Una statua della Madonna che racchiude la fede e la memoria di una famiglia donata con amore al Santuario di Caravaggio.
Il dono di una famiglia devota
La statua donata è l’effige di Maria Bambina, recentemente sottoposta a restauro conservativo, entrata a far parte del patrimonio della basilica per decisione di Christian Angiolini, di Brugherio, che insieme al fratello l’ha consegnata al rettore, monsignor Massimo Calvi.
“La statua è un dono di nozze ricevuto dai miei nonni paterni Giovanni Angiolini e Albina Santambrogio il 30 dicembre 1936 – ha spiegato – In passato, specialmente in Brianza, era consuetudine della tradizione popolare regalare agli sposi questo genere di opera, che veniva conservata in casa come segno di benedizione e protezione. Poi è rimasta custodita e tramandata all’interno della famiglia Angiolini-Bianchessi. Io e mio fratello Flavio tuttavia non abbiamo eredi e così abbiamo deciso di donarla al Santuario, mia nonna ci teneva tantissimo: fu, per tutta la sua vita, profondamente devota alla figura del Santo Padre e visse nella semplicità della fede, coltivando un amore sincero per la Chiesa. È quindi con emozione e spirito di condivisione che desidero affidare ‘in eterno’ questa reliquia familiare alla custodia del Santuario di Santa Maria del Fonte di Caravaggio, luogo dove la Madonna è apparsa”.
Christian Angiolini, monsignor Massimo Calvi e Flavio Angiolini
Una nuova statua entra a far parte del patrimonio del Santuario
L’opera si inserisce nella pregiata e secolare tradizione della produzione devozionale milanese.
“Per caratteristiche stilistiche ed esecutive il manufatto è presumibilmente databile all’inizio della seconda metà del XIX secolo – ha spiegato ancora Angiolini – La figura di Maria Bambina, realizzata con raffinata lavorazione in cera e arricchita da tessuti coevi, è espressione di quella delicata e preziosa arte devozionale che veniva elaborata nei conventi di suore di clausura, dove tali immagini sacre erano destinate alla contemplazione e alla pietà domestica”.
L’intervento di restauro, complesso e accurato, ha richiesto l’applicazione di antiche metodologie artigianali, adeguatamente ponderate su materiali di diversa origine e natura. Grazie a tale opera di recupero da parte della bottega “La Stele” di Milano è stato possibile ricollocare Maria Bambina nella sua preziosa teca in vetro soffiato, restituendole la dignità originaria e la sua luce devozionale, nel pieno rispetto dell’autenticità del manufatto.