Si è spento ieri, giovedì, all’età di 96 anni don Sesto Bonetti decano della Curia di Cremona. Nativo di Fontanella, è stato parroco a Calvenzano per vent’anni dal 1989 al 2009 prima di ritirarsi, per raggiunti limiti di età, a Covo. L’Amministrazione comunale calvenzanese, allora guidata dal sindaco Aldo Blini e dal vice Fabio Ferla, gli aveva conferito la cittadinanza onoraria. “Il rapporto con i giovani l’esperienza che più mi ha arricchito”, aveva raccontato il sacerdote.
Fu per vent’anni parroco a Calvenzano, addio a don Sesto Bonetti
Forte cordoglio anche a Calvenzano per la scomparsa ieri, all’età di 96 anni, di don Sesto Bonetti, decano della Curia di Cremona a riposo dal 2009 quando per raggiunti limiti di età si era ritirato a Covo. Aveva trascorso vent’anni del suo cammino pastorale in paese, dal 1989 al 2009 e l’Amministrazione comunale gli aveva conferito la cittadinanza onoraria. Don Sesto era nato a Fontanella il 2 gennaio 1930 e ordinato il 21 giugno 1953, don Sesto Bonetti ha svolto tutto il suo ministero sacerdotale nella Diocesi di Cremona. Dopo l’ordinazione è stato vicario della parrocchia di San Bernardo a Cremona dal 1954 al 1961, quindi il primo incarico da parroco a San Savino, fino al 1976; quindi a Sospiro fino al 1988 e a Calvenzano fino al 2009, anno in cui si è trasferito a Covo, nella bergamasca, dove ha vissuto fino alla fine. La scomparsa del sacerdote è stata comunicata dalla Curia.
“Da venerdì 21 agosto la camera ardente sarà allestita presso la sua abitazione a Covo, dove risiedeva dal 2009, per consentire a fedeli e conoscenti di rendere l’ultimo saluto al sacerdote. Sempre presso l’abitazione, nella serata di venerdì alle ore 20, si terrà una veglia di preghiera guidata dal parroco Angelo Ferrari. I funerali si svolgeranno sabato 22 agosto alle ore 16 nella chiesa parrocchiale di Covo, e saranno presieduti dal vescovo Antonio Napolioni. La celebrazione sarà preceduta, alle ore 15, da un momento comunitario di preghiera e di accompagnamento: la comunità parrocchiale muoverà infatti in processione dalla abitazione di don Sesto per accompagnare la salma di don Sesto verso la chiesa parrocchiale. Lucido e consapevole fino all’ultimo, don Sesto aveva accolto il sacramento dell’Unzione ed aveva affrontato gli ultimi giorni con serenità, esprimendo il desiderio di riposare nella cappella dei sacerdoti presso il cimitero di Fontanella, suo paese natale, dove il feretro sarà trasferito al termine del rito funebre”.
Il cordoglio della comunità di Calvenzano
Raggiunto dalla notizia della scomparsa del 96enne sacerdote, cittadino onorario, che ha speso vent’anni della sua vita in paese, il sindaco Fabio Ferla ha voluto esprimere ai familiari di don Sesto tutto il cordoglio della comunità.
“Il sindaco, l’Amministrazione comunale di Calvenzano e la cittadinanza intera si uniscono al cordoglio per la dipartita di Don Sesto Bonetti, parroco di Calvenzano dal 1989 al 2009 e Cittadino Onorario dal 2009. Ricordiamo con affetto e gratitudine la sua guida spirituale, la dedizione alla nostra Parrocchia ed il servizio umano e cristiano offerto alla nostra comunità per vent’anni. Alla famiglia, ai suoi cari e alla persone che gli hanno voluto bene, giungano le nostre più sentite e sincere condoglianze”.
A succedere a don Sesto alla guida della comunità di Calvenzano, nel 2009, è stato l’attuale parroco don Franco Sudati che ha voluto ricordare così il decano del presbiterio cremonese.
“Con gratitudine e profondo affetto, don Franco e tutta la comunità di Calvenzano ricordano don Sesto, che ha guidato la nostra Parrocchia con generosità e fedeltà dal 1988 al 2009. Ci uniamo alla preghiera affinché il Signore lo accolga tra le Sue braccia e gli doni la pace eterna”.
I ricordi di don Sesto dei suoi vent’anni a Calvenzano
Ritiratosi a Covo al termine del suo servizio pastorale, don Sesto, allora 79enne, a settembre del 2009 era tornato a Calvenzano per ricevere l’onorificenza della cittadinanza onoraria del paese. In sala consigliare con l’Amministrazione e i rappresentanti delle Istituzioni civili e militari il sacerdote aveva ripercorso l’esperienza del suo lungo ministero pastorale ispirato al principio “rinnovare per migliorare”. Determinato e caparbio nelle scelte, aveva ridato lustro al patrimonio artistico della parrocchia, cercando di far breccia anche nei suoi concittadini.
“Appena arrivato a Calvenzano – aveva ricordato don Sesto – ho avuto l’impressione di una comunità… “tribale”, ingessata in un modo di pensare ormai vetusto e superato. E’ un paese buono e disponibile a cui, però, sono mancate le guide civiche. Ho sempre cercato di creare un rapporto cordiale con i parrocchiani e se, nonostante il mio carattere irruente, mi hanno conferito la cittadinanza onoraria vuol dire che sono anche stati apprezzati i miei tentativi di cambiare il modo di pensare della gente. Un sacerdote cittadino onorario credo significhi che un segno tangibile, nel bene e nel male, lo abbia lasciato alla comunità. Il conferimento è una di quelle espressioni sociali che sono molto gradite, ma vorrei che la cerimonia non si fermasse solo alle apparenze. Mi interessa essere ritenuto una persona valida che ha fatto del bene per il paese”.
Don Sesto, in una lunga intervista sul Giornale di Treviglio aveva avuto un pensiero particolare per i “suoi” ragazzi dell’oratorio di Calvenzano.
“Mi mancheranno molto i ragazzi. Discutere con loro, soprattutto con quelli dai 13 anni in su, confrontarci sulle idee e sulle aspettative è stata l’esperienza più bella del mio servizio pastorale. Sono loro che mi hanno arricchito di più in tutti questi anni e a loro spetterà il compito di rinnovare il paese. Sono il futuro di Calvenzano. Ho 79 anni, sono in pensione ma grazie a Dio la salute non mi manca e, quando posso, riesco ancora a dare una mano nella parrocchia di Covo – ci aveva raccontato il giorno prima della cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria -. Come ogni anno andremo a pranzare alla festa degli Alpini. Sarà un momento conviviale che rivivrò con piacere. In serata, poi è stato organizzato un piccolo concerto d’organo con il maestro Paolo Oreni alla chiesetta dell’Assunta in via Misano a me tanto cara”.
Fu proprio don Sesto, infatti, a impegnarsi per il restauro del piccolo Oratorio dedicato alla Madonna e per il recupero degli affreschi del pittore cremonese Tommaso Pombioli.