Consiglio comunale

Data Center, scoppia la polemica in Aula a Treviglio. Tura: “Chiediamo una regia sovracomunale”

I consiglieri di opposizione sono preoccupati dall’eventuale realizzazione di due impianti in città

Data Center, scoppia la polemica in Aula a Treviglio. Tura: “Chiediamo una regia sovracomunale”
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L’interpellanza sui data center a Treviglio finisce in polemica. In Aula c’è stato lo scontro tra la capogruppo di opposizione Matilde Tura e la maggioranza, rea di sottovalutare l’impatto che questo tipo di impianti rischia di avere sul territorio. La consigliera dem aveva chiesto conto delle osservazioni del Comune sul progetto del data center che dovrebbe sorgere sulle ceneri dell’ex tipografia “Eurogravure” in via della Costa (nella foto di copertina, ndr). Inoltre, vista la previsione di un altro impianto simile nella Mezzaluna, Tura ha chiesto che venissero quantificati gli impatti cumulativi delle due strutture.

Data Center

Quesiti ai quali ha risposto l’assessore all’Urbanistica Alessandro Nisoli.
L’assessore all’Urbanistica Alessandro Nisoli
“Sul piano energetico – ha spiegato –  il Comune  ha chiesto un bilancio dettagliato dei consumi, il contributo effettivo dell’impianto fotovoltaico, la valutazione degli effetti sulla rete elettrica locale e la stima delle emissioni annue di CO2, con le relative mitigazioni e compensazioni”. Per quanto riguarda le risorse idriche, Nisoli ha riferito che è stato chiesto “di quantificare i fabbisogni, chiarire le modalità approvvigionamento e valutare gli eventuali effetti dei pozzi sulla falda”, mentre sul tema del  calore, è stato chiesto “di valutare gli impatti microclimatici, con particolare attenzione alle aree verdi e al corridoio della Roggia Vailata, nonché le possibilità di recupero del calore”. “Inoltre – ha aggiunto l’assessore – abbiamo richiesto  prescrizioni in materia di rumore, collaudo acustico, orari dei test dei generatori e traffico di cantiere, unitamente a un piano di monitoraggio ambientale rafforzato con azioni correttive”. Per quanto concerne gli effetti cumulativi con un ipotetico data center nella Mezzaluna, Alessandro Nisoli ha fatto notare che “a oggi non è pervenuta alcuna istanza per l’insediamento in quell’area. In assenza di una proposta progettuale, mancano gli elementi per una valutazione cumulativa”.

L’opposizione attacca

Le risposte non hanno però soddisfatto Matilde Tura.
data center
Matilde Tura, capogruppo del Pd
“Il Masterplan della Mezzaluna è stato approvato con la  previsione di un data center di 78 mila metri quadrati – ha replicato la capogruppo di minoranza –  In via della Costa sorgerà un impianto di 100 mega watt, che consuma energia come una città 300 mila abitanti, quindi 10 volte Treviglio. I documenti pervenuti sono però altamente deficitari e su questo noi abbiamo chiesto garanzie che dopo un anno e mezzo non sono ancora arrivate. Tra queste c’era anche quello di avere una visione di insieme con prospettive sovracomunali. Se si fa questo data center allora deve essere cancellato  quello previsto nel Plis (Parco locale di interesse sovracomunale, ndr) ad Arcene. Invece nessuna richiesta in tal senso e nessuna regia da parte del Comune epicentro della Bassa bergamasca, che è di centrodestra, in una Provincia di centrodestra e in una Regione di centrodestra. Noi siamo contrari al consumo di suolo e quindi chiediamo che il masterplan venga rivisto con l’eliminazione dell’ipotesi di data center su suolo agricolo. Vogliamo garanzie dal punto di vista ambientale che oggi non possono essere valutate. E siamo irremovibili sulla necessità di comportarsi da epicentro del territorio non solo sulle cose che fanno comodo, ma anche su pianificazione”.

Il siparietto

Durante la discussione, c’è stato un piccolo siparietto tra il presidente del Consiglio Andrea Cologno, il pubblico e la stessa Tura. Mentre Cologno dava lettura dell’interpellanza, uno spettatore ha chiesto di parlare più lentamente. Il cittadino è stato però redarguito dal Presidente e invitato a non parlare. Lo stesso Cologno ha poi richiamato all’ordine anche il consigliere di maggioranza Giancarlo Fumagalli, che stava discutendo con il cittadino in questione. “La invito al silenzio, il signore è stato già messo al suo posto”, ha detto. Un’affermazione che Tura ha poi definito “infelice” in un contesto come il Consiglio.