Verso il Consiglio comunale

Data Center, progetto sospeso a Treviglio: l’opposizione chiede spiegazioni

Martedì prossimo, 13 ottobre 2026, verrà discussa l’interpellanza presentata da Matilde Tura (Pd)

Data Center, progetto sospeso a Treviglio: l’opposizione chiede spiegazioni
Aggiungi Prima Treviglio alle tue fonti preferite

L’argomento Data Center torna a far discutere il Consiglio comunale a Treviglio. Nella prossima seduta di martedì 27 ottobre 2026. la capogruppo del Pd Matilde Tura presenterà infatti un’interpellanza per chiedere informazioni sul progetto di realizzazione di un impianto sulle ceneri dell’ex maxi tipografia di via della Costa, al Pip1 (nella foto di copertina).

Il progetto Data Center

Un insediamento che era stato approvato dal parlamentino trevigliese nel giugno del 2025, con un accordo con la società proponente che prevedeva il riutilizzo dell’edificio dismesso di 43.000 metri quadrati, senza quindi un nuovo consumo di suolo, e un’entrata straordinaria nelle casse del Comune di 3 milioni di euro grazie all’estinzione dell’asservimento pubblico di parcheggio nelle pertinenze dell’edificio.

“In quell’occasione, noi consiglieri di opposizione avevamo sottolineato la necessità di adottare un’ottica di visione territoriale d’insieme, al fine di favorire il più possibile il risparmio di suolo e la tutela di aree di valore ambientale – ha spiegato Tura – Questo per evitare in modo categorico situazioni a nostro giudizio inaccettabili, come il caso di Arcene, che decise di destinare delle aree con vincolo ambientale, poi rimosso per l’occorrenza, a Data center, e analogamente ciò che ha successivamente deciso il Comune di Treviglio stesso, approvando il Masterplan della Mezzaluna con la previsione di destinare 78.000 mq di suolo vergine di massimo valore agricolo a Data center. Inoltre – ha proseguito Matilde Tura – avevamo evidenziato come fosse imprescindibile garantire la sostenibilità ambientale della struttura, con particolare riferimento alle emissioni di CO2 e di calore, all’utilizzo della risorsa idrica e al consumo di energia, attraverso richieste e prescrizioni stringenti nelle opportune fasi dell’iter amministrativo”.

data center
Matilde Tura, capogruppo del Pd

Procedura sospesa

Dall’interpellanza presentata dall’opposizione è poi emerso che sul portale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, nella sezione dedicata, lo stato attuale della procedura in oggetto è “sospesa su richiesta del Proponente”, e che la commissione tecnica Via-Vas, Regione Lombardia, Istituto Superiore di Sanità, Ats Bergamo e Arpa hanno richiesto integrazioni su molteplici aspetti: emissioni dei generatori, inquinanti, rumore, utilizzo di pozzi e falda, impatto sulla salute pubblica e valutazione dell’impianto in un’ottica di insieme a livello territoriale, esaminando gli impatti cumulativi di tutti gli impianti in previsione. Da qui l’interpellanza alla Giunta per riferire se le richieste poste dai consiglieri comunali di opposizione all’epoca, siano state trasmesse agli enti competenti. Inoltre, Tura vuole anche capire in che modo il Comune intenda quantificare e valutare gli impatti cumulativi della struttura e di ulteriori insediamenti di data center previsti nell’area trevigliese, come quelli previsti nel Masterplan della Mezzaluna, e nel territorio della Bassa Bergamasca