Ci sono le bicilette dei grandi ciclisti del passato, da Fausto Coppi a Felice Gimondi, da Marco Pantani a Gianni Bugno. E ci sono anche i primi macchinari e le prime biciclette prodotte 140 anni fa. Questo e altro si potrà ammirare nel Museo Storico della Bianchi di Treviglio, inaugurato questa mattina, mercoledì 28 ottobre 2026, alla presenza del Ceo Tony Grimaldi e delle autorità locali.
Taglio del nastro per il Museo Storico Bianchi
Un viaggio nel passato di quella che può essere considerata la più importante azienda al mondo nel settore delle due ruote, che vuole essere però un punto di partenza per le sfide future.
“È un grande onore inaugurare oggi il Museo Bianchi e di questo voglio ringraziare in particolare Regione Lombardia e il Comune di Treviglio – ha esordito Grimaldi – Bianchi nasce a Milano nel 1885 grazie all’invenzione di un grande innovatore come Edoardo Bianchi. E in 140 anni Bianchi è diventata parte della storia industriale, sportiva e culturale italiana. Il colore celeste rappresenta questa identità ed è riconosciuto in tutto il mondo. Bianchi è nata a Milano, ma Treviglio è diventata una parte essenziale della nostra storia e della nostra identità. Il nostro legame con questa città va oltre la fabbrica, è un legame con le persone, con le famiglie, con le competenze e le generazioni che hanno costruito la nostra storia. Questo museo costituisce il nostro passato ma ci ricorda anche la responsabilità per il futuro”.
Parole che hanno visibilmente emozionato il sindaco Juri Imeri, accanto a lui per l’inaugurazione.
“Avere il museo storico Bianchi rappresenta un’opportunità per tutti – ha sottolineato il primo cittadino – Anche per l’attrattività del territorio, quindi di gente appassionata, tifosi, sostenitori ma anche appassionati ciclisti che possono venire a visitarlo. Rappresenta un’opportunità per le scuole e per tutte le realtà che cercheremo di coinvolgere, e consolida il fatto che questo marchio si lega al territorio. E questo era uno dei temi che avevamo deciso insieme di mettere all’interno della convenzione che ha dato vita a questo primo intervento di rigenerazione urbana. Perché c’è anche da dire questo: l’attenzione al territorio si è dimostrata anche attraverso un intervento sulla fabbrica, sulla sede, sull’immobile che ha rigenerato un sito che non era sicuramente ottimale né dal punto di vista energetico né ambientale, quindi la gratitudine è molteplice nei confronti della famiglia Grimaldi, perché ovviamente è importante anche la scelta e la volontà di restare e di investire nel territorio”.
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“Investiremo nell’alta gamma”
Dopo il taglio del nastro, c’è stata quindi la possibilità di fare un tour in anteprima del Museo Storico Bianchi. Una collezione che comprende pezzi unici e che hanno fatto la storia della bicicletta. E, al termine, c’è stata anche l’occasione per parlare del futuro di Bianchi con Grimaldi, tornato al vertice dell’azienda dopo averlo guidato dal 1997 (anno in cui il marchio fu acquistato dal padre Salvatore) al 2006.
“Sono arrivato quattro mesi fa perché volevamo riorganizzare e ristrutturare dopo i tanti investimenti – ha spiegato Tony Grimaldi – Abbiamo deciso di focalizzarci sul nostro core business, ovvero le corse, l’alta gamma e il Gravel, un segmento dove abbiamo una posizione forte. L’obiettivo è accelerare i nostri investimenti in questi segmenti”.
E tra questi non mancherà l’elettrico, sempre riferito all’alta gamma. Un trend che, come riferito dallo stesso Ceo di Bianchi, è in aumento anche a causa del caro carburanti, che sta spingendo le persone a puntare su una mobilità alternativa e più economica.
Continueranno poi ovviamente le sponsorizzazioni e le grandi manifestazioni come il Giro d’Italia e il Tour de France. Tanto che per l’anno prossimo è previsto il lancio di quattro nuovi modelli di alta gamma per le corse. Per quanto riguarda la sede, Grimaldi ha poi aggiunto che il vecchio stabile verrò demolito, ma c’è in programma di realizzare un edificio che verrà con tutta probabilità, anche se Grimaldi non si sbottona in merito, adibito all’accoglienza.