Dal Sud America all’Italia sulle orme degli avi, Marcel Alessandro alla ricerca dei parenti materni partiti da Caravaggio.
Alla ricerca delle origini, l’appello sui social
Il fervido desiderio di conoscere le sue radici più profonde, la terra d’origine della sua famiglia venuta da un altro continente, l’Europa, lo ha spinto a ripercorrere a ritroso il periglioso viaggio dei suoi avi che, dall’Italia, pieni di sogni e speranze, quasi due secoli fa solcarono l’oceano Atlantico alla volta del Nuovo Mondo. Marcel Alessandro, nato e cresciuto nel lontano Brasile, non sa nulla di Caravaggio, borgo natio dei parenti materni, ma intende scoprire i luoghi che rimasero scolpiti per sempre nelle menti e nei cuori di chi li lasciò per andare in cerca di fortuna, e i parenti che dopo tre generazioni potrebbe ritrovare. E martedì ha cominciato la ricerca dei familiari bergamaschi con un post sulla pagina Facebook “Sei dei Caravaggio se la ami”.
“Vorrei sapere da voi se ci sono dei Possenti nel gruppo – ha scritto – Sono discendente di Pietro Giovanni Possenti, nato a Caravaggio nel 1878, figlio di Giovanni Battista Possenti, nato nel 1835. Pietro aveva una sorella, rimasta a Caravaggio”.
Avi emigrati in Brasile
“Io sono nato in Brasile ma ho anche la cittadinanza italiana – ha raccontato in una telefonata – sin da piccolo sognavo di conoscere da dove provenisse la mia famiglia. Da Caravaggio sono partiti Giovanni Battista Possenti, sua moglie Maria Antonia Giussani e il figlio 13enne Pietro Giovanni Possenti, nato il 13 gennaio 1878. Sono arrivati a Santos, per poi trasferirsi nella campagna dello Stato di San Paolo. Pietro è deceduto il 17 settembre 1957, nella città di Guaraçaí. Ho scoperto che il padre di Giovanni Battista si chiamava Stefano Possenti, originario di Romano di Lombardia, ma non conosco le date di nascita e di morte. A quanto pare, la sorella di Pietro rimase a Caravaggio, non so perché, e secondo i miei nonni Giovanni Battista voleva tornare in Italia e portare anche lei in Brasile ma non è mai accaduto. Non ne sono sicuro, ma credo che il nome di questa sorella fosse Elisabetta Possenti. Sono partiti dal porto di Genova, imbarcati sul piroscafo ‘Colombo’, e sono arrivati a Santos il 7 febbraio 1892. Pietro poi si sposò con Amadea Benetti, anche lei un’italiana immigrata. Dal loro matrimonio nacquero Primo, Antonia, Etelvina, Erminia e altri figli. Primo è il padre di mia nonna, Maria Aparecida Possenti, madre della mia mamma, Ivani Venancio. Il cognome è italiano ma l’ortografia con cui è stato trascritto è spagnola. Su di loro non so molto”.
Giunti nel Paese sudamericano i caravaggini si dedicarono all’agricoltura.
“Avevano una piccola fattoria e allevavano il baco da seta – ha continuato Marcel – Ancora oggi parte della famiglia alleva bovini e la fattoria è parte di un cammino di pellegrinaggio di fedeli”.
Il grido di “saudade”
Un oriundo Marcel, che ha sentito nascere dentro la profonda nostalgia che probabilmente sentivano i suoi avi, e da tre anni vive da solo in Italia, precisamente in Toscana, dove lavora in un agriturismo.
“Mi sento molto unito a Pietro, quasi come se la sua anima fosse rinata in me – ha continuato – è come se sentissi nel sangue, nelle mie vene, il suo urlo di saudade per la sua terra, la sorella, i cugini, gli zii… Saudade è una parola portoghese che in italiano significa desiderio di qualcosa che manca, ma vuol dire di più. Porta con sé un dolore che penetra nelle ossa, come se venisse strappato un pezzo del corpo. Un sentimento che provo per la mia nonna Maria Aparecida, per esempio. Dopo la sua morte la famiglia si è sparsa in diversi Paesi, era lei il collante che ci teneva uniti. Qualcuno è ritornato in Italia, altri sono andati in Inghilterra, in Svizzera. In quest’ultima vive mia madre che si è trasferita per lavoro, mentre mio padre, anche lui di origine italiana, è rimasto in Brasile, è in pensione”.
Un romanzo sulla storia della sua famiglia
Marcel si sente investito di una missione.
“Il mio ritorno in Italia ha qualcosa di spirituale – ha concluso – nessuno mi ha chiesto nulla ma questo “urlo di saudade” che viene da dentro è come se mi avesse affidato una missione: onorare la memoria di Pietro, che non voleva partire e lasciare tutto… Ho cominciato a scrivere un romanzo sulla storia della mia gente e vorrei scoprire di più per essere quanto più vicino alla realtà. Non sono ancora venuto a Caravaggio ma lo devo fare, ho preso contatti con il Comune per portare avanti la mia ricerca sulla famiglia però non è facile”.
Chi potesse aiutarlo può contattarlo sul suo profilo personale di Facebook.
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Pietro Possenti
Primo Possenti
Una cugina di Maria Aparecida Possenti rimasta in Italia