Il bambino che era stato escluso dal servizio di pre e post scuola a Treviglio perché sofferente di convulsioni, da quest’anno potrà usufruire del servizio. C’è il lieto fine per il piccolo alunno di una scuola per l’infanzia cittadina, che lo scorso gennaio era diventato un caso in Consiglio comunale.
Escluso da pre e post scuola
In quell’occasione, la capogruppo del Pd Matilde Tura, venuta a sapere della vicenda, aveva presentato un’interpellanza in Consiglio comunale. Il piccolo soffre infatti di una patologia che necessita la somministrazione di un farmaco in caso di emergenza. Una procedura che “Ygea”, la società partecipata del Comune, aveva dichiarato di non poter eseguire. Da qui l’impossibilità per la famiglia del bambino di poter accedere al servizio. Una situazione che aveva sollevato non poche polemiche in Aula.
La bella notizia
Nei giorni scorsi è però arrivata la bella notizia: da quest’anno il bimbo potrà usufruire di pre e post scuola. Ygea ha infatti comunicato di aver individuato tra il personale della scuola una persona in grado di somministrare il farmaco salvavita in caso di emergenza.

“È un risultato fondamentale e non solo per questo bambino – ha esultato Matilde Tura sui social quando ha saputo della novità – Fino a poche settimane fa tutto questo non esisteva. Per quella famiglia non c’era una soluzione. Ora c’è, grazie a una nuova organizzazione che prevede una figura formata alla somministrazione del farmaco da Asst Bergamo Ovest. Sollevare pubblicamente il problema, partendo dal bisogno della famiglia, ha consentito di avviare un lavoro di squadra tra Comune, Ygea e Asst. Oggi quel percorso produce un fatto concreto. Questo è esattamente il senso di fare politica nelle istituzioni: ascoltare un problema reale, portarlo nelle sedi giuste, contribuire a produrre un cambiamento. E il cambiamento, qui, significa una cosa semplicissima: un bambino che può partecipare al servizio come tutti gli altri. Diabete di tipo 1, epilessia, asma o allergie gravi fanno parte della vita di tanti piccoli: una condizione di salute non può e non deve diventare una barriera. Un servizio per l’infanzia deve essere organizzato per accogliere tutti. Ringrazio di cuore la famiglia, che non si è arresa davanti al primo “no”, e ringrazio Ygea, il Comune e Asst Bergamo Ovest per aver raccolto la sollecitazione e aver lavorato alla soluzione. Da consigliera comunale ho fatto quello che ritengo il mio dovere: ascoltare chi bussa alla porta e cercare una strada. Oggi quella strada c’è. Una delle più grandi soddisfazioni della mia esperienza da consigliera comunale”.
Il sindaco: “Esito positivo, ma obiettivo non ancora raggiunto”
Il sindaco Juri Imeri è intervenuto direttamente sul post pubblicato da Tura e ha voluto sottolineare il ruolo svolto dal Comune.

“La notizia è sicuramente positiva, sia per questa famiglia sia per tutte le altre che abbiamo accolto – ha scritto il primo cittadino – Per onestà intellettuale e per correttezza nei confronti delle tante persone e istituzioni che hanno lavorato a questa situazione devo doverosamente sottolineare che il percorso è iniziato prima della sollecitazione di Tura, che è stata comunque utile e stimolante, seppur viziata in alcuni momenti da toni eccessivi. Da questo anno scolastico il servizio sarà garantito grazie alla straordinaria disponibilità degli educatori di Ygea, alla proficua collaborazione di Asst Bergamo Ovest e alla decisa volontà del Comune, in sinergia con le Direzioni Scolastiche. Come spiegato in Consiglio comunale, però, non abbiamo ancora raggiunto l’obiettivo finale: il tema è complesso, ed è il motivo per cui inizialmente il servizio non venne garantito, a tutela esclusiva della salute del bambino, abbraccia anche altri servizi e richiede un protocollo unitario sovracomunale che stiamo sollecitando, discutendo e per il quale stiamo lavorando praticamente quotidianamente. Quando arriveremo a questo risultato potremo dire, tutti insieme, di aver raggiunto l’obiettivo”.
La mamma del bimbo: “Grazie a Tura per aver sollevato il caso pubblicamente”
Parole di ringraziamento sono infine arrivate dalla madre del bimbo.
“Sono contenta che un disagio che abbiamo vissuto noi permetterà di risolvere un problema per tanti altri bambini – ha detto – E’ la dimostrazione che se ci si fa sentire e non ci si arrende, il risultato arriva. Certamente è assurdo che nel 2026, io abbia dovuto, da sola, spendere tempo e risorse economiche per chiedere che venisse garantito un diritto. Voglio ringraziare Matilde Tura, che ha sollevato il caso pubblicamente portandolo nelle sedi giuste. Ringrazio ovviamente anche il Comune, Ygea e l’Asst Bergamo Ovest che hanno risolto il problema e che si sono attivati affinché ciò avvenga anche per altre situazioni simili”.