La Procura di Bergamo indaga su 27 persone: ai domiciliari Daniele Nembrini e la moglie Luisa Carminati, sequestrati oltre 3 milioni di euro. Nel mirino anche la gestione delle risorse destinate alla formazione professionale.
L’indagine e il sistema sotto accusa
È un’inchiesta che allarga progressivamente il proprio perimetro quella condotta dalla Procura di Bergamo e dalla Guardia di finanza sulla gestione dei fondi pubblici destinati alla formazione professionale in Lombardia. Al centro dell’indagine è finita anche la Fondazione Ikaros realtà attiva nella formazione e collegata al gruppo riconducibile a Daniele Nembrini. Lo scorso 18 settembre sono scattati gli arresti domiciliari per Nembrini, 58 anni, e per la moglie Luisa Carminati, 56 anni. Complessivamente gli indagati sono 27, mentre per una terza persona è stata disposta una misura interdittiva. Il gip di Bergamo Luca Bonifacio ha inoltre disposto sequestri per oltre 3 milioni di euro. Le contestazioni, a vario titolo, comprendono peculato, truffa ai danni dello Stato, falso in atto pubblico e bancarotta fraudolenta. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, nel solo triennio 2022-2024 le quattro principali fondazioni riconducibili al gruppo avrebbero ricevuto oltre 50 milioni di euro di risorse pubbliche. Una parte di queste somme, secondo l’accusa, sarebbe stata trasferita verso società riconducibili alla famiglia attraverso una rete di movimentazioni finanziarie, prestiti e fatture per prestazioni ritenute inesistenti o sovrastimate.
Le conseguenze sulle scuole
Al di là degli aspetti giudiziari, a preoccupare sono soprattutto le conseguenze concrete sulle persone che ruotavano attorno alle strutture formative. Docenti, personale e famiglie sono infatti rimasti coinvolti nella crisi delle realtà riconducibili a Ikaros, mentre la continuità dei percorsi scolastici ha richiesto l’intervento di nuovi enti gestori. È proprio su questo fronte che interviene Federconsumatori Bergamo e Milano. L’associazione sottolinea come la formazione professionale rappresenti un servizio pubblico essenziale e chiede che le vicende giudiziarie non ricadano sugli studenti. In particolare, viene salutata positivamente la ripartenza dei corsi affidati ai nuovi gestori per circa 1.300 ragazzi delle ex scuole Ikaros di Grumello del Monte, Calcio, Trezzano sul Naviglio e Buccinasco. La richiesta, però, è che la continuità non sia soltanto formale. Federconsumatori chiede: “informazioni chiare e tempestive” e ribadisce la necessità di un confronto con Regione Lombardia, già richiesto nei mesi scorsi, per tutelare il diritto allo studio e conoscere gli esiti dei controlli sugli enti accreditati.
“Restiamo al fianco delle famiglie”
Il passaggio più diretto del comunicato riguarda proprio le famiglie che hanno sostenuto spese e che oggi chiedono risposte. Federconsumatori fa sapere di essere pronta a valutare una costituzione di parte civile nell’eventuale procedimento penale e invita chiunque abbia sostenuto costi legati alle attività delle strutture coinvolte a rivolgersi agli sportelli dell’associazione. Il procedimento, va ricordato, è ancora nella fase delle indagini preliminari e per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Intanto, mentre l’inchiesta giudiziaria prosegue e gli investigatori ricostruiscono i flussi di denaro e i rapporti tra fondazioni e società, resta aperta la questione più immediata: garantire a studenti, famiglie e docenti la possibilità di proseguire il proprio percorso senza subire ulteriori conseguenze dalla crisi delle realtà coinvolte.