Cronaca

Sgominata la banda dei furti da mezzo milione in tabaccherie e sale slot

Nel mirino era finita anche una rivendita di Cologno al Serio. Il blitz, scattato lo scorso 29 ottobre, ha portato alla scoperta di un magazzino a Verdello

Sgominata la banda dei furti da mezzo milione in tabaccherie e sale slot
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Sfondavano i muri a martellate, neutralizzavano i sensori di sicurezza spruzzando sostanze coprenti e si muovevano su auto rubate e pulite per depistare le forze dell’ordine. È arrivata al capolinea l’organizzazione criminale di italiani e rumeni che ha messo a segno almeno quindici colpi tra le province di Lecco, Bergamo, Milano e Monza, fruttando circa mezzo milione di euro tra sigarette, “Gratta e vinci” e contanti delle slot machine. L’operazione dei carabinieri di Merate ha portato all’esecuzione di undici misure cautelari ordinate dal gip di Lecco, di cui tre risultano ancora latitanti.

Nel mirino tabaccherie e sale slot

L’inchiesta è partita dopo l’incursione del 7 marzo 2025 a Monticello Brianza, rivelandosi la pista d’origine di una lunga catena di furti. Gli investigatori hanno ricostruito una mappa fitta di colpi che ha toccato diversi comuni lombardi. Tra questi figura anche Cologno al Serio, preso di mira il 5 agosto, all’interno di una raffica estiva di incursioni che ha interessato anche Milano, Zibido San Giacomo e Monza.

I sopralluoghi avvenivano di giorno, con i componenti della banda che fingevano di essere normali clienti per studiare la posizione di telecamere e allarmi. Di notte entravano in azione comunicando tramite walkie-talkie per non lasciare tracce telefoniche. La gestione della refurtiva era orchestrata nei minimi dettagli: un ruolo chiave era affidato alle donne del gruppo, incaricate di grattare i biglietti rubati e riscuotere i premi in varie tabaccherie del territorio. Parte della merce sottratta veniva poi stoccata in depositi strategici per la rete di ricettazione: uno dei magazzini principali si trovava a Verdello, dove i militari hanno recuperato ulteriore refurtiva. Un secondo deposito è stato individuato a Cinisello Balsamo, assieme a una tabaccheria usata come punto vendita illegale, portando al sequestro di circa 300 chili di tabacchi per un valore di 350mila euro.

“Siamo di fronte a un livello alto di criminalità, non a soggetti che si aggregano occasionalmente – ha commentato il procuratore capo di Lecco, Ezio Domenico Basso – Seppur rudimentale, avevano impiantato un’attività criminale redditizia, strutturata e ripetuta nel tempo”.

Spray sugli allarmi e pareti prese a martellate

Sulle modalità di indagine è intervenuto il comandante provinciale dei Carabinieri di Lecco, Nicola Melidonis. Tutto comincia il 7 marzo 2025, con un furto ai danni di un bar-tabaccheria di Monticello Brianza: “Da quell’episodio gli accertamenti si sono estesi a una serie di incursioni ai danni di tabaccherie e sale slot, con l’obiettivo di sottrarre soprattutto tabacchi, Gratta e vinci e denaro contenuto nelle macchinette”. L’attività si è sviluppata grazie ad attività tecniche di pedinamento e di osservazione classiche che vengono svolte in questi casi.

Il comandante della Compagnia di Merate, capitano Giovanni Casamassima, ha completato il quadro dell’organizzazione precisando che alcuni casi, come a Monticello, per neutralizzare i dispositivi di sicurezza, avrebbero spruzzato una sostanza in grado di coprire i sensori degli allarmi. Per entrare nei locali, inoltre, i presunti autori non avrebbero esitato nemmeno a sfondare le pareti a colpi di martello.

Blitz all’alba, una ventina gli indagati

Il blitz, come illustrato giovedì 29 ottobre 2026, nella sede del Comando provinciale dei carabinieri di Lecco, è scattato all’alba. I militari del Comando provinciale dei carabinieri di Lecco, con il supporto delle Compagnie di Monza, Treviglio, Pioltello e Sesto San Giovanni, hanno dato esecuzione ai provvedimenti emessi dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecco, al termine di un iter giudiziario che ha previsto anche gli interrogatori preventivi introdotti dalla riforma Cartabia. Nove le persone rintracciate, tra cui quattro sottoposte alla misura cautelare in carcere, due sottoposte alla misura cautelare degli arresti domiciliari e tre sottoposte all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per il reato di associazione per delinquere.