Lavori pubblici

Scuola Primaria, Assanelli boccia l’idea del polo unico avanzata da Lo Faro e Moleri

Continua la discussione sulla Primaria di Fara: il sindaco boccia l'idea di un polo unico e difende la ristrutturazione dell'esistente

Scuola Primaria, Assanelli boccia l’idea del polo unico avanzata da Lo Faro e Moleri
Aggiungi Prima Treviglio alle tue fonti preferite
Scuola Primaria, il sindaco Raffaele Assanelli replica a distanza alla proposta di Lo Faro e Moleri: “Polo unico già vagliato, è un’opzione non percorribile”.

Amministrazione compatta, no al polo unico

A distanza di qualche giorno dalla presentazione, da parte del politico locale e del capogruppo di minoranza, dei due rendering per la realizzazione di un nuovo plesso scolastico adiacente o nei pressi del polo di piazzale Maritain, il primo cittadino di Fara Raffaele Assanelli ha preso la parola per ribadire le ragioni che hanno spinto lui e la sua Amministrazione – compatta nella decisione – a propendere per la ristrutturazione dell’immobile di via Dante, scartando l’ipotesi di una nuova costruzione.
Raffaele Assanelli, sindaco di Fara Gera d’Adda.
“L’opzione del polo unico era stata valutata a suo tempo – ha esordito – L’abbiamo scartata per diversi motivi: al di là dei rendering abbastanza approssimativi e limitati che abbiamo visto nei giorni scorsi, non penso che un immobile simile possa stare in quell’area, togliendo spazio alla vivibilità degli studenti. Uno dei problemi, non indifferente, è quello logistico: il polo si trova infatti in centro storico, e aggiungervi una struttura da 250/280 alunni, con il relativo traffico, è impensabile. Già adesso i parcheggi sono più che stracolmi durante l’ingresso e l’uscita da scuola. Vogliamo intasare ulteriormente il centro?”.
Anche la proposta di un parcheggio a lato avanzata da Moleri è, per Assanelli, di difficile attuazione: “In primis, un parcheggio non è gratis. Quell’area, poi, è solo in piccola parte comunale: ne andrebbe acquistata la parte restante, da urbanizzare, e a che pro? Senza contare l’effetto che un nuovo plesso avrebbe su servizi come il Piedibus, che andrebbe sicuramente ad esaurirsi aumentando ulteriormente il traffico veicolare sulle scuole”.

E l’immobile di via Dante?

Ultimo ma non meno importante, il nodo legato all’immobile di via Dante, che andrebbe comunque recuperato e reindirizzato a un nuovo utilizzo: “Si tratta di un edificio tutelato dalla Soprintendenza: è impossibile spostarvi uffici o archivio comunale senza efficientarlo energeticamente o metterlo in sicurezza a livello antisismico con un grosso intervento. Senza contare i costi di aver due sedi, una per la parte amministrativa e una per quella tecnica e degli uffici. In via Dante abbiamo un edificio pubblico da valorizzare, e ciò ci dà la possibilità di provare ad accedere ai contributi del Gse, che invece non avremmo con una nuova costruzione”.
Queste sono solo alcune delle motivazioni che han spinto Assanelli e i suoi a propendere per la ristrutturazione, da perseguire mediante il partenariato pubblico-privato più volte motivato dalla stessa Amministrazione. In tal senso, la maggioranza spera di portare l’approvazione del pubblico interesse in Consiglio già nel mese di novembre, o comunque appena saranno stati completati i passaggi formali ad essa propedeutici.
“Come più volte ribadito, lo strumento del partenariato è quello che responsabilizza maggiormente l’operatore privato. Il Comune inizierà a versare il canone annuo, della durata ventennale, solo una volta che la scuola sarà stata ristrutturata e di nuovo a servizio degli studenti. Si suppone che ciò avvenga nel 2029. Da qui ad allora, dal bilancio si libereranno risorse in parte corrente per l’ammontare di 325 mila euro l’anno tramite l’estinzione di mutui attualmente in essere ma prossimi all’essere saldati”.