Cerimonia

A Santa Maria Rossa è nato il “Mast”: racconterà la storia di Treviglio e dei trevigliesi

Taglio del nastro per il Museo Archeologico e Storico realizzato all’interno dell’antica chiesa dei Cappuccini

A Santa Maria Rossa è nato il “Mast”: racconterà la storia di Treviglio e dei trevigliesi
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Un luogo che racconta il passato di Treviglio e dei trevigliesi. Grande emozione per l’inaugurazione del Mast, il Museo Archeologico e Storico all’interno dell’ex chiesa di Santa Maria Rossa. Un edificio antico, che nel corso dei secoli ha avuto i più disparati utilizzi, che è tornato a splendere, ma soprattutto a restituire ai trevigliesi di oggi quello che erano i loro antenati.

Inaugurato il Mast

La cerimonia, riservata alle autorità, ha permesso di toccare con mano l’importante lavoro di riqualificazione che ha anche riportato alla luce reperti che erano ormai sepolti e dimenticati. Un intervento da 3 milioni di euro, uno dei quali messo a disposizione dalla Regione Lombardia.

“Queste pareti erano completamente intonacate – ha esordito il sindaco Juri Imeri, presentando il Mast – Poi, pezzo dopo pezzo, passo dopo passo,  siamo arrivati a questo splendore che ammiriamo stasera. Questo luogo è già entrato nel cuore dei trevigliesi e lo sarà ancora di più dopo averlo aperto. E questo grazie alla straordinarietà dei reperti che custodisce, alla qualità degli allestimenti,  delle scelte che sono state fatte, ma anche alla cura delle esposizioni che sono sicuro sapranno conquistare chiunque passerà di qui. Un museo è un presidio di cultura, è un museo di aggregazione, di democrazia e anche di sapere  – ha proseguito il primo cittadino – E’ un intervento che io rivendico, insieme ai miei compagni di viaggio, con grande fierezza. Anche perché non è un intervento a spot, ma si inserisce in un percorso di valorizzazione della nostra città. La cultura è stata ed è uno dei pilastri fondamentali del nostro percorso amministrativo che ha fatto di Treviglio oggi un punto di riferimento per l’intero territorio, anche sotto questo aspetto”.

L’ara romana

Ad accogliere i visitatori all’ingresso del Mast è stata posizionata un’ara di epoca romana. Un reperto che era stato rinvenuto non lontano da qui da Giuseppe Oggionni, colui a cui è stato intitolato il museo. Un museo che ha visto la luce grazie anche al contributo della Soprintendenza.

“Sono esposti numerosi reperti archeologici ma non solo – ha sottolineato la funzionaria Stefania De Francesco – C’è un racconto che accompagna questi reperti, un racconto che siamo riusciti a scrivere proprio grazie a questi reperti e alle informazioni  che sono state raccolte dai siti archeologici da cui questi reperti provengono. E tutto questo è il frutto del lavoro di decenni, non solo dell’ultimo anno. Un lavoro di monitoraggio, di controllo del territorio, un lavoro di scavo archeologico. E poi ovviamente di restauro, di analisi e di studio di tutti questi siti che ovviamente si portano avanti anche grazie alla collaborazione con altri enti. Ed è tutto questo che ci ha permesso di arrivare a questo risultato, a questo risultato oggi”.

L’emozione della direttrice dei musei cittadini

Tra le persone che il sindaco ha voluto ringraziare per la realizzazione del Mast c’è Elisabetta Ciciliot, direttrice dei musei civici di Treviglio e responsabile dell’ufficio Cultura.

“Più di vent’anni fa mi sono laureata in museologia  – ha raccontato emozionata – e se qualcuno mi avesse chiesto cosa vuoi fare da grande, io gli avrei detto esattamente questo: quello che stiamo facendo oggi. Dirigere un museo, restituire vita a uno spazio culturale, creare connessioni tra le persone e la loro storia particolare con una storia più grande. A essere del tutto sincera, l’archeologia non è esattamente una mia travolgente passione. Eppure lavorando a questo progetto ho capito che non serve essere un archeologo per innamorarsi di quello che l’archeologia custodisce. Quello che mi ha conquistata non sono soltanto i reperti, ma è la possibilità di farli parlare e di restituirli alla comunità e oggi posso davvero dire che non si finisce mai di imparare e che ho coronato quel sogno di giovane studentessa”.

I tesori del museo

A seguire ci sono stati infine gli interventi della consigliera regionale Claudia Terzi e del consigliere provinciale Claudio Bolandrini, che hanno sottolineato l’importanza di investire nella cultura del territorio. Infine la benedizione del parroco monsignor Zaccaria Bonalumi e la scopertura della targa di intitolazione del museo a Giuseppe Oggionni. Sono state poi organizzate delle visite guidate a piccoli gruppi, alla scoperta dei “tesori” del Mast. Dall’ara romana che accoglie i visitatori, si passa una sala dove è presente un tavolo multimediale interattivo che racconta l’archeologia del territorio. Da qui si accede poi a una stanza dove è stata ricostruita una tomba e annesso corredo funerario, ritrovata sul territorio, e dove vengono raccontati i riti funebri dell’epoca. Sempre al piano terra trovano posto un laboratorio in cui i bambini possono improvvisarsi archeologi e la biblioteca civica. Al primo piano i visitatori troveranno reperti di epoca romana sulla vita in campagna e i commerci, un passaggio panoramico sugli affreschi e una sala multimediale. Infine, al secondo e ultimo piano, una sala conferenze, dove ci sarà anche la possibilità di celebrare matrimoni civili.