Da oggi, con l’arrivo di due esemplari maschi di okapi (Okapia johnstoni) il Parco Faunistico “Le Cornelle” di Valbrembo si dedica alla cura e alla salvaguardia di una delle specie più rare e misteriose del pianeta. Simbolo di pace e resilienza biologica in un momento storico di sofferenza e precarietà.
Gli Okapi a “Le Cornelle”
Riconosciuto come centro d’eccellenza internazionale, il Parco Faunistico “Le Cornelle” è stato scelto dall’E.A.Z.A., European Association of Zoos and Aquaria, per ospitare questa specie – una delle più minacciate al mondo – considerata dalla Repubblica Democratica del Congo un tesoro nazionale, simbolo di orgoglio e identità culturale. Il parco si unisce così a una ristrettissima rete europea che conta solo un centinaio di esemplari in ambiente controllato.
“In un’epoca segnata da conflitti e smarrimento dei valori – spiega la dottoressa Nadia Mantovani, responsabile didattica del Parco Faunistico “Le Cornelle” – l’okapi, emblema di resilienza, si erge a simbolo di un’esistenza pacifica e schiva, custode di un equilibrio naturale che l’uomo è chiamato a riscoprire e a proteggere. Il modo di vivere degli okapi non conosce scontro, ma solo armonia: la pace, per questa specie, è l’unica vera espressione di forza”.
Un parente (poco conosciuto) della giraffa
Mammifero originario delle foreste tropicali dell’Africa centrale, l’okapi sfoggia un manto dalla colorazione variabile tra il marrone e il bruno rossastro, impreziosito da striature che ricordano quelle della zebra, nonostante sia imparentato con la ben più nota giraffa. Alto circa 1,5 metri al garrese e lungo fino a 2,5 metri, è dotato di una lingua prensile di colore bluastro utilizzata per la toelettatura e per la presa del cibo.