Istituito un Centro del riuso all’interno della piazzola ecologica di Urgnano, il servizio partirà a novembre. Approvato in Aula il regolamento per la gestione e il funzionamento.
Un nuovo servizio per la comunità all’insegna della solidarietà e della tutela dell’ambinete
A presentarlo nel Consiglio comunale di martedì 20 ottobre è stato il sindaco Marco Gastoldi.
“Il testo del regolamento è stato presentato e discusso in consulta Territorio e Ambiente il 15 ottobre – ha esordito il sindaco – Il servizio rientra nella proposta tecnica fatta dal gestore, la società ‘Aprica’ in sede di gara, quindi non ha costi strumentali né di gestione. La Direttiva europea sui rifiuti mette al primo posto la prevenzione, cioè pensare a ridurre i rifiuti prima ancora di doverli smaltire e in Italia il Dlg 152 del 2006 consente ai Comuni di individuare spazi dove i cittadini possono donare beni di loro proprietà, usati ma ancora funzionanti e non più utilizzati, affinché possano essere messi a disposizione di altre persone che ne hanno bisogno gratuitamente, promuovendo così la solidarietà, il riutilizzo e la riduzione degli sprechi”.
Quindi ha precisato le tre finalità del regolamento.
“Ridurre la produzione di rifiuti contrastando la cultura dell’usa e getta – ha affermato – diffondere una cultura del riuso fondata sulla tutela dell’ambiente e sulla solidarietà tra i cittadini, infine prolungare la vita dei beni oltre le necessità del primo proprietario in modo da ridurre i rifiuti da trattare o smaltire. Il Centro del riuso è una infrastruttura presidiata da un operatore al servizio della comunità, che intercetta i beni ancora in buono stato, prima che diventino rifiuto”.
Poi ha sottolineato i punti chiave:
“Dal Centro non può derivare alcun lucro né alcun vantaggio, diretto o indiretto, per attività private svolte a fini di profitto – ha concluso Gastoldi – Sono ammessi beni di piccole dimensioni, in buono stato anche dal punto di vista igienico e funzionanti: stoviglie, casalinghi, oggettistica, giocattoli, cd, dvd, lampade, biciclette, articoli per l’infanzia, utensili, attrezzi ecc… Esclusi apparecchi elettrici, elettronici, informatici come smartphone o tablet, abiti, indumenti, scarpe, rifiuti speciali o pericolosi. Possono conferire le utenze domestiche, residenti a Urgnano in regola con il pagamento della Tari. Possono ritirare utenze domestiche e non, con residenza o sede a Urgnano in regola con il pagamento della Tari. Per un utilizzo senza eccessi e ordinato il prelievo è limitato a quattro oggetti al mese per utenza”.
Come funziona
Gastoldi concludendo il suo intervento ha chiarito il funzionamento del Centro del riuso.
“L’operatore valuta il bene in base all’elenco dei materiali ammessi e al suo stato – ha spiegato – il cittadino compila una scheda che vale anche come liberatoria, quindi il bene viene inserito nel registro di carico e scarico, etichettato ed esposto. Chi lo ritira firma un modulo che solleva il Comune e il gestore da responsabilità per l’uso che se ne fa. Decorsi almeno 30 giorni i beni non richiesti vengono avviati a punti vendita di associazioni e cooperative, sulla base di un protocollo d’intesa oppure ritorna in piazzola. Il gestore invia ogni mese la rendicontazione dei beni in entrata e in uscita. Le nostre sono scelte prudenti, per evitare problemi di spazio e sicurezza, ma dopo l’avvio del servizio il regolamento potrà essere aggiornato, ove necessario”.
Il dibattito
Aperto il dibattito, il capogruppo di “Rinnoviamo Urgnano Basella” Giacomo Passera ha chiesto dettagli circa i beni avviati ad associazioni e cooperative.
“Del trasferimento si occupa il gestore e, se dopo i 30 giorni il bene rientra in piazzola, sarà destinato o al recupero del materiale o allo smaltimento come ingombrante” ha chiarito il sindaco.
A prendere la parola è stato anche il capogruppo di Lega-FdI Simone Bonfadini, che invece ha chiesto lumi su come verrà controllata la regolarità del pagamento Tari e delucidazioni sull’operatore, ma anche quali saranno i giorni e gli orari di apertura e se il regolamento, in caso di modifiche, verrà ripresentato in consulta Territorio e Ambiente.
“Il box che ospiterà i beni si trova all’interno della piazzola a cui si accede con la tessera sanitaria – ha replicato ancora Gastoldi – per cui se una persona non è in regola già ora viene disabilitata. L’operatore è individuato dal gestore ed è formato per questa specifica attività. Quanto all’apertura, pensiamo a quattro ore la settimana, il giorno e gli orari saranno decisi in base ai flussi. Circa il regolamento, le modifiche potranno riguardare il tipo di oggetti e la quantità non l’impianto, in ogni caso lo riporteremo in consulta”.
A questo punto Bonfadini ha fatto una considerazione.
“I costi sostenuti da l’”Aprica” ricadono comunque sulla Tari – ha osservato – In ogni caso il box è estremamente piccolo e se la giacenza è di 30 giorni c’è il rischio che si riempia rapidamente, per contro quattro ore di apertura sono poche. L’approccio prudenziale rischia di mettere in difficoltà il progetto”.
Gli stessi dubbi sono stati espressi anche da Passera.
“Non è stato chiesto un servizio in più dal Comune, è una miglioria tecnica proposta dal gestore, uno degli elementi alla gara d’appalto – ha però ribattuto il primo cittadino – nei Comuni del circondario di dimensione simile alla nostra sono previsti lo stesso box e le stesse ore di apertura: dopo un picco nei primi mesi l’affluenza si stabilizza. Ad ogni modo questa è una fase di sperimentazione ma, essendo un servizio strutturato, in base al riscontro che avremo sarà possibile implementare l’offerta nella prossima gara. Il servizio partirà a novembre perché adesso in piazzola sono in corso lavori per le fognature”.
A chiudere gli interventi l’altra consigliera di Lega-FdI Cinzia Testa, che ha suggerito di semplificare il modulo di ritiro.
L’astensione di due gruppi di minoranza
Messo ai voti, l’avvio del nuovo centro di riutilizzo è stato approvato dalla maggioranza e da “Volto Civico”, astenuti Lega-FdI e “Rinnoviamo Urgnano-Basella” che hanno mantenuto le loro perplessità. Un atteggiamento che, a margine della seduta, è stato stigmatizzato dal primo cittadino.
“Mi dispiace che il regolamento non sia stato approvato all’unanimità, soprattutto perché serve ad avviare un servizio che insegna a grandi e piccoli a non buttare ciò che funziona ancora – ha affermato deluso – Le obiezioni sulle dimensioni del container non riguardano il regolamento, che stabilisce come è organizzato il servizio non com’è fatta la struttura. Partiamo con quello che c’è e con l’esperienza e la prossima gara potremo migliorare”.