Informatore comunale, strumento di divulgazione o propaganda? Gianni Filotto e Samuele Lo Faro criticano l’utilizzo che il sindaco di Fara d’Adda ha fatto del mezzo, secondo loro impropriamente usato contro l’opposizione.
L’attacco di Filotto: “Distinguere piano politico e istituzionale”
Il primo a esporsi sul tema, dopo l’uscita dell’Informatore, è stato Filotto, che si è sentito “chiamato in causa”.
“Da un amministratore ci si aspetterebbe che sappia distinguere il piano istituzionale da quello politico, e che nell’informare i cittadini si limiti ai fatti, evitando esternazioni autocelebrative o allusioni di stampo polemico con gli avversari politici – ha esordito – Questo soprattutto quando si usano strumenti istituzionali, pagati da tutti e di proprietà di tutti. Se il sindaco vuole polemizzare politicamente, utilizzi i propri mezzi di comunicazione, e non gli strumenti pagati dalla comunità. Esattamente come fanno gli altri rappresentanti eletti, me compreso”.
Una posizione rafforzata dall’intervento di Samuele Lo Faro, che ha sostanzialmente appoggiato la critica:
“Un conto è informare la cittadinanza, un altro è utilizzare una pubblicazione istituzionale farcendola di considerazioni che esulano dalla mera informazione e finiscono per trasformarsi in valutazioni, polemiche o repliche politiche incompatibili con il registro normalmente atteso da una pubblicazione del genere. Si legge di presunte “denigrazioni” e di “sparate”, si evocano accuse di “disinformazione” e si attribuiscono intenzioni a terzi, il tutto nel tentativo di rivendicare il proprio operato, trasformando di fatto l’informatore comunale in uno strumento di autodifesa politica – ha evidenziato – L’informazione della pubblica amministrazione deve attenersi ai criteri di imparzialità e oggettività, e al perseguimento dell’esclusivo interesse della collettività. E le informazioni contenute devono essere, ovviamente, non errate. Voglio tuttavia essere indulgente e credere che non vi fosse nemmeno la piena consapevolezza dell’improprietà di questo utilizzo. Penso piuttosto che si sia trattato di una confusione di fondo nella gestione dello strumento istituzionale e nella comprensione della funzione dello stesso. Ora che è stato spiegato, però, la distinzione dovrebbe essere chiara: il dibattito politico si fa attraverso i canali politici, mentre gli strumenti istituzionali devono restare al servizio di tutta la cittadinanza, senza rischiare di attribuire una parvenza di istituzionalità anche a ciò che, in realtà, istituzionale non è”.
La replica del sindaco: “Difesa l’istituzione, non la mia persona”
Agli attacchi ha risposto, nella giornata di mercoledì, il sindaco Raffaele Assanelli, che ha parlato di una difesa non propria, ma dell’istituzione.
“Filotto con le sue dichiarazioni ha attaccato non me, ma il Comune. Io, dunque, ho utilizzato gli strumenti istituzionali per difendere l’istituzione, la struttura amministrativa e gli uffici che portano avanti i contratti e le opere pubbliche. Non voglio assolutamente che l’informatore diventi un organo politico, ma non trovo sbagliato che sia usato per spiegare le ragioni dell’istituzione del Comune. Tutta questa mi sembra, se posso permettermi, una polemica pretestuosa”.


