Carenza strutturale di medici, “Casa Aresi” si affida a “Novalux” esternalizzando parzialmente l’assunzione degli specialisti. La decisione, motivata dal presidente Bruno Pagani, ha tuttavia generato scetticismi e malumori tra le minoranze consiliari e i parenti degli ospiti della Rsa di Brignano.
Niente medici disponibili, Casa Aresi si affida a Novalux
A tracciare un quadro della situazione è stato lo stesso presidente Pagani, che nei giorni scorsi ha annunciato il cambiamento entrato in vigore nella gestione della struttura:
“A causa della carenza generale di medici, che riguarda tutte le strutture a livello provinciale, regionale e nazionale, ci siamo trovati di fronte a una scelta necessaria a garantire la continuità assistenziale in Rsa – ha chiarito – Dopo aver contattato tutti i medici di Brignano e fatto ricerche nelle Ats e nelle università dell’intera Lombardia, offrendo loro incarichi ben retribuiti e ottenendo solo dinieghi, non c’è stata altra soluzione che rivolgersi a fornitori esterni. Tra questi ho scelto la realtà di maggior qualità, sia per il personale impiegato che per procedure e modalità”.
Da qui l’accordo con Novalux, siglato ufficialmente venerdì scorso, che porterà a Casa Aresi specialisti a copertura dei turni di reperibilità notturna, nei prefestivi e nei festivi, mentre nel corso della settimana rimarrà confermato l’impegno dei quattro specialisti – tre medici e un fisiatra – attualmente presenti otto ore al giorno in Rsa in aggiunta al resto del personale sanitario in forza all’Aresi. “Novalux è una realtà con un organico di 50 medici che collabora con 80 Rsa su sei province – ha spiegato ancora Pagani – L’accordo prevede la messa a disposizione, da parte loro, di medici che garantiscano reperibilità sanitaria nelle fasce notturne, nei prefestivi e durante i festivi, assicurando interventi tempestivi nel rispetto di quanto richiesto da Ats. Si tratta di un’eccellenza a livello di specializzazione e supporti tecnologici avanzati”.
“No alla gestione tramite medici gettonisti”
Nonostante si sia trattato di una scelta fortemente spinta da necessità e difesa come “di qualità” dal presidente Pagani, la decisione ha generato un certo scontento in alcune delle famiglie degli ospiti di Casa Aresi, raccolto e rilanciato dalle capogruppo di minoranza Severina Allevi (che in passato è stata anche Direttore Sanitario della fondazione, ndr) e Beatrice Bolandrini.
“In Rsa la gestione medica tramite cooperativa con medici “gettonisti” è una criticità riconosciuta, spesso segnalata per le conseguenze negative sulla continuità assistenziale dei pazienti fragili – ha dichiarato la prima – Il continuo avvicendamento dei medici, spesso operanti in situazione di stress a causa delle intense condizioni di lavoro, pur a fronte di compensi elevati impedisce loro di conoscere a fondo la storia clinica degli ospiti, fondamentale per la gestione di patologie croniche. Lavorando come liberi professionisti esterni, questi medici non sono strutturati nel contesto lavorativo, il che può portare a mancanza di coordinamento e senso di appartenenza. Dal 31 luglio 2025 nella sanità pubblica, per esempio, è stato introdotto uno stop ai medici gettonisti per porre fine all’utilizzo di cooperative per coprire i turni di pronto soccorso”.
“Nessuna condivisione con ospiti e parenti, sgretolato un decennio di cura e fiducia”

“Trovo inaudito che una simile scelta – tra l’altro di peso – non sia stata minimamente condivisa con gli ospiti e con i parenti – ha sottolineato invece l’ex sindaco Bolandrini – Stiamo parlando di persone che devono poter avere la stabilità che solo la continuità assistenziale può garantire, e che di sicuro non può essere realisticamente mantenuta con l’affidamento a una cooperativa. La cooperativa invierà un medico che vedrà per la prima volta ľospite senza conoscerne il pregresso se non attraverso comunicazioni di personale in turno, quando invece la struttura aveva medici interni da oltre quarant’anni. Quello che viene descritto come un servizio d’eccellenza è, di fatto, un ripiego. Rammarica che un decennio di cura, attenzione e fiducia reciproche tra ospiti, familiari, personale, CdA ed amministrazione pubblica sia stato sgretolato in questo modo. Mi chiedo se il sindaco, che ha destituito un CdA e ne ha nominato un altro, sia concorde su questo modus operandi”.

