Tradizioni

Centinaia in piazza con l’Avis per il rogo della Vègia 2025

Grandi e piccini hanno sfidato il gelo in largo XXV Aprile per assistere al rito propiziatorio nella serata dell'Epifania

Centinaia in piazza con l’Avis per il rogo della Vègia 2025

La tradizione del rito purificatore del rogo della Vègia 2025, organizzato dalla sezione Avis di Calvenzano, ha attirato in largo XXV Aprile nella serata dell’Epifania centinaia di persone. Grandi e piccoli hanno sfidato il clima rigido per non perdersi la sfilata del fantoccio per le vie del paese e poi, una volta tornati nel piazzale mercato, lo spettacolo delle fiamme che, nelle intenzioni, si sono portate via tutte le negatività dell’anno appena concluso.

Brucia la Vègia 2025 dell’Avis, centinaia in piazza

Un rito propiziatorio, pagano quanto scaramantico, capace di attirare ogni anno la curiosità di centinaia di persone. Calvenzanesi e non solo. Perché anche fuori dal paese sono in tanti ad aspettare il giorno dell’Epifania, o meglio la sera del 6 gennaio, per partecipare ad un rito collettivo che incanta i più piccoli e suggestiona gli adulti: si tratta del tradizionale rogo della “Vègia”, organizzato dagli anni ‘80 dai volontari della sezione Avis di Calvenzano. Le fiamme che avvolgono il fantoccio, sapientemente e fantasiosamente costruito con una struttura in legno e abiti di stoffa e carta pesta, impilato sul piazzale di largo XXV Aprile hanno un significato particolare: portarsi via tutte le negatività dell’anno appena trascorso con l’auspicio che quello nuovo sia più positivo per tutti.
Ecco allora che il rito pagano diventa un evento di “massa”, vissuto da centinaia di persone incuranti che la colonnina di mercurio sulla piazza alle 21.30 indichi -2 gradi centigradi.

Il fantoccio portato in corteo prima del rogo

Gli sguardi e i cellulari sono puntati sulla parte sterrata del piazzale, tra l’area mercato e l’auditorium, ad attendere l’arrivo della Vègia 2025 che prima è stata portata in processione lungo le vie del paese, trainata da un trattore e accompagnata dalle “befanette”, sulle note di alcuni musicisti dello storico Corpo bandistico del paese. Il fantoccio già dal primo pomeriggio di martedì è stato esposto sul piazzale dell’area mercato dove i volontari dell’associazione Avis – che nel 2025 ha festeggiato i 60 anni di fondazione guardando con rinnovato entusiasmo agli impegni che l’attendono in futuro -, guidati dal presidente Fortunato Gusmini, hanno allestito un banchetto per rifocillare i visitatori con caldarroste, vin brulé, salamelle alla piastra e tanto altro.
Il corteo della Vègia 2025 è partito da largo XXV Aprile poco dopo le 19.30 per il consueto giro tra le vie del centro di Calvenzano, facendo ritorno sul piazzale un’oretta dopo. Qui il fantoccio è stato adagiato sulle fascine di legno accatastate e, dopo un botto di avviso, i volontari hanno acceso il fuoco alla base attendendo lo sviluppo del rogo. L’aria secca, seppur fredda e pungente, ha fatto in modo che l’incendio divampasse in pochi minuti tra gli “oh!” di stupore dei più piccini e i telefonini che riprendevano le fiamme in video e foto da postare poi sui social. Il pubblico incuriosito è stato tenuto a distanza di sicurezza dai volontari che hanno transennato la zona così da evitare che qualche tizzone ardente potesse finire addosso a qualcuno. In prima fila a godersi lo spettacolo c’era anche il sindaco di Calvenzano Fabio Ferla, insieme alla sua vice Sara Ferrari, all’assessore Fabio Grisi e al capogruppo consiliare di “Amiamo Calvenzano” Luigi Gusmini. Il tempo di aspettare lo spegnimento delle ultime fiammelle, riscaldandosi con un bicchiere di vin brulé, la serata è stata anche un momento di ritrovo e di convivialità per scambiarsi gli auguri di buon anno. Poi, visto che il freddo non mollava la presa, tutti a casa sotto le coperte perché il giorno dopo si ricominciava, tra scuola e lavoro. Perché come dice il proverbio: “L’Epifania tutte le feste se le porta via”.