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Da Torino a Barcellona in sella alla bici, la grande impresa di Andrea Di Corrado

Il 38enne di Verdellino, ex ciclista professionista, ha impiegato dodici giorni per arrivare in Catalogna

Da Torino a Barcellona in sella alla sua amata bicicletta. Fino a qualche settimana fa era soltanto un sogno per Andrea Di Corrado, oggi invece è una pagina di storia che il 38enne di Verdellino, ex ciclista professionista, è riuscito a scrivere e ad aggiungere al diario della sua esistenza.

Carico soltanto della sua determinazione e di qualche indumento di ricambio, Di Corrado si è reso protagonista di un’impresa sportiva che, pedalata dopo pedalata, ha unito l’Italia alla Spagna e lo ha visto spingere il cuore oltre l’ostacolo sfidando se stesso su un percorso di 950 chilometri caratterizzato da ben 9.896 metri di dislivello.

“Era da un bel po’ di tempo che volevo intraprendere un viaggio simile, ma per un motivo o per un altro avevo sempre rimandato – ha raccontato soddisfatto Andrea – Quest’anno però, sono riuscito a realizzare il mio sogno, complici alcuni giorni liberi a disposizione e l’amicizia con Ivan de Feudis, che ringrazio per essere stato un perfetto compagno di avventura. Come me, anche Ivan aveva in mente di compiere una traversata in bici ed è stato proprio questo obiettivo in comune che ci ha dato la spinta definitiva a incamminarci alla volta di Barcellona”.

Tutte le tappe della traversata

Partiti da Torino il 22 agosto, Andrea e Ivan sono approdati nel capoluogo della Catalogna il 3 settembre, dopo 12 giorni di viaggio e diverse tappe intermedie, durante le quali hanno trascorso le notti in hotel o in appartamento.

“Il primo giorno abbiamo pedalato fino a Bardonecchia, da dove poi abbiamo tirato dritto fino in Francia, passando attraverso il valico ‘Colle della Scala’ che ci ha condotti a Savines-le-Lac. Da qui, abbiamo raggiunto prima Sault e poi Avignone, la città dei papi, dove abbiamo fatto sosta di un giorno. Una volta ripreso il viaggio, le altre tappe francesi sono state Palavas-les-Flots, Narbonne e Le Boulou, prima di arrivare a Palamós in Spagna attraverso il Passo del Pertus. Anche qui ci siamo presi una pausa di un giorno per goderci il mare e poi ci siamo rimessi in cammino verso Mataró, che è stata l’ultima tappa prima di Barcellona”.

La preparazione fisica e mentale

In questo lungo peregrinare, non sono di certo mancati gli ostacoli, che però Di Corrado era pronto ad affrontare grazie agli allenamenti che lo accompagnano abitualmente nella sua quotidianità.

“Sono sempre stato una persona molto sportiva e questo mi ha sempre spinto ad allenarmi anche cinque-sei volte a settimana, tra palestra, bici e corsa a piedi. Oltre alla preparazione fisica, mi è stato indispensabile lavorare anche da un punto di vista mentale, facendo ricorso alla mia passata esperienza da ciclista professionista e agli insegnamenti della filosofia buddista”.

Con una tale formazione fisica e psicologica, fin dall’inizio Andrea sapeva di poter raggiungere la sua meta, imprimendo nei suoi ricordi immagini indelebili dei tanti luoghi attraversati.

“Prima di partire mi ero prefissato di godermi ogni paesaggio e così è stato. Man mano che macinavo chilometri, avevo l’opportunità di ammirare panorami meravigliosi, che mi hanno riempito gli occhi e il cuore. A livello mentale invece, ho avuto tanto tempo a disposizione per pensare e questo mi ha aiutato a superare la fatica nei momenti più complicati”.

Il traguardo raggiunto e i nuovi obiettivi

Ogni difficoltà incontrata però, ha finito per passare in secondo piano una volta al cospetto della Sagrada Familia.

“La soddisfazione di essere arrivato fino in fondo al mio viaggio ha sovrastato tutto il resto. Proprio lì, davanti all’imponente basilica di Barcellona, ho capito che non bisogna mai avere fretta se si vuole ottenere qualcosa. Piuttosto, bisogna avere pazienza e andare avanti pedalata dopo pedalata: è questa la chiave per realizzare i propri sogni”.

E tra questi ultimi Di Corrado ha già fatto posto a nuovi obiettivi.

“Dato che mi piace anche camminare, vorrei fare per intero il cammino di Santiago. È un’esperienza che ho già vissuto nel 2018, ma solo per due settimane e in futuro vorrei ripeterla arrivando fino in fondo. Per questo però, c’è tempo. Adesso preferisco riposare. Nel frattempo, mi dedicherò al mio lavoro e a fantasticare su nuove possibili avventure”.