cronaca

Addio a Sigfrido Corciulo, artista e anima culturale di Rivolta: aveva 82 anni

Originario del Salento, aveva trasformato la passione per l'arte in una parte fondamentale della sua vita, distinguendosi come pittore, scultore, scrittore e poeta.

Addio a Sigfrido Corciulo, artista e anima culturale di Rivolta: aveva 82 anni

Rivolta saluta Sigfrido Corciulo, morto a 82 anni. Originario del Salento, aveva costruito a Rivolta un forte legame con la comunità, distinguendosi per le sue passioni artistiche, la scrittura, la conoscenza delle lingue e l’amore per il dialetto rivoltano.

Addio a Sigfrido Corciulo, artista dalle mille passioni

Aveva 82 anni ed era diventato, a tutti gli effetti, uno dei volti più conosciuti e apprezzati della comunità rivoltana. È morto venerdì pomeriggio Sigfrido Corciulo , un uomo ricordato da chi lo ha conosciuto come una persona perbene, curiosa, appassionata e capace di coltivare fino in fondo le proprie passioni. Originario del Salento, Sigfrido aveva lasciato giovanissimo la sua terra per intraprendere il lavoro, arrivando a dedicarsi all’attività di saldatore e vivendo anche esperienze all’estero. Ma nel corso degli anni aveva trasformato quel mestiere in qualcosa di molto più grande, mettendo manualità e creatività al servizio dell’arte. A ricordarlo è stato soprattutto Ivan Losio, ex presidente della Consulta della cultura ed ex vicesindaco, che con Sigfrido ha condiviso conversazioni, iniziative culturali e momenti di amicizia. Nel suo ricordo emerge il ritratto di un uomo profondamente legato a Rivolta, nonostante le sue origini fossero migliaia di chilometri di distanza. “Non si è ingegnato a fare solo il pittore e lo scultore, ma si è distinto anche nell’arte di modellare i metalli: mostrava sempre con orgoglio la fotografia di un Cristo Risorto alto tre metri benedetto nientemeno che da San Giovanni Paolo II. Scriveva romanzi, stendeva racconti e componeva poesie. Andava orgoglioso del suo nome di battesimo, nobile e altisonante, che riporta all’antica saga dei Nibelunghi oltre che alle grandiose opere musicali di Wagner: alcune di queste le sapeva a memoria. Parlava fluentemente il tedesco, il francese e di recente si era appassionato di spagnolo”. Una vita, dunque, attraversata da tante passioni e da una curiosità che non sembrava conoscere l’età. Pittore, scultore, artista del metallo, scrittore e poeta: Sigfrido aveva trovato nell’arte uno spazio nel quale esprimere la propria creatività e raccontare il mondo attraverso il suo sguardo.

L’amore per il dialetto e il legame con Rivolta

E tra le sue particolarmente passioni ce n’era una cara alla comunità rivoltana: il dialetto. Non si limitava a conoscerlo, ma aveva scelto di studiarlo, esercitarsi e mettersi alla prova davanti al pubblico. Indimenticabili erano infatti le sue partecipazioni alle serate dedicate al dialetto rivoltano, durante le quali si divertiva a leggere e recitare i testi con grande impegno, sfoggiando i progressi fatti nel tempo. Il tutto con quell’accento pugliese che non aveva mai perso e che rendeva ancora più riconoscibili e coinvolgenti le sue esibizioni. Proprio questo intreccio tra le radici salentine e l’amore per Rivolta racconta forse meglio di ogni altra cosa chi fosse Sigfrido. Un uomo capace di portare con sé la propria terra d’origine senza smettere mai di sentirsi parte della comunità che lo aveva accolto. Il ricordo di Losio restituisce così il ritratto di una persona che ha saputo lasciare una traccia non soltanto attraverso le opere realizzate, ma anche attraverso le relazioni, le conversazioni, la cultura e quella voglia di condividere ciò che imparava e amava.