Mondo animale

Il risveglio selvaggio delle Orobie: l’orso torna in Alta Valle Seriana, “paparazzato” insieme ai lupi

La Polizia Provinciale ricorda a tutti che la parola d'ordine è coesistenza. In caso di avvistamenti è attivo il numero verde 800350035

Il risveglio selvaggio delle Orobie: l’orso torna in Alta Valle Seriana, “paparazzato” insieme ai lupi

Un anno di silenzio, poi il ritorno. Il cuore selvaggio delle Prealpi Bergamasche batte di nuovo a un ritmo antico e potente. L’orso bruno ha rotto gli indugi ed è tornato a calcare i sentieri della nostra provincia. Questa volta ha scelto l’Alta Valle Seriana, per la precisione la conca incontaminata di Vigna Soliva, terra di confine e meraviglia tra i comuni di Valbondione e Gandellino. Non è un fantasma, ma una presenza viva e pulsante, immortalata dall’occhio discreto di una fototrappola posizionata per il monitoraggio della fauna selvatica, dopo che nelle scorse settimane alcune segnalazioni informali avevano già attivato il Nucleo Ittico/Venatorio della Polizia provinciale.

Quel ballo segreto davanti alla telecamera

I video restituiscono immagini di una bellezza magnetica. Si vede il grande plantigrado che si avvicina a un insoglio naturale – una di quelle pozze d’acqua che nel bosco diventano un vero e proprio punto di ritrovo per gli animali – prima per dissetarsi e poi impegnato a “lavorare” alacremente, spostando rami da un punto all’altro con la forza calma che lo contraddistingue.
Ma la magia di quell’angolo di bosco non finisce qui. Quella stessa pozza d’acqua, capace di attirare caprioli e cervi, è diventata il palcoscenico di un incrocio da brividi: poco dopo il passaggio dell’orso, la fototrappola ha catturato il passo felpato di una coppia di lupi. Si tratta di due esemplari del “branco di Gandellino”, lo storico primo nucleo che quattro anni fa certificò il ritorno stabile della specie nella Bergamasca.

Instancabili camminatori: l’identikit dell’ospite

Secondo gli esperti, l’orso immortalato è quasi certamente un maschio sub-adulto proveniente dal Trentino. Un giovane esploratore, un instancabile camminatore che si muove spinto dall’istinto e dalla curiosità, coprendo distanze enormi a dispetto della mole imponente. Probabilmente, una volta raggiunta la maturità sessuale, farà ritorno a casa per la stagione degli amori. Nel frattempo, la sua presenza è un promemoria della fluidità della natura: oggi potrebbe essere già a decine di chilometri di distanza, in un’altra vallata, oppure potrebbe aver deciso di fermarsi ancora un po’ tra i nostri boschi, con il conseguente rischio di predazioni agli apiari o agli animali in alpeggio.

Se per l’orso si tratta di incursioni temporanee, il discorso cambia per il lupo: la sua presenza è in costante espansione e ormai i branchi stabili sulle montagne bergamasche sono quattro o cinque, per una popolazione stimata di circa trenta esemplari. Un numero che spaventa qualcuno, ma che la biologia stessa della specie tiene sotto controllo grazie a rigide regole demografiche interne, capaci di garantire un perfetto equilibrio naturale con le risorse del territorio.

La sfida della convivenza: il ruolo di ognuno di noi

Il ritorno dei grandi carnivori accende inevitabilmente il dibattito, ma la parola d’ordine della Polizia provinciale e di Regione Lombardia è una sola: coesistenza. Una convivenza possibile tra la natura selvaggia e le attività umane – dagli allevatori agli escursionisti – che si costruisce giorno dopo giorno attraverso il monitoraggio e la collaborazione.

“È fondamentale anche il contributo di ogni cittadino – afferma Matteo Copia, comandante della Polizia Provinciale – che attraverso le proprie segnalazioni, gli avvistamenti diretti o indiretti come quello del caso di specie effettuato da un privato che collabora con la Polizia provinciale, le denunce di predazione, consente l’espletamento di tutte le procedure previste per garantire un’efficiente attività di controllo e il risarcimento dei danni derivanti dalla presenza dei Grandi Carnivori”.

La vicinanza delle istituzioni al territorio si traduce anche in un supporto pratico immediato in caso di danni alle attività economiche o ai privati: “Invitiamo chiunque dovesse subire danni derivanti dalla presenza di lupo e orso a segnalare tempestivamente l’evento alla nostra Sala Operativa (numero verde 800350035) senza toccare gli animali predati: il nostro personale effettuerà tempestivamente i sopralluoghi e gli accertamenti di rito, supportando anche il danneggiato nelle pratiche per l’indennizzo dei danni subiti cui hanno diritto tutti i cittadini e non solo gli imprenditori agricoli e zootecnici”, ha concluso.

Vademecum per escursionisti responsabili

Le Orobie si confermano una terra viva, scrigno di biodiversità. Per chi frequenta i sentieri in cerca di bellezza, dal Comando di Via Tasso arrivano poche ma fondamentali regole d’oro per vivere la montagna in sicurezza e nel rispetto dei suoi abitanti più nobili: “Agli escursionisti o a chiunque dovesse imbattersi nella presenza di lupo od orso chiedo di adottare comportamenti responsabili evitando di avvicinarsi agli animali, evitando di lasciare fonti alimentari o cibo, ma facendo semplicemente notare la propria presenza, per esempio battendo le mani o alzando il volume della voce e allontanandosi senza fretta in direzione opposta”.