I dati dell'Osservatorio

Turismo nella Bergamasca: il Covid fa registrare un -60% di arrivi

Più turisti italiani e soggiorni più lunghi: si preferiscono le Valli e l'area del Sabino.

Turismo nella Bergamasca: il Covid fa registrare un -60% di arrivi
Treviglio città, 23 Ottobre 2020 ore 11:05

Un’estate da dimenticare. Lo avevano annunciato e i dati relativi ai mesi estivi del 2020 non hanno fatto altro che confermarlo. Nella Bergamasca il turismo è calato drasticamente con un -60% di arrivi sull’anno scorso.

Turismo nella Bergamasca

La Provincia di Bergamo, tramite gli Uffici del Turismo e dell’Osservatorio turistico, in stretta collaborazione con Visit Bergamo e l’Agenzia di ricerca e analisi dati INTWIG ha elaborato alcune anticipazioni inerenti l’andamento dei flussi turistici sul territorio bergamasco nell’estate 2020.

La diffusione dei dati è resa possibile dal raggiungimento di elevati tassi di copertura delle comunicazioni da parte delle strutture ricettive attive: 79,9%, di cui 83% del settore alberghiero e 79,5% di quello extra-alberghiero. Il rapporto segue quello diffuso lo scorso luglio, in cui oltre al report definitivo 2019 era stata presentata l’anticipazione del primo semestre 2020.

Arrivi e presenze in netto calo

Si conferma l’impatto negativo dell’emergenza sanitaria sugli arrivi e le presenze del periodo giugno – agosto, che registrano rispettivamente un -60,3% e – 53,5% rispetto all’estate 2019.
Osservando il trend degli arrivi lungo l’arco temporale gennaio – agosto 2020, nonostante si registrino valori assoluti ben al di sotto dei valori registrati nel 2019, si evidenzia a partire dal mese di maggio 2020 un’importante ripresa dei flussi turistici: arrivi maggio – 93,4%; agosto – 43,7%; presenze maggio -87,8% agosto -35,5%.

Turismo domestico e stranieri in calo

Il Covid ha inciso profondamente sul peso del turismo italiano e di quello straniero, a vantaggio del primo: il peso del turismo domestico rispetto a quello straniero risulta nettamente maggiore rispetto al rapporto registrato nel 2019 gli arrivi dei turisti italiani passano dal 53,2% nel 2019 al 77% del 2020 e le presenze dal 57,1% al 79,4%. Anche osservando il trend di crescita sia degli arrivi che delle presenze, da maggio a agosto, il turismo domestico ha una crescita maggiore rispetto a quello internazionale.

Complessivamente nel periodo estivo gli arrivi degli italiani calano del 42,6% e quelli degli stranieri dell’80,5% rispetto all’anno scorso; per
quanto riguarda le presenze il calo è -35,4% per gli italiani e -77,6% per gli stranieri.

Vacanze più lunghe

La durata media del soggiorno è però aumentata sia per gli italiani che per gli stranieri: la tendenza è quella di soggiornare più a lungo nella stessa struttura rispetto allo scorso anno: per gli italiani la media passa da 2,4 giorni di pernottamento a 2,7, mentre per gli stranieri si passa da 2,1 a 2,4 giorni.

Nonostante l’emergenza da Covid anche nell’estate 2020 si conferma il settore alberghiero quello preferito dai turisti (arrivi 60,8%), nonostante il peso del settore extra alberghiero (arrivi 39,2%) risulti in aumento. Rispetto all’anno precedente tuttavia la perdita è maggiore nel settore alberghiero ( arrivi -62,3% presenze -59,2%), rispetto a quello extralberghiero (arrivi -56,9%, presenze – 45,8%).

L’analisi della distribuzione presenze evidenzia un sostanziale pareggio tra i due settori (49,7% dell’extralberghiero contro il 50,3% dell’alberghiero), grazie ad un importante avanzamento della permanenza nelle strutture extra alberghiere rispetto allo stesso periodo dello
scorso anno.

Per quanto riguarda il turismo nazionale, nelle strutture extra alberghiere i segnali di ripresa del mercato sono evidenti, registrando un dato ad agosto molto simile a quello dello scorso anno (solo 2,2% in meno rispetto all’estate 2019). Si allungano, da giugno ad agosto, i tempi di soggiorno. In riferimento al turismo internazionale, gli andamenti dei flussi tra alberghiero ed extralberghiero sono sostanzialmente  analoghi. Anche ad agosto, in entrambi i casi si rilevano perdite oltre il 60% rispetto allo scorso anno.

Si preferiscono le Valli

Scomponendo il dato del -60,3% di arrivi e -53,5% di presenze si evidenziano notevoli differenziazioni sui territori: le Valli Seriana e Brembana e l’area del Sebino hanno raggiunto i risultati migliori registrando ribassi più contenuti con una sostanziale tenuta.

Per quanto riguarda gli arrivi la Valle Brembana registra -30,9%, la Valle Seriana -33,7%, discrete anche le performance del Sebino (-38,1% il Basso Sebino e -43,5% l’Alto Sebino). Per quanto riguarda le presenze, buoni risultati per la Valle Seriana (-35,5%), il Basso Sebino (-35,2%), l’Alto Sebino (-37%) e la Valle Brembana (-38,5%). Osservando le presenze del turismo nazionale, nell’Alto Sebino si osserva addirittura una
crescita dell’11,5%.

Drastica invece la riduzione del turismo in Bergamo città (arrivi – 79,5% e presenze -75,4%) e nella Grande Bergamo (arrivi -67,0%, presenze -64,5%).  In tutti i territori la diminuzione dei flussi turistici colpisce più il turismo internazionale e il settore alberghiero rispetto a quello extralberghiero.

“La situazione resta critica e preoccupante”

“Ringrazio gli Uffici della Provincia per l’importante lavoro di rilevazione dei dati delle strutture Bergamasche svolto in questi mesi difficili – commenta il consigliere provinciale con delega al Turismo Claudio Bolandrini -. Registriamo i segnali di ripresa dell’estate, legati soprattutto ai buoni risultati delle nostre valli, tuttavia alla luce dell’attuale quadro pandemico non possiamo ignorare che la situazione rimanga critica e, per certi aspetti, preoccupante. La consapevolezza dello stato di sofferenza che il turismo bergamasco sta attraversando deve pertanto spronare fin da ora le istituzioni e gli operatori a trovare le risorse e le sinergie necessarie per un rilancio del settore, anche attraverso lo studio e la riorganizzazione di nuovi modelli turistici sostenibili, primo passo per una vera ripartenza”.

La voglia di viaggiare c’è

“I dati presentati oggi confermano lo scenario che ci eravamo prefigurati, ma ci raccontano anche che la voglia di viaggiare è – se mai – più forte di prima. Lo testimonia la ripresa immediata che abbiamo registrato post lockdown, anche se relativa ad un mercato diverso a quello a cui siamo abituati – afferma Christophe Sanchez, amministratore delegato di VisitBergamo – . E’ per questo che, seppure in uno scenario internazionale che si sta nuovamente complicando, credo fermamente nella necessità di continuare a promuovere e comunicare il brand Bergamo e di associarlo ad immagini di bellezza e di rinascita. Dobbiamo essere pronti per quando ripartirà nuovamente il turismo, soprattutto quello internazionale; per questo stiamo lavorando ad una nuova campagna (Fly To Bergamo) in collaborazione con Ascom, Confesercenti e Sacbo dedicata ad incentivare anche questo tipo di mercato.”

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