Il caso

Gestione unificata degli impianti sportivi, la Trevigliese minaccia di lasciare la città

La storica società di calcio cittadina critica la scelta prospettata dall'Amministrazione. Il sindaco Juri Imeri: "Polemica pretestuosa"

Gestione unificata degli impianti sportivi, la Trevigliese minaccia di lasciare la città

Scontro sulla gestione degli impianti sportivi di Treviglio, lo stadio comunale “Mario Zanconti” e il Centro “Ambrogio Mazza”, tra la storica società di calcio cittadina, Il Circolo Sportivo Trevigliese e l’Amministrazione comunale. Contestato dalla società, che puntava ad ottenere la gestione dello stadio, il bando unificato voluto dall’Amministrazione e ha minacciato di lasciare la città con le sue prime squadre, maschile e femminile, e con la Juniores Nazionale.

Scontro sulla gestione degli impianti sportivi cittadini

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Il Centro sportivo “Ambrogio Mazza” di via ai Malgari a Treviglio

Il Circolo Sportivo Trevigliese, storica società calcistica cittadina fondata nel 1907, contesta la scelta dell’Amministrazione comunale per una gestione unica e condivisa, tra società sportive, dello stadio “Mario Zanconti” di via Milano e del Centro sportivo “Ambrogio Mazza” di via ai Malgari così come è stata prospettata presentando la manifestazione d’interesse alle società in una recente riunione. E minaccia di lasciare Treviglio portando altrove a giocare sia la prima squadra, che quest’anno milita nel campionato di Serie D, la formazione Juniores Nazionale e la prima squadra femminile che è capolista imbattuta nel campionato di Promozione ed è ad un passo dal salto in Eccellenza. Il bando prevede che una società, o più società sportive (anche mediante la costituzione di raggruppamenti temporanei o consorzi) si prendano in carico la gestione dei due impianti occupandosi della manutenzione ordinaria, del pagamento delle utenze oltre ad apportare delle migliorie. Si verrebbero così a generare, secondo l’Amministrazione, economie di scala con il vantaggio di strappare prezzi più favorevoli dai fornitori e una maggiore “forza” nel partecipare a bandi pubblici “ad hoc” e reperire risorse per il mantenimento degli impianti stessi. Alle società il Comune ha anche fornito un quadro delle spese annue di gestione ordinaria degli impianti, a cui il soggetto gestore andrà incontro, e che per il “Mazza” ammontano a 160mila euro e per lo “Zanconti” a 70mila euro.

La posizione della Trevigliese: “Vogliamo prendere la gestione dello stadio”

Contraria al bando di gestione unificata degli impianti sportivi la Trevigliese che ieri sera, giovedì, ha riunito il Consiglio direttivo, e ha presentato al Comune una manifestazione d’interesse per la gestione del solo stadio comunale “Mario Zanconti”.

“Noi come Trevigliese volevamo prendere in gestione lo stadio comunale, accollandoci i costi delle utenze e pagando di tasca nostra le migliorie di cui necessita come la sistemazione del tetto e l’impermeabilizzazione degli spogliatoi – ha spiegato il vicepresidente del sodalizio Antonio Imeri -. Invece, dopo 4 anni di un bando che ha concesso ad un’altra società sportiva la gestione dello stadio, a condizioni ben più favorevoli di quelle che oggi vengono prospettate, ecco che l’Amministrazione arriva a presentare questo bando per una gestione coordinata degli impianti che non ci sta per nulla bene. Non c’è stato un trattamento paritetico tra società sportive e la nostra posizione l’abbiamo espressa in una Pec inviata al Comune. Faremo le nostre osservazioni a questa manifestazione d’interesse, ma siamo pronti anche a portare via da Treviglio a giocare sia le prime squadre, maschile e femminile, sia la Juniores Nazionale. Se resteremo in Serie D, con la prima squadra e con la Juniores lo stadio “Zanconti” è l’unico campo omologato per giocare che c’è in città. Non intendiamo più poter utilizzare lo stadio “a gettone” come è stato quest’anno, sottostando alla volontà di altri per gli orari e gli spazi a nostra disposizione. Spazi che abbiamo sempre regolarmente pagato, allo stadio così come ai campi del Centro “Mazza”. Perché la Trevigliese, che ha 400 tesserati, ha bisogno di poter programmare la prossima stagione sportiva”.

Secondo la Trevigliese la strada del dialogo e dell’accordo tra società sportive – di calcio, atletica leggera e rugby – per trovare una “quadra” sulla gestione unificata degli impianti è impraticabile.

“Il sindaco Juri Imeri invita le società a collaborare? – ha concluso il dirigente biancoceleste -. Contatti le società una ad una, ascoltando quali sono le necessità che hanno, e si metta in prima persona a definire quali spazi dare e a chi darli. Invece cosa ha scelto di fare? Una manifestazione di interesse che comprende tutto e che, a quelle cifre, nessuna società sportiva sarà in grado di parteciparvi”.

La replica del sindaco Juri Imeri

“Minacciare di portare via le squadre non ha alcuna correlazione con la gestione dei campi – ha replicato il primo cittadino -. Mi sembra che oggi non li gestiscono loro eppure giocano e si allenano regolarmente. Se poi l’atteggiamento costruttivo è andare su tutti i media a lamentarsi di una procedura pubblica e trasparente… sono scelte della dirigenza. A me pare più una strumentalizzazione, visto peraltro che pochi giorni fa c’è stata una assemblea in merito”.

Il sindaco Juri Imeri ha poi ribadito i lati positivi dell’iniziativa del Comune.

“La possibilità di gestire gli impianti, nel rispetto delle normative vigenti, consente in linea generale di creare economie e di efficientarne l’uso – ha sottolineato -, peraltro nella riunione che abbiamo avuto con le società sportive abbiamo ribadito che sarà possibile chiedere un sostegno economico all’ente in merito. Oggettivamente mi pare una presa di posizione distante dalla realtà e dal buonsenso, considerando anche gli investimenti realizzati in questi anni che hanno reso i nostri impianti moderni e funzionali, senza dimenticare i lavori a tempo di record effettuati in estate per adeguare lo stadio alla serie D. Non mi aspetto certo riconoscenza perché fa parte del nostro compito di amministratori, ma la “polemica” mi pare pretestuosa. Chiunque osservi da fuori, non può che trovare logico un bando che valorizzi insieme due impianti che sono distinti ma complementari. Forse piuttosto che contestare la decisione del Comune sarebbe utile vedere l’opportunità che viene data alle società sportive del territorio, nella piena trasparenza, di essere protagonisti della gestione. Infine una ultima considerazione: a prescindere da chi gestirà gli impianti, a definirne le modalità di utilizzo sarà sempre il regolamento approvato dal Consiglio comunale che tutela e valorizza le realtà sportive cittadine alle quali sono quindi garantite continuità e adeguate strutture”.