Dopo il tabù del 25 Aprile a Urgnano sta per cadere anche quello che riguarda il 10 febbraio, il “Giorno del ricordo”, che in questi anni è stato celebrato con iniziative ad hoc solo dal gruppo di minoranza “Bonfadini sindaco Lega & Fratelli d’Italia”.
Polemiche annose
L’Amministrazione infatti, che fino ad oggi si era limitata al Cerimoniale di Stato previsto dalla legge, ha deciso di promuovere un docufilm e una mostra fotografica per commemorare l’esodo degli italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia e il massacro di quelli gettati nelle foibe dai soldati del regime di Tito nella ex Jugoslavia durante la Seconda Guerra Mondiale. Una data che, come il 25 Aprile, a Urgnano ha creato una spaccatura. Il centrodestra infatti negli ultimi anni si è fatto promotore di momenti commemorativi che però non sono mai stati condivisi da “Guardare Oltre” come gruppo, che ne contesta le modalità, vi ha partecipato solo il consigliere, Giuseppe Rapizza. Poco più di un paio d’anni fa la stessa opposizione aveva presentato una mozione che chiedeva di organizzare una commemorazione ufficiale, in virtù dell’iniziativa che il gruppo consiliare portava avanti in autonomia. La bocciatura non aveva scoraggiato i consiglieri anzi, per dare più risalto all’evento, l’incontro era stato aperto a tutti i cittadini e alle associazioni che volessero partecipare. Niente simboli né bandiere politiche. Ma l’anno scorso è addirittura scoppiato un mezzo caso diplomatico con il Comune di Grassobbio: alla cerimonia infatti avevano preso parte il sacerdote don Antonio Fedrighini, il consigliere di “Rinnoviamo Urgnano e Basella” Giacomo Passera, il presidente della sezione locale dei “Combattenti e Reduci” Gianfranco Passera ma anche il consigliere regionale Giovanni Malanchini, il sindaco di Grassobbio (dove Testa è assessore esterno al Bilancio ndr.) Manuel Bentoglio e il suo vice Yuri Tartari. Come liberi cittadini, aveva sostenuto la minoranza, ma il primo cittadino Marco Gastoldi aveva messo fortemente in dubbio l’apoliticità della commemorazione.
“Hanno partecipato anche figure istituzionali, alcune provenienti da altri Comuni, probabilmente invitate – aveva obiettato – A questo punto, l’evento può ancora essere considerato “momento di raccoglimento” o si tratta piuttosto di un’iniziativa organizzata? Non è pervenuta alcuna comunicazione ufficiale a riguardo. La correttezza istituzionale avrebbe richiesto che le figure estranee alla vita politica comunale rispettassero l’impostazione data alla commemorazione, definita sui social come un semplice ‘momento di raccoglimento'”.
Poi aveva aggiunto:
“Non si può definire spontanea un’iniziativa che poi reclama la nostra assenza né considerare in buona fede un ‘momento di raccoglimento’ in cui la parola sembra essere stata concessa solo a persone con un preciso impegno politico. Sarebbe stata inoltre una cortesia istituzionale informarmi della loro presenza, trattandosi di un’occasione ‘pubblica’ e non privata”.
Insomma, un polverone.
Per la prima volta le celebrazioni
Quest’anno però l’Amministrazione ha giocato d’anticipo, proponendo due eventi.
“Intendiamo dar seguito a quanto sostenuto in risposta alle sollecitazioni arrivate negli anni ed a sottolineare istituzionalmente, lontano da pregiudiziali politiche, la tragedia vissuta dagli italiani che vivevano nei pressi del confine jugoslavo dopo la firma del trattato di Parigi il 10 febbraio del 1947 – ha fatto sapere in una nota l’assessore alla Cultura Alessandro Pelucchi – In collaborazione con il Comitato di Bergamo dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia il giorno della ricorrenza si terrà dunque un incontro al cineteatro “Cagnola”, alle 20.30, sull’esodo dei nostri connazionali a Bergamo, corredato dalla proiezione di un filmato narrante la tragedia e la partecipazione di un testimone. Sarà inoltre allestita una mostra a tema nella sala d’Armi della rocca Albani e gli alunni delle scuole conosceranno i risvolti della tragedia tramite incontri dedicati”.
Una scelta che ha raccolto il plauso della minoranza guidata da Simone Bonfadini.
“Il nostro gruppo accoglie con entusiasmo le iniziative patrocinate dal Comune – ha affermato – Dopo anni di insistenze da parte nostra riguardo alla necessità di riflettere su questi terribili eventi, l’Amministrazione si è finalmente decisa ad intraprendere qualche iniziativa in ricordo di tali atrocità commesse in passato. In data 25 Novembre 2023 avevamo proposto una mozione in Consiglio comunale che invitava l’Amministrazione ad organizzare una commemorazione in occasione del giorno del ricordo. Una mozione respinta da codesta maggioranza che comunque non ci ha intimoriti. Da parte nostra puntualmente deponiamo tutti gli anni un mazzo di fiori presso il Parco delle Foibe durante tale giornata”.
Poi il centrodestra ha concluso così:
“In questi giorni ci stiamo organizzando per ripetere l’evento. A differenza della maggioranza, comunque, parteciperemo anche alle sue iniziative, e ringraziamo per averle organizzate, in quanto, quando si persegue una giusta causa, l’importante è partecipare, anche se proviene da un gruppo politico diverso dal nostro”.