniziata con un briefing a Sarnico, a cui hanno partecipato gli organizzatori e tutti i tedofori di quella tappa. Ci hanno consegnato le divise e spiegato come si sarebbe svolto il passaggio della fiamma, poi ognuno di noi è stato accompagnato con una navetta al punto esatto in cui sarebbe iniziato il proprio tratto con la fiaccola. Qui ho aspettato l’arrivo del tedoforo del tratto precedente, con cui ho fatto il cosiddetto ‘touch kiss’, che consiste nel far avvicinare le due torce e far sì che la fiamma della prima accenda anche la seconda. È stato il momento più emozionante, quello in cui non solo mi sono sentita investita di una grande responsabilità, ma ho anche realizzato appieno quanto fossi onorata e grata di poter vivere questa esperienza”.

Da lì, il viaggio di Laura con la fiaccola accesa è proseguito per 200 metri, fino al raggiungimento del tedoforo che avrebbe preso in consegna la fiamma dopo di lei.

“Il tratto percorso è stato veramente breve, ma ricco di emozioni, che ho potuto condividere con i parenti e gli amici che erano venuti ad assistere. In quei 200 metri il tempo si è fermato, c’eravamo soltanto io e quella fiamma, con tutti i valori che essa rappresenta. La sua forza potentissima mi ha fatto rivivere tutti gli anni che ho dedicato e continuo a dedicare allo sport, con i sacrifici, le difficoltà e le immense soddisfazioni che mi ha regalato. A tutti noi tedofori hanno detto di pensare che una parte della nostra anima arriverà al braciere finale. E io so che lì, in mezzo alle fiamme, ci sarà anche un pezzo della mia storia”.

Lo sport come costante anche nel futuro

Una storia, quella di Laura, che in futuro sarà ancora al servizio dello sport.

“Mi auguro di poter mantenere sempre viva la passione per lo sport, continuando a provare le emozioni che mi accompagnano nel praticarlo. A livello lavorativo poi, ho seguito e continuo a seguire diversi sportivi, dai più piccoli agli atleti professionisti. Poterlo fare è per me una grande gioia, oltre che una sfida personale, perché mi dà modo di trasmettere loro quello che io ho potuto imparare durante il mio percorso sportivo. E chissà, magari un giorno qualcuno di questi atleti che seguo riuscirà a realizzare il suo sogno olimpico anche grazie al mio contributo”.