Cronaca

Lanciarono “molotov” contro la caserma la notte di Capodanno: arrestati cinque minori

Ora, dopo quattro mesi di indagini serrate, cinque degli otto ragazzini che avevano agito in gruppo sono stati arrestati. Due sono residenti in zona

Lanciarono “molotov” contro la caserma la notte di Capodanno: arrestati cinque minori

La notte di Capodanno si erano “divertiti” a lanciare “molotov” preparate artigianalmente contro la caserma dei carabinieri di Vaprio d’Adda e a danneggiare l’auto di un residente dandole fuoco. Ora, dopo quattro mesi di indagini serrate, cinque degli otto ragazzini – tutti minorenni – che avevano agito in gruppo sono stati arrestati. Due di loro sarebbero residenti in zona, nella bergamasca.

Cinque minorenni arrestati

Le indagini, partite la notte di San Silvestro, sono state affidate ai carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Pioltello e della Stazione di Vaprio D’Adda, supportati dai comandi territorialmente competenti delle province di Bergamo e Lecco e sono culminate nell’esecuzione di un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali emessa dal gip del Tribunale per i Minorenni di Milano nei confronti di cinque minori italiani, ritenuti responsabili dei reati di fabbricazione e porto di ordigni incendiari e danneggiamento seguito da incendio.

Lanciarono “molotov” contro la caserma

Quella notte, mentre tutti festeggiavano l’inizio del nuovo anno, il gruppo, formato da otto ragazzi, tutti minorenni, dopo aver preparato degli inneschi con benzina in un distributore, aveva scagliato delle “molotov” contro la Stazione dei Carabinieri di Vaprio d’Adda, causando danni alla struttura, fortunatamente lievi, grazie all’intervento dei militari in servizio in quel momento che avevano prontamente domato le fiamme.

Non paghi, però, durante la stessa notte, in tre avevano dato alle fiamme l’auto di un residente della zona, parcheggiata lungo la strada. Per agevolare l’innesco, avrebbero cosparso all’interno dell’abitacolo del combustibile.

Le indagini dei carabinieri

Gli investigatori dell’Arma, coordinati dalla Procura della Repubblica del Tribunale per i Minorenni di Milano, si sono avvalsi di metodologie d’indagine sia tecniche che tradizionali: sono state eseguite perquisizioni, acquisite sommarie informazioni, svolti molteplici servizi di osservazione, pedinamento e controllo, nonché acquisiti dati open source, esaminati i sistemi di videosorveglianza del territorio, incrociati con i dati di geolocalizzazione gps e contenuti nei dispositivi sequestrati agli indagati. Nella stessa indagine, i carabinieri hanno raccolto prove a carico di un ulteriore minore (non destinatario di misura) ritenuto responsabile di aver colpito con diversi fendenti di arma bianca un cittadino straniero, causandogli lesioni.