Approvato in Consiglio il conto consuntivo del Comune di Canonica d’Adda: dopo anni di difficoltà, finalmente un modesto, ma significativo avanzo per l’ente pubblico.
Una chiusura positiva
A illustrare i numeri del bilancio comunale è stato il sindaco Paolo Arcari, che ha rivendicato l’operato della sua Amministrazione pur ribadendo come ancora molto ci sia da fare per rimettere del tutto in carreggiata il Comune. “Il conto consuntivo del 2025 si è chiuso con un avanzo libero di poco più di 45mila euro, e con un avanzo vincolato di circa 371mila euro – ha sottolineato – Sono cifre veramente esigue a fronte di un bilancio che cuba circa otto milioni di euro, ma questo risultato con segno “più” rappresenta un traguardo non facile, anche se comunque non deve indurre in facili entusiasmi”.
Secondo il primo cittadino, infatti, nonostante questa prima chiusura in attivo dopo il commissariamento e i debiti fuori bilancio accertati, il frangente, per l’ente, rimane particolarmente fragile e delicato.
“La precedente situazione di completa disorganizzazione dell’ente ha intaccato in maniera pesante la capacità di riscossione e, a catena, quella di spesa – ha spiegato – Questo con il risultato di imporre a chi amministra molti vincoli che impediscono di spendere anche le risorse a disposizione. È stata per questo eseguita una operazione di “pulizia” molto meticolosa: sono stati stralciati dal bilancio euro 453mila euro di residui attivi, ovvero crediti relativi ad anni precedenti che il Comune non incasserà mai, e si è fatto ordine tra le voci di bilancio”.
Migliorati anche gli indici di deficitarietà
Bilancio che, non a caso, registra un netto miglioramento sotto il profilo della deficitarietà.
“Ci sono otto indici di valutazione della deficitarietà di un bilancio consuntivo: nel 2024 avevamo tre luci rosse e cinque verdi. Nel 2025, le luci sono tutte e otto verdi – ha concluso Arcari – E’ questo il segno più evidente di un cambiamento di tendenza in un documento che è stato, in generale, comunque predisposto secondo un criterio di prudenza, lasciando accantonamenti per mettere al riparo l’ente da situazioni di potenziale rischio o esposizione finanziaria”.
