A cavallo a Sanremo

Dal maneggio della Bassa il cavallo sanremese di Andrea Bocelli

Il cantante e lirico italiano, sabato scorso, ha incantato Sanremo sul dorso di un cavallo bianco di proprietà del maneggio Beretta di Spirano

Dal maneggio della Bassa il cavallo sanremese di Andrea Bocelli
L’Equisport Beretta di Spirano sbarca a Sanremo con il cavallo bianco di Andrea Bocelli. Amico di lunga data del fondatore del maneggio Pasquale Beretta, il cantante e lirico di natali pisani si è presentato davanti a Carlo Conti impennando sul dorso di un bellissimo animale dell’allevamento spiranese.

Beretta e la passione di una vita

E’ stato, quello di sabato in diretta nazionale, certamente uno dei traguardi e delle soddisfazioni più grandi per il fondatore dell’Equisport Pasquale Beretta, presente a Sanremo al fianco di Bocelli e del cavallo proveniente dal suo allevamento. Ripercorrendo la storia dell’attività da lui fondata, Pasquale ha raccontato l’ultima delle tante avventure della carriera di una vita.
“Mio padre aveva due panifici, uno in paese e uno a Bergamo, ma è sempre stato un appassionato di cavalli. Animali che all’epoca erano anche e perlopiù un mezzo di trasporto – ha raccontato – Ricordo che sin da piccolo, all’età di quattro o cinque anni, mi emozionavo vedendo cavalli nelle nuvole in cielo ed ero un grande amante di questi animali”.
Nasce così la passione di Pasquale, che a 14 anni ha allevato il suo primo cavallo, arrivando a soli 19 anni a gestire la compravendita di circa novanta equini all’anno. “All’inizio non è stato facile: papà non vedeva di buon occhio il fatto che girassi l’Europa per comprare e vendere cavalli. Era un lavoro che all’epoca veniva svolto dagli zingari, e mio padre era molto legato all’antico titolo di Conte che la mia famiglia, un tempo, aveva posseduto. Per questo vissi il periodo della leva militare a Palermo con molta tristezza, perché lontano dalla mia vera passione”.

A Palermo l’illuminazione, da lì una grande carriera

Proprio a Palermo, però, l’ascolto della canzone “Quando il sole tornerà” di Al Bano ha ridato fiducia a un giovane Beretta, tornato nella Bassa alla fine del servizio militare più determinato e caparbio che mai. “Sono partito girando l’Europa per comprare cavalli da corsa e per il salto agli ostacoli, rivalutandoli e rivendendoli in un secondo momento. Nei primi anni Novanta gestivamo fino a tremila cavalli ogni anno, con il maneggio aperto nel ’91, poi col tempo il mercato è cambiato e ci siamo rivolti a una clientela d’èlite”.
Pasquale Beretta e Andrea Bocelli insieme a cavallo a Forte dei Marmi.

 

Il primo grande nome passato per l’Equisport di Spirano è stato dunque quello di Silvio Berlusconi, seguito a ruota dalla figlia di Bettino Craxi, Andrea Bocelli, Eros Ramazzotti e, lo scorso anno, Lucio Corsi, solo per citarne alcuni. “In particolare con Bocelli si è instaurata una grande amicizia che dura da molti anni: viene regolarmente al maneggio e ci sentiamo spesso. Quando ho festeggiato il cinquantesimo anniversario di matrimonio, lui, che era al compleanno della regina Elisabetta, mi ha mandato un videomessaggio di auguri, mentre Al Bano, anche lui divenuto un caro amico, era presente in loco. Una gioia indescrivibile” ha raccontato ancora Pasquale, che proprio dal rapporto di amicizia con Bocelli ha avuto, durante il Festival, l’idea di portare l’amico al teatro Ariston sul dorso di un animale del maneggio Equisport.

L’avventura sanremese in diretta sabato, tra successi e polemiche

“Parlando con Andrea, gli ho detto che volevo portarlo a Sanremo con una carrozza trainata da cavalli. Lui ha risposto che sarebbe stata troppo ingombrante per il caos sanremese, così ha proposto di arrivare al teatro a dorso di un solo animale. Abbiamo sentito Fiorello, che in quattro e quattr’otto ha reso il tutto fattibile. Al di là del grande lavoro di logistica e sicurezza, la Rai voleva assolutamente un cavallo con le mutande, perché non lasciasse escrementi in giro: le abbiamo cercate in lungo e in largo ma non c’è stato modo, allora ci siamo affidati a due uomini di Andrea che, con sacchetto e paletta, sarebbero stati pronti a intervenire in caso di necessità”.
Il cavallo ha lasciato un “ricordo” sulla passerella per l’Ariston.

 

Nonostante la grande preparazione, tuttavia, come ben noto la sfortuna è sempre dietro l’angolo, soprattutto in diretta nazionale: “Bocelli stava arrivando al teatro a cavallo quando gli si è allentata un poco la sella – ha raccontato ancora Beretta – Ho chiesto al suo collaboratore un aiuto per sistemarla, e nel momento in cui ha posato paletta e sacchetto, subito fatti sparire dagli addetti a sicurezza e pulizia del Festival, il cavallo ha alzato la coda. Il resto è storia, è diventato virale il video online, con il collaboratore costretto a spostare gli escrementi a mano”. Una polemica futile e becera, ha concluso Pasquale, che ha offerto tutti i chiarimenti del caso in un video sui social nel quale lui e il diretto interessato hanno smentito le pretenziose ricostruzioni di sfruttamento e lavoro degradante attribuiti al collaboratore del cantante.