Scomparsa a 64 anni, Anna Rita Sacchi lascia un ricordo speciale a Rivolta d’Adda. Originaria della Sardegna, aveva lavorato per anni all’ospedale del paese, costruendo una vita fatta di affetti, discrezione, generosità e piccole passioni quotidiane.
Una vita tra la Sardegna, la famiglia e l’ospedale di Rivolta
Ci sono persone che si fanno ricordare senza bisogno di stare al centro della scena. Persone riservate, che parlano più con i gesti che con le parole, capaci di lasciare un segno attraverso la gentilezza, la disponibilità e quei piccoli momenti quotidiani che, con il tempo, diventano ricordi preziosi. Anna Rita Sacchi era una di loro. Scomparsa mercoledì scorso, all’età di 64 anni, lascia un ricordo affettuoso in quanti l’hanno conosciuta, tra il lavoro all’ospedale di Rivolta d’Adda, la famiglia e la vita di paese. Originaria della Sardegna, Anna Rita arrivò a Rivolta a soli 18 anni, dopo aver conosciuto, a 17, quello che sarebbe diventato suo marito. Un incontro nato sull’isola e destinato a cambiare il corso della sua vita. Nel 1984 i due si sposarono in una piccola chiesetta di Rivolta, dando inizio a un percorso condiviso, costruito sull’affetto e sulla famiglia. Nel 1991 nacque la figlia Viviana. La vita di Anna Rita, però, non è stata privata di dimostrarsi difficili. Nel 1992-1993 si ammalò di leucemia, ma dopo le cure e un trapianto di midollo osseo, riuscirono a vincere la malattia. Non potendo più svolgere le mansioni di prima, lasciò il lavoro infermieristico e venne trasferita in radiologia, dove lavorò come impiegata fino al 2020, anno della pandemia. Un percorso professionale lungo, che l’ha resa un volto familiare per tante persone passate dall’ospedale di Rivolta.
La gentilezza, le passioni e i ricordi di chi le voleva bene
Ma chi l’ha conosciuta davvero conserva soprattutto il ricordo della donna che si nascondeva dietro quella discrezione: gentile, generosa e sempre pronta a dare una mano. “Amava la moda – racconta la figlia – e curava il proprio aspetto con una precisione che non passava inosservata. Sempre impeccabile, ordinata, con gli immancabili occhiali da sole che praticamente non toglieva mai”. E, soprattutto, amava la vita: uscire per un caffè con Viviana, concedersi una cena insieme, magari davanti a un piatto di sushi, oppure trascorrere una serata con il marito e gli amici. Dietro la sua riservatezza si nascondeva anche una disponibilità fuori dal comune. Lo sanno bene gli amici della figlia che “si prenotavano sempre con lei per tornare dalla discoteca perché, a qualunque ora e in qualunque luogo, era l’unica che si fermava per farci mangiare dal paninaro”. E poi c’era la cucina, altro grande talento di Anna Rita. I suoi ravioli erano speciali, “impeccabili e insostituibili. Aveva anche il pollice verde e una grande abilità nel lavorare ai ferri”.
Il legame con la Sardegna e l’amore per le sue cagnoline
La Sardegna, terra d’origine mai dimenticata, continuava a richiamarla. Negli ultimi anni aveva preso l’abitudine di partire in autonomia con la propria automobile, carica di bagagli, per raggiungere i parenti sull’isola. Restava anche un paio di mesi e poi tornava a Rivolta con la macchina ancora più piena, questa volta di cibarie. A casa, poi, c’erano Agatha e Milù, le sue adorate cagnoline, che viziava più di chiunque altro. Anche loro parte di quel mondo fatto di attenzioni, abitudini e piccoli gesti d’amore che rendono speciale la sua quotidianità.