Spirano

Il progetto di un digestore per biometano preoccupa i cittadini, ma l'iter procede

Una società agricola ha presentato un progetto per creare un digestore in via Spiranella, a Spirano. Ma non tutti sono d'accordo.

Il progetto di un digestore per biometano preoccupa i cittadini, ma l'iter procede
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Un digestore per la produzione di metano in arrivo in via Spiranella? Diversi gli scettici tra la popolazione, con il sindaco Yuri Grasselli che prova a spegnere le polemiche sul nascere: "Siamo in una fase preliminare, dobbiamo lasciare che l’iter faccia il suo corso".

Il progetto di un'azienda da fuori paese

Il progetto, presentato sul finire del 2023 dalla società agricola "CH4 Spirano", prevedrebbe la realizzazione di un impianto di digestione aerobica finalizzato alla produzione di biometano dalla capacità di 300 standard metro cubo all’ora. Come spiegato dall’Amministrazione comunale, si tratterebbe di un impianto che riceve e pulisce il letame dalle aziende agricole, lavorandolo al fine di rimuoverne la parte inquinante, trasformata in metano, e restituendo dall’altra parte letame ottimo per le concimazioni.
Noi, come Comune, abbiamo recepito la richiesta del soggetto, che però come prevede la normativa non necessita di una valutazione comunale – spiega Grasselli – Semplicemente, come da prassi, abbiamo dovuto prendere i documenti in oggetto e trasmetterli agli enti preposti delle valutazioni: nello specifico la Provincia di Bergamo, Ats, i Vigili del Fuoco e Arpa, che stanno ora valutandoli ed esprimeranno le proprie considerazioni». L’impianto, qualora venisse approvato, sorgerebbe su terreni privati di via Spiranella, attualmente ancora non di proprietà della «CH4 Spirano», che ha evidentemente voluto sondare il terreno prima di procedere con l’acquisto.

Levata di scudi tra gli spiranesi

Ed è proprio la posizione, vicina ai fontanili e in una delle aree verdi dove gli spiranesi sono soliti passeggiare, che ha fatto partire una levata di scudi da parte di diversi cittadini, i quali hanno presentato all’ente la propria contrarietà all’arrivo di un digestore.
La zona in questione è una zona agricola, dove son presenti già altre attività agricole, sebbene non ve ne sia nessuna di questo tipo – sottolinea ancora il primo cittadino – Il progetto non riguarda l’area del fontanile. In ogni caso l’iter è questo, sta agli enti di competenza esprimersi, e non al Comune: solo in un secondo momento potremo andare a vedere se si potrà chiedere, per esempio, l’allargamento della strada o altro; adesso, però, siamo ancora in una fase preliminare. Posso capire lo spaesamento dei cittadini di fronte a una cosa nuova, mentre capisco meno chi vi si oppone senza dare alcuna motivazione.

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