Era stato arrestato dai carabinieri di Martinengo domenica primo novembre, alle 20, dopo una caccia all’uomo cominciata la notte prima, il presunto aggressore di un 39enne di nazionalità marocchina, accoltellato la sera di sabato 31 ottobre in via Derusco. Oggi, giovedì 5 novembre, il Giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto e applicato la misura della custodia cautelare in carcere al 26enne, anche lui marocchino, senza fissa dimora e irregolare sul territorio nazionale, con precedenti per spaccio di stupefacenti.
Aggredisce un connazionale a coltellate: arresto convalidato
Una notte horror davvero quella di Halloween in città, e non per le maschere terrificanti di bambini e ragazzi che si sono presentati alla porta di casa recitando la classica formula “dolcetto o scherzetto?”, ma per un fatto di sangue avvenuto intorno alle 22. Quattro fendenti alla schiena, due al torace e uno al braccio di un 39enne, finito all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo in codice rosso. Indagini subito aperte dai militari del Nucleo Radiomobile della Compagnia dei carabinieri di Treviglio, che hanno raccolto la testimonianza del fratello giunto in soccorso e la maglia insanguinata dell’aggredito, quindi hanno ispezionato la zona con le torce, alla ricerca dell’arma da taglio (non ritrovata) e delle tracce di sangue, rinvenute abbondanti nei pressi e sopra un vicino ponticello sulla roggia che costeggia la perpendicolare via Piani.
I colleghi della stazione di Martinengo hanno invece battuto palmo a palmo le vicine campagne, anche in territorio di Ghisalba, coordinati dalla Procura della Repubblica di Bergamo, sulla base di un identikit fornito dalla stessa vittima che, fortunatamente, non è in pericolo di vita, e che ha permesso di identificare un soggetto noto alle Forze dell’ordine, nullafacente e presente sul territorio comunale da alcuni mesi, con qualche precedente per spaccio di droga. Il 39enne ha sostanzialmente confermato la versione data nell’immediato anche da suo fratello: un tentativo di rapina finito male. Versione che però non convince gli inquirenti che stanno lavorando per stabilire con chiarezza la dinamica dell’agguato. Dopo serrate ricerche, i militari hanno rintracciato il presunto aggressore in un campo, con ancora addosso i vestiti sporchi del sangue riconducibile all’aggressione. Al termine delle formalità di rito, il ragazzo è stato tradotto nel carcere di Bergamo, e oggi, giovedì 5 novembre, è arrivata la convalida del fermo da parte del Giudice per le indagini preliminari. L’accusa è di tentato omicidio.
La minoranza attacca: “Episodio gravissimo”
Durissimo il commento del capogruppo dell’opposizione Mario Seghezzi sulla vicenda.
“Riteniamo che l’episodio sia di una gravità senza precedenti – ha detto – Il decoro e la sicurezza della nostra cittadina stanno avendo un inesorabile declino e ciò che ci lascia del tutto interdetti è l’impotenza dell’Amministrazione nell’applicare misure di prevenzione idonee. Dai ripetuti furti che hanno deturpato il cimitero, al disagio dei cittadini costretti a convivere con schiamazzi e risse in centro, alle segnalate situazioni di spaccio e alle raccolte firme come nel caso dell’individuo che ha deciso di denudarsi nei pressi della chiesa, nessuna iniziativa di spessore è stata realizzata”.
Un fiume in piena l’ex sindaco.
“Viviamo ormai solo di proclami e slogan elettorali, si parla di telecamere e di interventi sul territorio ma la realtà è che sindaco e assessori sono presenti solo quando c’è da apparire davanti ai riflettori – ha continuato – Siamo fortunati ad avere un sempre eccellente e pronto intervento da parte della stazione dei carabinieri ma è meglio prevenire che curare. Il nostro ringraziamento va anche alla Polizia locale che, pur trovandosi sotto organico, fa ciò che può con i mezzi e gli orari che gli sono concessi. Auspichiamo una presa di posizione decisa e basata sull’azione da parte di chi ci amministra e soprattutto dall’assessore alla Sicurezza (Fabrizio Plebani ndr.), ricordando che la metà del mandato amministrativo è quasi arrivata e delle promesse fatte, soprattutto in materia di sicurezza, non se ne vede nemmeno l’ombra”.