Cronaca

Antegnate, vandalizzato il murale dedicato ai quattro amici scomparsi

L’opera di Ant-Art era stata inaugurata ad agosto al Parco dei Fontanili per trasformare il dolore in memoria e partecipazione.

Antegnate, vandalizzato il murale dedicato ai quattro amici scomparsi

Al Parco dei Fontanili di Antegnate il murale dedicato ad Afro, Paolo, Renato e Stefano è stato danneggiato e l’associazione Ant-Art reagisce con un duro messaggio affidato ai social.

Un gesto che ferisce la comunità

Non è soltanto un’opera d’arte danneggiata. È un pezzo di memoria collettiva che qualcuno ha deciso di colpire. Il murale realizzato dall’associazione Ant-Art al Parco dei Fontanili di Antegnate, dedicato a quattro giovani del paese scomparsi prematuramente, è stato infatti vandalizzato. Un gesto che ha suscitato amarezza e rabbia tra i promotori di un progetto nato proprio con l’obiettivo opposto: trasformare il dolore in un segno di unione e partecipazione. La reazione dell’associazione non si è fatta attendere ed è arrivata attraverso i propri canali social, con parole molto dure rivolte agli autori del gesto.

“Con la consapevolezza che la rabbia arriva e le parole vorrebbero uscire immediatamente.- hanno scritto i referenti Ant Art sulla pagina Facebook dell’associazione -Un atto così stupido e allo stesso tempo provocatorio. Con questo comportamento privo di buon senso, avete danneggiato il patrimonio, non avete rispettato le regole del vivere civile e sfidato un’intera comunità, fatta di associazioni, volontari e persone profonde che non hanno alcuna voglia di annegare in mare di superficialità. Essere genitori è uno dei viaggi più intensi che la vita ci affida, i bambini non arrivano con un manuale ma, a volte, i figli diventano ingestibili perché i genitori non governano se stessi”.

Quel murale nato dal dolore

L’opera aveva visto la luce nell’ambito del progetto “Arte per la Memoria”, promosso da Ant-Art, Antegnate Arte e Cultura. L’inaugurazione si era svolta il primo agosto al Parco dei Fontanili, dopo un percorso che aveva coinvolto associazioni, volontari e cittadini. Al centro del progetto c’erano i nomi di Afro, Paolo, Renato e Stefano, quattro antegnatesi scomparsi tragicamente e rimasti nel cuore della comunità. Il murale non era stato pensato semplicemente come decorazione urbana. L’intento era quello di rendere visibile un ricordo, trasformando una ferita privata e collettiva in un’opera capace di parlare a tutto il paese. Un luogo pubblico diventava così uno spazio di memoria condivisa, dove l’arte assumeva una funzione sociale: ricordare, unire e trasmettere alle generazioni future la storia di quattro giovani.

«Avete sfidato un’intera comunità»

Ed è proprio questo significato a rendere ancora più pesante, secondo Ant-Art, quanto accaduto. Nel messaggio l’associazione non parla infatti soltanto di patrimonio danneggiato, ma di una comunità che si sente colpita nel suo insieme: quella fatta di persone che hanno messo tempo, energie e sensibilità in un progetto nato per lasciare un segno positivo ad Antegnate. La realizzazione del murale era stata accompagnata da iniziative di solidarietà e da una forte partecipazione popolare. La precedente iniziativa “Arte per la Memoria”, organizzata dall’associazione, aveva raccolto oltre 400 persone, confermando la capacità del progetto di coinvolgere realtà diverse del paese e di trasformare il ricordo in partecipazione. Ora, dopo il vandalismo, resta una domanda che va oltre il danno materiale: come si può costruire una comunità se ciò che nasce per ricordare, unire e dare valore a un luogo viene trattato con superficialità? È questo, più ancora della vernice rovinata, ciò che Ant-Art affida alle proprie parole e alla riflessione di tutti.