Insediamento

L’ingresso del nuovo parroco don Matteo Pini e dei suoi collaboratori

Il sacerdote, che già guida le parrocchie di Arzago e Casirate, nella Unità pastorale avrà come suoi collaboratori don Gabriele Battaini, don Natalino Tibaldini e don Emilio Merisi

L’ingresso del nuovo parroco don Matteo Pini e dei suoi collaboratori

La chiesa parrocchiale gremita, tanta l’attesa per il primo incontro con il nuovo parroco don Matteo Pini. E’ così che ieri, sabato, Calvenzano ha vissuto un importante momento per la sua comunità, che per 17 anni ha avuto in don Franco Sudati la figura di riferimento della parrocchia. Il vescovo di Cremona Antonio Napolioni ha affidato a don Matteo – che da 2021 guida le parrocchie di Arzago e Casirate – anche la parrocchia dei Santi Pietro e Paolo realizzando così una vera e propria Unità pastorale che avrà tre collaboratori: don Gabriele Battaini, che ha fatto ieri il suo ingresso a Calvenzano, don Natalino Tibaldini e don Emilio Merisi.

Don Matteo Pini è il nuovo parroco di Calvenzano

Il primo saluto al nuovo parroco don Matteo Pini sul sagrato della chiesa, davanti al vescovo Napolioni e agli altri sacerdoti arrivati in paese per concelebrare l’Eucaristia lo ha rivolto, a nome dell’intera comunità di Calvenzano, il sindaco Fabio Ferla salutando tra i presenti anche tanti amici sindaci e amministratori.

“A nome dell’Amministrazione comunale e di tutti e tutte le calvenzanesi diamo al Parroco Don Matteo e ai Coadiutori Don Gabriele, Don Natalino e Don Emilio un cordiale benvenuto nel nostro paese che entra cosi a far parte dell’Unità pastorale insieme ad Arzago e Casirate, due paesi a noi vicini, non solo per una questione territoriale, ma anche per una storia comune attraverso l’istituto Comprensivo e l’amicizia che lega le tre Amministrazioni. Sappiamo bene quanto la novità rappresenti un cambiamento significativo e carico di attese, generando forse anche qualche preoccupazione, desideriamo pertanto assicurare la nostra disponibilità, come è avvenuto in questi ultimi diciassette anni, affinché ci sia piena collaborazione nell’interesse della comunità tutta intera. Calvenzano è un paese affezionato alle proprie tradizioni, ma capace di rivederle in una loro attualizzazione; le persone, anche se forse a volte non ne sono consapevoli, sono ispirate da valori cristiani, ad esempio quello della solidarietà, come dimostrano le tante associazioni e cooperative presenti sul nostro territorio. Viviamo in un tempo complesso, che ci interroga quotidianamente e che a volte mette a dura prova la nostra capacità di rimanere uniti, di essere comunità. Siamo spesso connessi, ma non necessariamente vicini; per questo abbiamo bisogno di luoghi e di persone che favoriscano l’incontro, che ci aiutino a rimanere umani. C’è bisogno di speranza, di braccia aperte, di luoghi in cui sentirsi accolti, capiti, amati. Come Istituzioni laiche, assicuriamo la nostra disponibile volontà a proseguire nella collaborazione, nel rispetto dei ruoli e dei rispettivi ambiti, ma nella comunione d’intenti, per il bene comune, per i nostri giovani, per le famiglie e per le persone più fragili o bisognose della nostra comunità”.

Poi dal primo cittadino è arrivato un augurio particolare al nuovo parroco don Matteo.

“Nel ricordare con gratitudine il cammino compiuto insieme a Don Franco, che ti ha preceduto, guardiamo ora con fiduciosa speranza al proseguimento con lo stesso spirito di amicizia e collaborazione – ha concluso il suo saluto Fabio Ferla -. Caro don Matteo, ti chiediamo di camminare in mezzo alla nostra gente, di essere guida saggia, padre paziente, fratello attento. Da parte nostra troverai porte aperte, persone disposte all’ascolto e mani pronte a stringersi per lavorare insieme”.

L’omelia del vescovo Napolioni e il saluto di don Matteo

Compito dei nuovi parroci, nel loro impegno nella Unità pastorale di Arzago, Casirate e Calvenzano, come ha spiegato il vescovo Antonio Napolioni nell’omelia sarà quello di alimentare una fede cristiana che testimoni che l’amore ha sempre l’ultima parola. Coinvolgendo tutti, come recitano le scritture, “i cattivi come i buoni, i vicini e i lontani”.

“Ecco allora il secondo compito di don Matteo e degli altri sacerdoti: essere attenti a tutti, disponibili a tutti, protesi a tutti. Ma ce la faranno da soli? Ad essere in tutti gli ambienti in cui ci sono le famiglie, i laici, i lavoratori, gli adulti, i ragazzi… E allora lo scambio tra parrocchie, l’aiuto tra preti significa rimettere in moto la missionarietà, la capacità di andare a cercare, a incontrare, anche chi non conosce Gesù, sapendo che gli faremo il regalo più bello. Con un pizzico di sfacciataggine, con un pizzico di coraggio in più e con tanto amore”.

Don Matteo Pini conclusa la messa si è così rivolto alla comunità di Calvenzano raccontando come ha vissuto queste ultime settimane.

“​Cercherò di dirvi in pochi istanti quello che sto vivendo in questi giorni e soprattutto come sto rispondendo all’unica domanda che mi sono sentito rivolgere da tantissime persone, più o meno sempre quella: “Don, come faremo? Come farai?”.  E allora ho cercato di darmi una risposta. La prima l’ho cercata nella teologia, perché ho pensato che la Trinità, Padre, Figlio e Spirito, ci potessero un po’ aiutare. Però, siccome non sono un teologo, allora ho subito gettato la spugna e quindi ho lasciato perdere la teologia. No, no, no, certo, la Trinità la tengo presente, però non applico la situazione – ha detto il sacerdote dal pulpito – ​Poi, però, mi sono rivolto ai detti popolari, che sono più semplici e infatti c’è un detto che dice “Non c’è due senza tre”. Il problema è che un signore mi ha detto: “E il quarto viene da sempre”. Quindi ho lasciato perdere anche i detti popolari. A questo punto, come sempre accade, il Signore ti dà una mano. E una decina di giorni fa, siccome ho ancora un’abitudine antica che è quella prima di dormire, a qualsiasi ora, prendo in mano la Bibbia, soprattutto nell’ultima parte ci sono i Vangeli, apro un po’ a caso e leggo una riga o comunque un passo che mi possa aiutare. Mi è proprio capitato quel passo in cui Gesù dice: “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono con loro”. Ecco, mi auguro che questi versetti, questa grande e semplice indicazione di Gesù possa aiutare le nostre comunità a vivere insieme l’avventura che ci è proposta e che appunto siamo chiamati a condividere”.

Don Matteo prima di lasciare la parrocchiale e condividere un’apericena con la comunità di Calvenzano nel salone dell’oratorio ha voluto dire il suo “grazie” a tutti, dal vescovo ai colleghi sacerdoti, alle autorità presenti e alla gente del paese che in questi giorni si è preparata a lungo per l’ingresso del nuovo parroco.