Domenica mattina la comunità di Mozzanica ha accolto il nuovo parroco don Pierluigi Fontana che il vescovo di Cremona Antonio Napolioni ha incaricato di guidare la parrocchia di Santo Stefano. Il 44enne sacerdote subentra a don Bruno Galetti che è rimasto otto anni in paese. Ad accogliere il nuovo parroco, portando i saluti di tutti i fedeli mozzanichesi è stato il sindaco Simone Piana.
Si è insediato il nuovo parroco don Pierluigi Fontana
L’inizio di un nuovo cammino insieme. E’ quanto ha vissuto la comunità dei fedeli di Mozzanica che domenica mattina ha accolto il suo nuovo parroco, don Pierluigi Fontana, a cui il vescovo di Cremona Antonio Napolioni ha affidato la parrocchia di Santo Stefano. Per il 44enne sacerdote, originario di Vicomoscano, frazione di Casalmaggiore, si tratta di un ritorno nella Bassa bergamasca nove anni dopo aver salutato la parrocchia di Santa Maria Immacolata di Casirate d’Adda dov’era stato vicario dal 2010 al 2017. Ha preso il posto di don Bruno Galetti che ha guidato la parrocchia mozzanichese per otto anni.
Un paese parato a festa ha accolto don Pierluigi, il vescovo e i sacerdoti che hanno concelebrato l’Eucaristia all’oratorio San Luigi e Sant’Agnese da dove è partito il corteo, accompagnato dal Corpo bandistico parrocchiale, formato da tanti cittadini, le associazioni del paese con i loro labari e gli stendardi dei santi patroni. I sacerdoti si sono vestiti per la funzione religiosa all’interno della chiesetta di Santa Marta, nel vicolo attiguo al Comune.
Il benvenuto a don Pierluigi da parte del primo cittadino
In piazza Locatelli, davanti al Municipio si è tenuto il saluto ufficiale al nuovo parroco, a nome di tutta la comunità, da parte del sindaco Simone Piana.
“Il nostro è un paese di frontiera, in provincia di Bergamo ma sotto la Diocesi di Cremona – ha ricordato il primo cittadino a don Fontana -. La gente è poco incline ai cambiamenti e potrà sembrarle un po’ chiusa, ma se saprà conquistare le persone che incontrerà le apriranno i loro cuori e le loro case. Le faccio un appello a prendersi cura dei nostri ragazzi. L’oratorio sia una scuola di impegno cristiano, ma anche di vita civica”.
Il sindaco Piana, fratello di un prete, ha avuto un pensiero anche per i familiari di don Pierluigi, chiamati a vivere insieme a lui questo nuovo “trasloco” di vita da Cremona. E domenica in paese c’era una folta delegazione della parrocchia di Cristo Re nella quale, per gli ultimi nove anni, è stato vicario.
“Ci prenderemo cura di lui, lo tratteremo come un figlio prediletto che ha scelto di venire tra noi – ha aggiunto Piana -. Non si sentirà mai solo, la nostra comunità camminerà insieme a lui”.
Pronto a lavorare insieme al nuovo parroco anche il Consiglio parrocchiale che ha donato a don Pierluigi la casula verde che ha indossato già alla messa di insediamento. Nell’omelia il vescovo di Cremona ha indicato i compiti cui sarà chiamato il sacerdote nella comunità: l’incontro con la gente, nelle case: questo significa oggi Parrocchia.
Il saluto alla comunità di don Fontana
Al termine della Messa officiata da monsignor Napolioni, don Pierluigi ha voluto così salutare la comunità che lo ha accolto.
“Mozzanica è il mio nuovo sì che ho la possibilità di pronunciare. Sarà con tutti voi l’occasione di scoprire il Signore già presente e all’opera e pronto a regalarci una bellezza che mentre ci trasforma, ci dà forma – ha affermato dal pulpito -. Ma il Vangelo ci invita anche ad uscire, incontrare, conoscere. Desidero allora io conoscervi, incontrarvi, per poi insieme conoscere e incontrare altri nella logica di una condivisione che si allarga, sempre pronti a cogliere le sorprese di Dio”.
Alla lettera pubblicata sul bollettino parrocchiale don Pierluigi ha affidato un’altra riflessione.
“In un tempo così tanto segnato da divisioni, conflitti e ingiustizie, mi pare ci sia altrettanto bisogno di costruire con costanza e testardaggine una mentalità diversa. Le nostre comunità, i nostri oratori, possono essere davvero luoghi in cui far crescere qualcosa di meglio – ha scritto il 44enne sacerdote -. Osare l’ascolto, la comprensione, l’accoglienza dell’altro, il perdono chiesto e donato, accorgersi e aiutarsi a vedere chi e cosa c’è oltre le nostre soglie. Tutto questo può fare la differenza e lo spessore di una comunità che desidera dirsi e continuare ad essere cristiana oggi. Arrivederci a presto per continuare con voi la ricerca del Signore. Egli che già ci precede sulle nostre strade ci chiede di metterci sempre sulle sue tracce per continuare a conoscerlo, seguirlo e amarlo mentre, allo stesso tempo, proviamo a conoscerci e a volerci bene tra di noi”.
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