Ieri, domenica 12 luglio, nel decimo anniversario della tragedia ferroviaria di Andria-Corato, in Puglia, il Comune di Cologno al Serio ha partecipato alla cerimonia commemorativa per ricordare le 23 vittime dell’incidente, tra cui Michele Corsini.
Il disastro in Puglia
Anche Corsini, 61enne residente alle Fornasette, frazione di Cologno, si trovava malauguratamente su uno dei due treni che si schiantarono in un tremendo incidente frontale sulla tratta Andria-Corato dieci anni fa. Originario di Barletta, viveva in paese dalla metà degli anni ’90 con la moglie colognese Tiziana Adobati, e aveva raggiunto l’agognato traguardo del pensionamento soltanto quattro anni prima. Dopo aver smesso di lavorare aveva però deciso di aiutare il nipote che aveva aperto un bar a Barletta, sua città natale. In seguito lo aveva rilevato lui. Quel maledetto 12 luglio, dopo aver preso un volo che l’aveva portato fino all’aeroporto di Bari, era salito sul convoglio che avrebbe dovuto condurlo in città, ma non ci arrivò mai.
L’assessore De Franceschi: “Era mio cognato, assistere alla cerimonia è stata un’emozione forte”
A rappresentare la comunità colognese alla cerimonia organizzata ad Andria era presente l’assessore Renato De Franceschi, non a caso: Corsini infatti era suo cognato.
“Ho partecipato nella doppia veste privata e istituzionale – ha raccontato – erano presenti il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il presidente della Regione Puglia Antonio De Caro, la sindaca di Andria Giovanna Bruno, i colleghi primi cittadini dei Comuni coinvolti, oltre alle autorità militari e religiose e ai familiari delle vittime. Nel corso della mattinata sono stati inaugurati il nuovo Largo 12 Luglio 2016, una scultura dedicata alla comunità che si stringe attorno al dolore dei parenti, e una lastra commemorativa che sarà collocata in ciascuna delle sette stazioni della tratta ferroviaria, quale segno permanente di memoria condivisa. Dopo il discorso ufficiale di Bruno e De Caro, Mattarella ha stretto la mano a tutti i parenti delle vittime e alle autorità in prima fila. Per me è stata un’emozione forte… Poi il presidente ha deposto una corona d’alloro in stazione, dove è stata collocata la scultura, e ha visitato i binari”.

La moglie Tiziana: “Sono passati dieci anni ma è come se fosse ieri”
Un disastro ferroviario terribile, per fare luce sul quale è ancora in corso un processo. Intanto però la vita dei familiari delle vittime è cambiata per sempre.
“Sono passati dieci anni da quel giorno ma è come se fosse ieri – ha affermato la moglie – ricordo che avevo accompagnato Michele in aeroporto la sera e il giorno dopo sono partita per la Puglia per il suo riconoscimento… Rievocare quella tragedia e rivedere gli altri parenti delle vittime è stato un momento difficile, attendiamo ancora la conclusione del processo in cui i 17 indagati sono stati tutti assolti tranne due, il capotreno e il capostazione. A noi è toccato sopravvivere, i nostri cari invece hanno avuto la vita spezzata e nulla più”.
Una vita insieme distrutta in un attimo
“Io e Michele ci eravamo conosciuti a Milano, per caso, era amico di amici, il nostro matrimonio durava da 21 anni – ha concluso la consorte – Il bar aveva intenzione di venderlo, ormai anche io ero andata in pensione e volevamo goderci insieme il meritato riposo. Quel locale era stato un modo per tornare alle sue origini che, purtroppo, gli sono state fatali”.