Convegno

Beni sequestrati alle mafie e pericolo nuove droghe, il maggiore: “Proteggetevi”

In platea al "TnT" mercoledì mattina c'erano circa 300 studenti delle scuole superiori cittadine per la settima giornata sulla legalità, etica pubblica e trasparenza organizzata dal Comune

Beni sequestrati alle mafie e pericolo nuove droghe, il maggiore: “Proteggetevi”

La settima giornata della legalità, etica pubblica e trasparenza, organizzata dal Comune di Treviglio al Teatro Nuovo Treviglio di piazza Garibaldi ha visto in platea circa 300 studenti delle scuola Secondarie di secondo grado: si è parlato dei beni sequestrati alle mafie, soprattutto in bergamasca, e del pericolo costituito dalle nuove droghe, come la famigerata cocaina rosa. Un mercato dell’illegalità che finanzia l’attività della malavita organizzata. Forte il messaggio del maggiore Antonio Stanizzi, comandante dell’Arma dei carabinieri ai ragazzi: “Il mio compito è proteggervi, ma il vostro è proteggervi”.

Mafie, dai beni sequestrati al pericolo nuove droghe

Beni sequestrati
Gli studenti delle scuole superiori cittadine all’incontro sulla legalità che si è svolto al “TnT”

Si è parlato dei beni sequestrati alle mafie, anche sul territorio di Treviglio e della bergamasca, ma soprattutto dei gravi pericoli causati dalle droghe – il principale mercato illegale con cui le mafie stesse si finanziano – di oggi che, rispetto a qualche decina di anni fa, hanno un contenuto di Thc molto superiore, portando a conseguenze devastanti per chi le assume. La settima giornata della legalità, etica pubblica e trasparenza, organizzata dal Comune di Treviglio al Teatro Nuovo Treviglio di piazza Garibaldi ha visto in platea circa 300 studenti delle scuola Secondarie di secondo grado – Oberdan, Cantoni, Salesiani, Facchetti, Archimede e Zenale – rappresentanti della forze dell’ordine e al tavolo dei relatori, insieme al sindaco Juri Imeri, il maggiore Antonio Stanizzi, che guida il Comando dell’Arma a Treviglio, il giornalista Luca Bonzanni e la segretaria generale del Comune di Treviglio Sabina Maria Ricapito.
L’incontro si è aperto con un collegamento in streaming con l’ex prefetto di Treviso e Brescia Maria Rosaria Laganà che guida l’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc) che ha spiegato agli alunni i compiti dell’agenzia e le finalità per le quali gli Enti locali possono utilizzare i beni che lo Stato confisca alle mafie.

“Devono essere destinati ad attività pubbliche, in particolare in campo sociale, da Comuni, Province e Regioni, ma anche da Enti del Terzo settore che presentino progetti mirati – l’intervento dell’ex prefetto -. Fare la scelta di gestire un bene confiscato, con le difficoltà che comporta per gli Enti interessati, è una riaffermazione della comunità, rimettendo nel circuito legale, attraverso bandi fatti con la massima trasparenza, questi beni”.

Il primo cittadino ha ricordato come, di recente, con una delibera il Comune di Treviglio ha deciso di acquisire un immobile confiscato alla criminalità organizzata – un appartamento in zona nord – che sarà utilizzato per i Servizi di abitazione transitoria (Sat).

In bergamasca ci sono 152 immobili sequestrati alle mafie

E’ stata poi la volta del giornalista Bonzanni, collaboratore dell’associazione “Libera”, che ha fatto un excursus sulla ramificazione delle mafie dal sud al nord Italia, partita dagli anni ‘60 con i confini, i soggiorni obbligatori, proseguita negli anni ‘70 con la stagione dei sequestri di persona sino ad arrivare alla penetrazione nelle attività commerciali e produttive in Regioni come la Lombardia, il Veneto e l’Emilia Romagna.

“A ottobre 2025 in bergamasca risultano 152 gli immobili confiscati alla malavita organizzata, distribuiti su 36 Comuni – ha dettagliato -. Di questi 63 sono già stati destinati a un nuovo uso, 89 sono in amministrazione a “Anbsc”. Ci sono appartamenti, ville, autorimesse, negozi, terreni edificabili e agricoli. Ci sono anche 10 aziende in amministrazione e 2 già destinate”.

Il mercato della droga primaria fonte di finanziamento della criminalità

Tra le mafie, la più potente e infiltrata è la ‘Ndrangheta calabrese che, ha spiegato il maggiore Stanizzi, ha nello spaccio di sostanze stupefacenti la principale fonte di finanziamento. I soldi del traffico di droga viene “pulito” attraverso attività legali come bar, ristoranti o aziende e servono ad acquistare beni immobili e mobili.

“La ‘Ndrangheta è la prima mafia al mondo con un fatturato stimato di 53 miliardi l’anno, ma alcune stime parlano di 60/70 miliardi – ha sottolineato il comandante dell’Arma -. Ha rapporti privilegiati con i Narcos del Sudamerica e gestisce un mercato, in Europa, con le sue ramificazioni che assicura grossi margini di guadagno. Lo spaccio in Italia è per il 30/35% legato alla cocaina, circa il 60% a hashish e marijuana e il 5/10% alle droghe sintetiche. Rispetto a 20 anni fa, oggi il contenuto di Thc, il principio attivo nelle droghe, è aumentato: nell’hashish è passato dal 10% a picchi del 50%, nella marijuana dal 5% al 20%. Gli effetti nocivi per la salute fisica e psichica di chi le assume sono devastanti: sbalzi di umore, aggressività, allucinazioni, gesti di autolesionismo. L’ultima frontiera è la “cocaina rosa”, un mix letale di ecstasy, ketamina e 2C-B che può uccidere alla prima assunzione. Tutte le droghe sono veleni – si è rivolto così, il maggiore, a ragazzi e ragazze con un messaggio forte – non esiste “lo faccio una sola volta”, non esiste “so controllarmi”, arricchiscono le organizzazioni criminali sulle vostre vite. Il mio compito è proteggervi, ma il vostro è proteggervi. Perché assumendo droga fate del male a voi stessi, alle vostre famiglie, agli amici e compagni di scuola, ma anche a terze persone quando vi mettete alla guida di motorini, motociclette e automobili”.

L’incontro al “Tnt” si è chiuso con l’intervento del segretario generale del Comune di Treviglio Sabina Maria Ricapito che ha spiegato agli studenti quali sono i compiti del responsabile anti corruzione all’interno di un Ente pubblico e di quanto sia delicato il controllo che viene fatto, ad esempio, quando viene affidato un lavoro o viene appaltato un servizio da parte di un Ente pubblico di qualsiasi livello e di come serva la massima trasparenza nei confronti dei cittadini per chi lavora nella Pubblica Amministrazione.