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Covo, successo per la 39esima Sagra del raviolo nostrano

Quattro giorni tra tradizione, Medioevo, cultura e spettacoli hanno richiamato nel borgo numerosi visitatori

Covo, successo per la 39esima Sagra del raviolo nostrano

Da venerdì 9 a lunedì 12 ottobre 2026 Covo ha ospitato la 39esima Sagra del raviolo nostrano e la 12esima edizione del Medioevo covese, con un ricco programma di iniziative che ha animato il paese e coinvolto la comunità.

Una tradizione che si rinnova

È stato un fine settimana all’insegna della tradizione, della cultura e della partecipazione quello vissuto a Covo da venerdì 9 a lunedì 12 ottobre 2026, dove la 39esima Sagra del raviolo nostrano è tornata a essere protagonista. Un appuntamento ormai consolidato, capace anche quest’anno di richiamare numerosi visitatori e di coinvolgere la comunità. La sagra si è intrecciata con la 12esima edizione del Medioevo covese, trasformando il borgo in uno spazio dedicato alle rievocazioni storiche, agli spettacoli, al mercato contadino e agli antichi mestieri. Una manifestazione che ha saputo unire la valorizzazione delle tradizioni locali all’intrattenimento, con una partecipazione particolarmente significativa per tutti gli appuntamenti del programma.

Tra arte e borgo

Non è mancato lo spazio dedicato alla cultura. A Palazzo Minorati è stata allestita la mostra di arte contemporanea «Covone. Ciò che rimane», mentre sabato e domenica il pubblico ha potuto scoprire il borgo, i suoi murales e le sue storie attraverso le visite guidate. Tra gli appuntamenti più attesi c’è stato «Il sacro dono del Colleoni», andato in scena sabato sera tra piazza SS Apostoli e la chiesa parrocchiale. Lo spettacolo ha raccontato una pagina fondamentale della storia di Covo, mettendo al centro la devozione della comunità per San Lazzaro e la reliquia custodita in paese. L’iniziativa è stata affidata a deSidera Teatro, con la supervisione di Walter Spelgatti e la direzione artistica di Tiziano Ferrari, in collaborazione con Spaz10 Teatro per la parte teatrale. La regia si è confrontata nuovamente con la drammaturgia originale scritta da Giampiero Pizzol nel 2024 proprio per questa speciale occasione.

Quasi cento persone in scena

Lo spettacolo ha rappresentato soprattutto un grande lavoro di comunità. Più di 50 abitanti di Covo sono stati impegnati nella realizzazione dell’evento tra attori e danzatori, insieme a 30 coristi, ballerine e altri interpreti, per un cast complessivo che ha sfiorato i 100 partecipanti in scena. Al centro della rievocazione è tornata la leggenda del miracolo che avrebbe fatto fermare il cavallo del grande condottiero Bartolomeo Colleoni alle porte di Covo, legando così il destino del piccolo Comune alla reliquia di San Lazzaro, proveniente dalla Francia e ancora oggi custodita in paese. A chiudere i festeggiamenti, domenica sera, è stato lo spettacolo pirotecnico in piazzale Lombardia, che ha salutato una quattro giorni ricca di appuntamenti e di pubblico. La manifestazione, sostenuta dalla Pro loco Covo e dall’Amministrazione comunale, ha confermato ancora una volta la forza di una tradizione capace di coinvolgere l’intero paese e di richiamare visitatori nel segno della storia e dell’identità covese.