Per il parroco di Treviglio monsignor Zaccaria Bonalumi, domani, sabato 28 febbraio 2026, sarà un giorno speciale. Per lui sarà infatti la prima edizione della festa dedicata al Miracolo della Madonna delle Lacrime.
Don Zaccaria Bonalumi e il Miracolo
Sarà il momento in cui monsignor Zaccaria Bonalumi (nella foto di copertina l’ingresso ufficiale a Treviglio, ndr) toccherà con mano la “vera” trevigliesità.
“Sono onoratissimo e non vedo l’ora di vivere questa giornata – ha commentato il parroco, arrivato a Treviglio lo scorso settembre – Perché ho capito da tanti segnali che questa tradizione è molto radicata. Radici molto profonde, non secche, che arrivano da lontano. Sono sorpreso dalla devozione che i trevigliesi hanno per questo Miracolo. Non ho mai visto un coinvolgimento del genere: non parlo dal punto di vista esclusivamente numerico, ma dell’intensità con cui i fedeli partecipano agli eventi che caratterizzano questo momento. E il bello deve ancora arrivare”.
Un Miracolo, quello della Madonna delle Lacrime di Treviglio, di cui monsignor Zaccaria Bonalumi ne aveva sentito solo alcuni accenni.
“La Diocesi di Milano è grande e nella storia sono capitati tanti prodigi – ha sottolineato il parroco – Sapevo del Miracolo di Treviglio, ma non ne conoscevo i particolari. In questi giorni sto capendo cosa rappresenta per i trevigliesi questo evento avvenuto ormai più di 500 anni fa. Viverlo da dentro è tutta un’altra cosa, dà delle emozioni che sono difficili da spiegare. Sono orgoglioso di poter essere parte di tutto questo”.

L’accoglienza a Treviglio
E’ un segno tangibile di come monsignor Zaccaria Bonalumi si sia ben integrato nella realtà trevigliese, a sei mesi dal suo ingresso nella capitale della Bassa.
“Mi trovo molto bene – ha confermato – Del resto io sono una persona che si adatta facilmente. Devo dire che l’impatto con Treviglio è stato molto positivo. Ho trovato grande affetto e tutti mi hanno accolto a braccia aperte, sia i fedeli, che le autorità. In questo primo periodo ho avuto modo di conoscere tante realtà e devo dire che tutti sono stati ben disposti nei miei confronti”.
Un’accoglienza che ha spinto don Zaccaria a pensare anche a dei progetti sul futuro della Comunità Pastorale.
“Di idee ne ho tante e me ne vengono ogni giorno – ha confermato il parroco – ma ancora è presto per fare programmi. Io sono nuovo qui e sono entrato in una comunità già “formata”. Sicuramente prima dovrò prendere confidenza con il territorio e le persone. Diciamo che mi prenderò un anno di tempo per analizzare e fare le mie valutazioni, per mettere insieme i tasselli e capire cosa serve realmente. Dopodiché si potranno fare progetti. Sono sicuro che troverò comunque una grande collaborazione come già ho potuto vedere in questi miei primi mesi di servizio a Treviglio”.