Partenza in salita per il nuovo asilo nido di Verdellino che torna a scaldare l’atmosfera in Consiglio comunale. A riaccendere la discussione in Aula è stata, mercoledì scorso, l’interrogazione presentata dal gruppo di minoranza “Vivere – La scelta civica” per far luce sulla mancata apertura della struttura, da 48 posti, realizzata grazie ai fondi del Pnrr.
Asilo nido pronto, ma ancora chiuso
Sulla procedura di affidamento in concessione a “Il nido di Giulio Coniglio” pende, infatti, un contenzioso dinanzi al Tar con udienza fissata al 27 gennaio 2027. A presentarlo è stata la cooperativa risultata vincitrice del bando di gara indetto dal Comune, ma successivamente esclusa dal Responsabile unico del progetto Monica Maccarini per alcune anomalie riscontrare nelle procedure di verifica.
La prima udienza, inizialmente fissata al 3 settembre è poi slittata al 23, ha costretto quindi il Comune a ricorrere a una proroga tecnica dell’affidamento al nido “Gianni Rodari” fino al 30 settembre.
“La struttura, già funzionante e dotata di tutte le autorizzazioni, grazie all’incremento consentito del 20%, ha potuto accogliere tutti i bambini iscritti confermando l’adesione alla misura Nidi Gratis e assicurando la partenza regolare del servizio – ha spiegato la funzionaria comunale – Nulla, invece, potevamo fare per il nuovo asilo: non era possibile concederlo in proroga perché non era mai stato affidato a nessuno”.
Il servizio garantito a tutte le famiglie
A fine settembre il Tar ha confermato l’aggiudicazione temporanea al gestore uscente, la Cooperativa Proges, fissando poi l’udienza al prossimo gennaio.
“L’asilo è già stato consegnato – ha proseguito Maccarini – Dal 1°ottobre secondo quanto disposto dal Tar abbiamo proceduto all’aggiudicazione in concessione di tutti e due gli asili, sono state consegnate le chiavi e verrà stipulato il contratto rispettando i termini previsti dal Codice dei contratti pubblici. Solo a quel punto, con la consegna del servizio, la cooperativa potrà potrà procedere con l’acquisto degli arredi e l’accreditamento. A gennaio chiederemo che, a prescindere dall’esito del ricorso, l’attuale Cooperativa Proges possa concludere l’anno scolastico rimandando l’eventuale passaggio a settembre 2027”.
A rispondere in Consiglio alle richieste di chiarimento della capogruppo di “Vivere” Helga Ogliari è stata l’assessore ai Servizi alla persona Paola Franzin.
“Il progetto risponde alla necessità di raggiungere i livelli minimi dei servizi educativi per l’infanzia pari al 33% della popolazione target tra i 3 e 36 mesi inizialmente stimata su dati Istat 2018 (che prevedevano il raggiungimento di 69 posti di nido, ndr) – ha illustrato l’assessore – Nell’ottemperare a questo obbligo abbiamo avuto la possibilità di sfruttare i fondi del Pnrr che ci hanno permesso di realizzare una struttura a costo zero. L’Amministrazione comunale ha deliberato uno schema di convenzione volto ad agevolare i residenti che intendono frequentare asili nidi pubblici o privati accreditati presenti sul territorio dell’Ambito. Ciò non satura i posti disponibili, ma garantisce che vengano conteggiati come posti serviti ai fini della rendicontazione permettendo, quindi, di incassare il contributo previsto. Se in futuro dovessero esserci spazi ancora liberi potranno comunque essere utilizzati per ospitare altri servizi sempre dedicati all’infanzia”.
“La minoranza qui manca di lungimiranza”
Poi, sul piano politico, ha criticato la visione della minoranza.
“Il dovere più alto di ogni Amministrazione comunale è garantire servizi di eccellenza alla comunità pianificando lo sviluppo del territorio con una visione strategica e attenta ai bisogni reali delle persone – ha concluso Franzin – La struttura che abbiamo realizzato non è solo un’opera pubblica, ma un vero e proprio fiore all’occhiello che lasciamo in eredità alle future generazioni e alla loro famiglie. Un intervento che arricchisce il patrimonio del nostro comune e che deve rendere orgogliosa l’intera cittadinanza. Se è pur vero che il confronto tra pareri differenti rappresenta la base della democrazia, ed è sempre legittimo, in questo caso specifico l’opposizione dimostra un’evidente mancanza di lungimiranza. Osteggiare un’opera del genere significa non avere una visione proiettata al futuro soprattutto in un territorio come il nostro, una realtà dalle grandi possibilità che sta vivendo una fase cruciale di evoluzione e rigenerazione urbana”.
Per Ogliari la maggioranza manca di visione strategica
Insoddisfatta Ogliari che ha commentato duramente le parole di Franzin.
“L’Amministrazione comunale ha scelto la strada dello sviamento, dell’evasione e della propaganda politica, incapace di giustificare una clamorosa mancanza di programmazione – ha ribadito Ogliari – I fatti e i documenti contabili raccontano una realtà inattaccabile. L’Amministrazione ha inseguito l’opportunità di finanziamento del Pnrr realizzando una nuova struttura per ampliare la capacità complessiva a 48 posti. Tuttavia, questa decisione è stata presa senza uno studio di fattibilità demografica e senza alcuna analisi dei reali bisogni del territorio”.
Per Ogliari ne sarebbe conferma la mancanza di una data effettiva per la consegna degli arredi e l’accreditamento.
“Il risultato di questa totale assenza di visione strategica è oggi sotto gli occhi di tutti: per l’anno educativo 2026/2027 le domande di bambini residenti a Verdellino sono state appena 24 – ha proseguito – Anziché pianificare il servizio per la comunità, si è corsa la maratona della raccolti fondi pubblici. Le convenzioni con altri Comuni vicini sono state fatte al solo scopo di contare i residenti che vanno altrove per racimolare i contributi Ifel e raggiungere i livelli minimi di servizio e non per promuovere il nostro nido».
Ogliari ha chiuso poi commentando quella cha ha definito una “surreale predica politica”.
“La realtà dei fatti è un’eredità di spese senza servizi – ha replicato la capogruppo di “Vivere” – Parlare di “dovere più alto” e di “visione strategica” di fronte a un’opera mezza vuota e ancora chiusa suona come una beffa per le famiglie di Verdellino. L’opposizione non osteggia i servizi per l’infanzia, ma denuncia l’incapacità amministrativa di gestirli. Quello che l’Amministrazione definisce un “fiore all’occhiello” rischia nei fatti di rivelarsi una cattedrale nel deserto costruita gettando cemento sul giardino del nido: un’eredità di spese di manutenzione, gestione, arredi e contenziosi legali che peseranno sulle tasche dei cittadini per una struttura della quale non si conosce ancora la data d’avvio e che non sappiamo quando, e se, accoglierà mai i nostri bambini”.